Lavoro

Comunicazione preventiva lavoro a chiamata, sanzioni senza eccezioni

Confermata la sanzione da 400 a 2.400 euro per chi omette la comunicazione preventiva della chiamata anche se risulta la volontà di non volere camuffare il rapporto tramite registrazione sul Lul e le relative denunce contributive

Il Dl n. 76/2013 ha confermato in toto le sanzioni (da 400 a 2.400 euro) che rischia chi non effettua la comunicazione preventiva della chiamata. Il Parlamento ha così fatto retromarcia rispetto al testo originario del decreto, che aveva escluso l’applicazione delle sanzioni nel caso in cui la prestazione fosse stata comunque “denunciata” dal datore di lavoro attraverso il Lul e i correlati adempimenti contributivi.
Infatti, dal 18 luglio 2012, i datori di lavoro devono comunicare preventivamente l’inizio della prestazione o di un ciclo integrato di attività non superiore a 30 giorni. La circolare del Lavoro n. 20/2012 ha chiarito che si tratta dei giorni di chiamata di ciascun lavoratore. Pertanto, possono essere effettuate comunicazioni che prendano in considerazione archi temporali anche molto ampi purché, all’interno di essi, i periodi di prestazione non superino i 30 giorni per ciascun lavoratore.

Dallo scorso 3 luglio sono poi entrati a regime i nuovi canali di comunicazione delle prestazioni dei lavoratori assunti con contratto intermittente, disciplinati dal Dm del 27 marzo 2013 (pubblicato sulla «Gazzetta Ufficiale» del 18 giugno 2013). Sul punto è intervenuta anche la circolare del ministero del Lavoro n. 27/2013.
Intanto, le comunicazioni devono essere effettuate utilizzando il modello «Uni-Intermittente», da compilare solo attraverso strumenti informatici e indicando i dati identificativi del lavoratore, quelli del datore di lavoro, la data di inizio e di fine della chiamata, comunque all’interno di un periodo massimo di 30 giorni.

Il modello «Uni-Intermittente» può essere inoltrato attraverso due canali: tramite email, all’indirizzo Pec intermittenti@mailcert.lavoro.gov.it (valida anche se inviata da un indirizzo non Pec); oppure online, attraverso il sito www.cliclavoro.gov.it. Attenzione: il sistema informatico non rilascia ricevute di conferma della mail inviata, che viene presa in considerazione solo in presenza dell’allegato modello «Uni-Intermittente», debitamente compilato.
Rimane poi la possibilità di inviare di un sms al numero 339-9942256, ma solo per comunicare una prestazione da rendere non oltre 12 ore dalla comunicazione, anche se può poi proseguire anche dopo le 12 ore dalla comunicazione. Questo canale può essere utilizzato solo dopo essersi registrati al portale www.cliclavoro.gov.it ed essere stati abilitati a usarlo.
La trasmissione del modello effettuata con modalità difformi da quelle previste è considerata a tutti gli effetti invalida e quindi come non avvenuta, con conseguente applicazione delle sanzioni descritte.
La comunicazione può essere inviata lo stesso giorno in cui viene resa la prestazione lavorativa, purché intervenga prima che inizi, e può essere modificata o annullata inviando una successiva comunicazione di rettifica (solo tramite mail o web), da effettuare sempre prima dell’inizio della prestazione o – se il lavoratore non si presenta – entro le 48 ore successive al giorno in cui la prestazione doveva essere resa.
Infine, rimane la possibilità di inoltrare il modello tramite fax (alla Dtl di competenza) in caso di malfunzionamento dei sistemi descritti. In queste ipotesi, costituisce prova dell’adempimento la comunicazione di malfunzionamento del sistema unitamente alla ricevuta di trasmissione del fax.

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