Italia

Con la crisi boom di partite Iva

La crisi costringe a mettersi in proprio. Ma il lavoro autonomo è proprio il comparto più colpito dalla contrazione dei redditi. Tra il 2009 e il 2012 sono spariti dal radar del fisco 350mila lavoratori dipendenti, 190mila pensionati, 32mila imprenditori individuali e 138mila soggetti che dichiarano redditi da partecipazione in società di persone. Al contempo gli autonomi sono cresciuti di 128mila unità. Tanto che nel 2012 le aperture di partite Iva da parte di persone fisiche sono aumentate del 5,8% rispetto all’anno precedente, mentre sono calate del 7,3% le aperture riferite alle altre forme giuridiche.

È quanto emerge dai dati diffusi ieri dal Dipartimento delle finanze e relativi alle dichiarazioni dei redditi delle persone fisiche presentate nel 2013 per l’anno d’imposta 2012. Il totale dei soggetti che hanno presentato la dichiarazione direttamente (modello 730 o Unico-Pf) o tramite sostituto d’imposta (modello 770) è cresciuto dello 0,2% rispetto al 2011, attestandosi a quota 41,4 milioni. Il reddito medio nazionale risulta pari a 19.750 euro (+0,5%), con punte di 23.320 euro in Lombardia e minimi di 14.170 euro in Calabria. Escludendo i soggetti outlier, cioè quelli che presentano dichiarazioni milionarie, il dato mediano scende a 15.654 euro lordi. Oltre 10 milioni di persone presentano un’Irpef netta pari a zero, mentre l’imposta media versata dai restanti 31,2 milioni di soggetti è pari a 4.880 euro.

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