Fisco

Comuni montani, esenzioni Imu solo sopra i 600 metri

Comuni montani, esenzioni Imu solo sopra i 600 metri
L’esenzione IMU piena rimarrà solo nei municipi collocati ad oltre 600 metri sul livello del mare, mentre fra 281 e 600 metri sarà limitata ai terreni posseduti da coltivatori diretti o imprenditori agricoli professionali

A caccia di “una somma non inferiore a 350 milioni di euro” dal gettito dei Comuni (servono per il bonus Irpef) il Governo rivede i criteri di tassazione Imu sui terreni. Cioè estende il numero dei Comuni in cui scatta l’imposta Imu 2014 che dovrà essere pagata entro il 16 dicembre. Il decreto del Governo prevede che l’attuale esenzione per tutti varrà soli in 1.578 Comuni invece degli attuali 3.524. Il criterio è l’altitudine: nei Comuni “montani” o parzialmente montani oggi non si paga l’Imu sui terreni.

La legge limita il numero dei Comuni montani esenti. Sopra i 600 metri vale ancora per tutti l’esenzione Imu sui terreni (1.578 Comuni). Tra 281 metri e 600 l’esenzione da oggi vale solo per gli agricoltori e imprenditori agricoli professionali (2.568 Comuni). Fino a 280 metri (3.912 Comuni) pagano tutti.

Tra i Comuni «parzialmente montani» destinati a perdere completamente l’esenzione si incontrano per esempio Roma, Palermo, Bologna, Messina e Trieste dove parte del territorio comunale è oggi classificata come montana e quindi ha finora garantito l’esclusione dall’Imu dei terreni. Trento, Foligno, Carbonia e altri 567 Comuni, oggi etichettati come «interamente montani» dall’Istat, registrano un’altitudine al centro inferiore ai 281 metri, e quindi i loro terreni rientreranno nell’ambito di applicazione dell’Imu.

Per far partire questo cambio di regole, come detto, manca ormai solo la pubblicazione del decreto sulla «Gazzetta», indispensabile per far quadrare i conti del bilancio statale. I tempi, però, sono davvero strettissimi, perché alla scadenza dei termini per il saldo Imu mancano ormai solo 19 giorni lavorativi: la concreta attuazione della norma, insomma, rappresenterebbe l’ennesima deroga plateale allo Statuto del contribuente.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *