Fisco

Con il redditometro stop ad altre presunzioni e successivi accertamenti

Il redditometro, individuando il reddito complessivo, elimina la possibilità di ulteriori accertamenti sul contribuente
Il redditometro, individuando il reddito complessivo, elimina la possibilità di ulteriori accertamenti sul contribuente

Il redditometro “guarda” il reddito complessivo del contribuente e in ben pochi casi l’Agenzia potrà successivamente emettere nuovi accertamenti. È questo un aspetto rilevante del redditometro – sia di quello “vecchio” che di quello “nuovo”. Occorre partire dal presupposto che l’accertamento sintetico (compreso quello da redditometro) si propone di individuare presuntivamente il reddito complessivo del contribuente. Quest’ultimo è dato dalla sommatoria (anche algebrica) dei risultati delle varie categorie di reddito: d’impresa, fondiario, di capitale, eccetera. L’accertamento da redditometro contempla, quindi, il risultato di tutte queste categorie reddituali. È sempre stato così: il “sintetico” non considera le singole fonti di reddito, ma guarda direttamente al risultato complessivo.
Da qui la considerazione che non potranno mai esistere ventilate applicazioni congiunte del redditometro e, ad esempio, degli studi di settore, per gli imprenditori. Il redditometro – individuando il reddito complessivo – “chiude”, elimina la quasi totalità degli accertamenti relativi alla singola categoria reddituale.
Occorre ulteriormente considerare l’ambito di operatività degli accertamenti parziali (articolo 41-bis del Dpr 600/1973). Questi sono stati istituiti per dare la possibilità agli uffici dell’amministrazione di tradurre immediatamente in un atto di accertamento un elemento “certo” proveniente da fonti esterne, senza la necessità di eseguire un’attività istruttoria con riferimento all’intera posizione del contribuente (da qui il nome di “parziale”). Il “parziale”, quindi, consente all’Agenzia di effettuare ulteriori rettifiche. Cosa che non accade per gli accertamenti ordinari, per i quali l’ulteriore azione accertatrice è ammessa soltanto nell’ipotesi (eccezionale) in cui l’amministrazione venga a conoscenza di ulteriori elementi che non poteva assolutamente conoscere quando ha eseguito l’originario accertamento (articolo 43, comma 4, del Dpr 600/1973).
È evidente che un accertamento da redditometro, avendo a riguardo il reddito complessivo del contribuente (oltreché essendo presuntivo), deve necessariamente essere eseguito attraverso un accertamento ordinario e non per il tramite di un “parziale”. In realtà, questa regola venne derogata nel 1992 con l’introduzione della “minimum tax”, quando il legislatore sentì l’esigenza di non agire soltanto nei confronti dei piccoli imprenditori e dei lavoratori autonomi, ma anche, in generale, nei confronti dei contribuenti persone fisiche. Con l’articolo 11-ter del Dl 384/1992 venne stabilito, infatti – come deroga al principio generale – che l’accertamento sintetico poteva essere fatto anche attraverso un “parziale”. Quando, però, con l’introduzione degli studi di settore (Dl 331/1993), la minimum tax venne abrogata, la previsione eccezionale di effettuare un accertamento sintetico tramite il “parziale” venne tolta (articolo 62-quienquies del Dl 331/1993).
Attualmente, quindi, il “sintetico” non può essere fatto attraverso un accertamento parziale, il quale può avere un senso per una singola categoria reddituale e non certo per l’individuazione del reddito complessivo del contribuente (senza contare il fatto che si tratta di un accertamento presuntivo). Conseguentemente, dopo avere fatto un accertamento da redditometro – anche chiuso preventivamente in adesione – l’Agenzia potrà tornare sulla posizione reddituale del contribuente solamente per fatti assolutamente nuovi. Ad esempio, se il redditometro riguarda un imprenditore, l’Agenzia potrà eseguire un nuovo accertamento, ad esempio, in seguito a “incroci” presso terzi o per questioni riguardanti l’Iva o l’Irap. L’ufficio dell’amministrazione non potrà certo applicare ai fini dell’Irpef presunzioni come quelle, ad esempio, degli studi di settore o effettuare altri accertamenti di tipo analitico-induttivo nei confronti dello stesso imprenditore, così come non potrà utilizzare le risultanze delle indagini finanziarie.

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