Diritto

Comprare un vigile con dieci euro è oltraggio, non corruzione

Ammesso che sia vero che ogni uomo ha il suo prezzo, certamente due vigili urbani non si possono “comprare” con 10 euro. Partendo da questo presupposto la Corte di cassazione (sentenza n. 7505) ha annullato la condanna per istigazione alla corruzione inflitta dalla Corte d’appello di Napoli al ricorrente, che aveva tentato di evitare la multa offrendo a due agenti 10 euro. La mazzetta era stata allungata con l’invito esplicito a chiudere un occhio: «Lassate stare e piglitevi nu cafè». Secondo la Cassazione cinque euro, perché i dieci andavano divisi in due, sono troppo pochi per indurre qualcuno a rinunciare al proprio dovere, non si tratta quindi di un tentativo di corruzione ma, al massimo, di oltraggio a pubblico ufficiale. «In tema di corruzione – si legge nella sentenza – la serietà dell’offerta e quindi la sua potenzialità condittiva va necessariamente correlata alla controprestazione richiesta, alle condizioni dell’offerente e del soggetto pubblico, nonché alle circostanze di tempo e di luogo in cui l’episodio si colloca».

Per la Cassazione l’offerta non aveva il connotato della serietà, essendo risibile, rispetto alle qualità personali del destinatario e alla sua posizione economica. In più i giudici della Corte d’appello di Napoli avevano sottovalutato le qualità “soggettive e culturali” del “corruttore”, che gli impedivano di capire la portata illegittima del suo gesto che era semmai indice di un disprezzo per la funzione svolta dai due agenti. Un atteggiamento che poteva ricadere nell’ipotesi abrogata dell’oltraggio.

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