Lavoro

Concorsone scuola: chiusa la seconda fase delle prove scritte

Si è conclusa anche la seconda prova del concorsonem per aspiranti insegnanti. Rimane ancora incerta invece la presunta data degli orali
Si è conclusa anche la seconda prova del concorsonem per aspiranti insegnanti. Rimane ancora incerta invece la presunta data degli orali

Si è chiusa oggi, 1° marzo 2013, la fase due del concorso della scuola, quella relativa alle prove scritte. Dopo il test di preselezione di Dicembre – uguale per tutti i candidati -, gli aspiranti insegnanti hanno sostenuto in queste settimane le prove scritte relative alle discipline oggetto di insegnamento per ciascun posto o classe di concorso. Oggi e ieri si sono svolte le prove rimandate a causa del maltempo che ha colpito l’Italia due settimane fa, relative alla scuola primaria, alla scuola dell’infanzia, alla Tecnologia e alle discipline economico-aziendali.

Adesso entrano in gioco le commissioni, che dovranno correggere i compiti scritti e valutarne anche l’originalità. Ad ogni prova la commissione assegna un punteggio complessivo di 40 punti, e per superarla è necessario ottenere almeno 28 punti.
Per le materie in cui è prevista anche una prova pratica o di laboratorio (discipline scientifiche e tecniche), il punteggio massimo da attribuire allo scritto è di 30 punti e ne servono 21 per andare avanti.

Dopo la correzione delle prove scritte si passerà all’orale, che include anche una lezione simulata della durata di trenta minuti. Al momento non si sa ancora nulla sulla data di inizio delle prove orali, ma è certo che tutta la procedura concorsuale dovrà concludersi entro settembre, quando i primi 7.351 saranno assunti a tempo indeterminato. I successivi 4.191, invece, diventeranno “di ruolo” nell’anno scolastico 2014/2015.

In totale al concorso – il primo dopo 13 anni – si sono iscritti 321mila candidati, ma solo l’80% si è presentato alla prova preselettiva che si è svolta a Dicembre. La prova di preselezione, che prevedeva 50 domande da rispondere in 50 minuti, ha decimato i candidati: solo 88.610 aspiranti docenti l’hanno superata, accedendo così allo scritto. Adesso tocca alle commissioni effettuare un ulteriore “taglio”, per scremare chi non ha le carte in regola per diventare insegnante.

E non mancano le polemiche…
Sono provata dalla prova“, dice un’aspirante candidata. È appena uscita dalla scuola romana in cui ha sostenuto l’esame scritto del concorsone riservato agli aspiranti insegnanti della primaria. Due ore e mezza per rispondere a quattro quesiti aperti, “che non riguardavano i programmi citati nel bando di concorso“, sottolinea.
Il bando, in effetti, citava materie come la psicologia dell’età evolutiva, la psicologia dell’apprendimento, i principi di igiene scolastica o i metodi per le attività di insegnamento. “Invece – racconta l’aspirante insegnante – i quesiti riguardavano l’eterogeneità nelle classi, il rapporto alunno-insegnante e l’orientamento. Prepararsi seguendo le indicazioni del ministero non avrebbe avuto alcuna utilità. Io, per fortuna, ho risposto basandomi soprattutto sulla mia esperienza diretta“. La candidata, infatti, insegna da 15 anni in una scuola privata. “In questi anni ho capito che molte teorie restano sulla carta, mentre la vita in classe è ben diversa“. Chi invece non ha esperienza alle spalle ha puntato sulle nozioni studiate sui libri. “Io insegno – sottolinea – e non ho avuto molto tempo per studiare, ma accanto a me c’erano diverse persone disoccupate, che di certo hanno avuto più tempo da dedicare alla preparazione teorica“.

Alcune di queste non hanno mai messo piede in una classe di bambini. “Eravamo più di 200 candidate – racconta -, alcune giovani, altre sui 50 anni. C’era anche qualche donna incinta. Non ho visto nemmeno un uomo“. A non convincere la candidata è stata la scarsità di informazioni e di organizzazione: “Ci hanno detto che non era possibile effettuare correzioni alla prova scritta, mentre in altre sessioni sono state permesse. Poi ci volevano vietare l’uso del dizionario monolingue per la prova di inglese, ma abbiamo protestato, visto che è previsto dal bando“. La prova di inglese è stata abbordabile, anche se il livello richiesto era abbastanza elevato: “Bisognava sintetizzare un testo in 60-90 parole, e poi svolgere un esercizio. Il livello richiesto è B2. E’ un livello elevato, se si pensa che quello successivo è richiesto per insegnare inglese nei licei“.

Secondo l’aspirante “la commissione non era ben organizzata, molto probabilmente perché non sono arrivate istruzioni chiare dal ministero. Per esempio, non è stata sorteggiata la lettera da cui si partirà per gli esami orali, mentre in altre scuole il sorteggio è già avvenuto“. Sull’orale, quindi, tutto tace. “Non sappiamo quando inizieranno le prove – afferma -. Dipenderà da quanto tempo servirà alla commissione per correggere i compiti scritti“. E intanto? “Intanto continuo a fare il mio lavoro, quello che svolgo da 15 anni. Insegno. Anche se per farlo in maniera stabile devo sostenere un concorso“.

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