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Compensazione dei rimborsi da assistenza fiscale: pronti i codici tributo

Compensazione dei rimborsi da assistenza fiscale: pronti i codici tributo
L’Agenzia delle Entrate ha istituito i codici tributo per l’utilizzo in compensazione, tramite modello F24, delle somme rimborsate ai percipienti e delle eccedenze di versamento di ritenute e imposte sostitutive, dando così attuazione alle novità introdotte dal decreto sulle Semplificazioni fiscali

L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 13/E del 10 gennaio 2015, ha istituito i codici tributo per l’utilizzo in compensazione, tramite modello F24, delle somme rimborsate ai percipienti e delle eccedenze di versamento di ritenute e imposte sostitutive, dando così attuazione alle novità introdotte dal decreto sulle Semplificazioni fiscali.

In particolare, l’art. 15, comma 1, lettera a), del decreto Semplificazioni fiscali (D.Lgs. n. 175/2014) dispone che, dal 1° gennaio 2015, le somme rimborsate ai percipienti sulla base dei prospetti di liquidazione delle dichiarazioni dei redditi e dei risultati contabili, trasmessi dai CAF e dai professionisti abilitati, sono compensate dai sostituti d’imposta esclusivamente utilizzando il modello F24, nel mese successivo a quello in cui è stato effettuato il rimborso, nei limiti delle ritenute d’acconto relative al periodo d’imposta in corso al momento della presentazione della dichiarazione (modello 730), ai sensi dell’art. 37, comma 4, D.Lgs. n. 241/1997 e senza applicazione del limite massimo di compensazione di 700.000 euro annuo.

Sul punto, la circolare n. 31/E/2014 dell’Agenzia delle Entrate ha chiarito che per le compensazioni effettuate nei limiti delle ritenute relative al periodo d’imposta, in caso di importi superiori a 15.000 euro annui, non sussiste l’obbligo di apposizione del visto di conformità ovvero di sottoscrizione alternativa da parte dei revisori contabili.

Per consentire ai sostituti d’imposta di compensare le somme rimborsate a seguito di assistenza fiscale, ai sensi dell’art. 15, comma 1, lettera a), D.Lgs. n. 175/2014, la risoluzione n. 13/E del 10 febbraio 2015 istituisce i seguenti codici tributo:

  • 1631 – Somme rimborsate a titolo di imposte erariali;
  • 3796 – Somme rimborsate a titolo di addizionale regionale all’IRPEF;
  • 3797 – Somme rimborsate a titolo di addizionale comunale all’IRPEF.

In sede di compilazione del modello F24 i codici tributo sono riportati esclusivamente nella colonna “importi a debito versati”, ferme restando le ulteriori istruzioni previste in sede di istituzione dei codici in parola.
Considerata l’istituzione dei nuovi codici tributo utilizzabili per il recupero delle somme rimborsate ai percipienti, in un’ottica di semplificazione degli adempimenti a carico dei sostituti d’imposta, non sono più utilizzabili a credito i codici tributo 4731, 3803 e 3846.

Il decreto Semplificazioni detta, inoltre all’art. 15, comma 1, lettera b), una nuova disciplina per le compensazioni delle “eccedenze di versamento di ritenute e di imposte sostitutive”. Tra queste sono da ricomprendersi, ad esempio, le imposte sostitutive sul risparmio amministrato e gestito.
Tali eccedenze, in particolare, non sono più compensabili “internamente”, ma solo nel modello F24; anche in questo caso non si applica il limite di compensabilità di 700.000 euro.

Per consentire ai sostituti d’imposta di compensare le eccedenze, la risoluzione n. 13/E/2015 istituisce i seguenti codici tributo:

  • 1627 – Eccedenza di versamenti di ritenute da lavoro dipendente e assimilati;
  • 1628 – Eccedenza di versamenti di ritenute da lavoro autonomo, provvigioni e redditi diversi;
  • 1629 – Eccedenza di versamenti di ritenute su redditi di capitale e di imposte sostitutive su redditi di capitale e redditi diversi;
  • 1699 – Eccedenza di versamenti di addizionale regionale all’IRPEF trattenuta dal sostituto d’imposta;
  • 1671 – Eccedenza di versamenti di addizionale comunale all’IRPEF trattenuta dal sostituto d’imposta.

La risoluzione evidenzia, inoltre, che i codici tributo 1304, 1614, 1962 e 1963, istituiti con risoluzione n. 92 del 1999, continuano ad essere utilizzati per le fattispecie ivi descritte.
Resta fermo, inoltre, l’utilizzo dei codici tributo 6781, 6782 e 6783 per la compensazione dell’eccedenza risultante dalla dichiarazione del sostituto d’imposta, istituiti con risoluzione n. 9/E/2005.

Credito per famiglie numerose e per canoni di locazione
Infine, per consentire ai sostituti d’imposta di compensare il credito per famiglie numerose e per canoni di locazione riconosciuti dagli stessi sostituti, nonché il credito d’imposta per le ritenute IRPEF sulle retribuzioni corrisposte dalle imprese che usufruiscono dei benefici di cui all’art. 4, comma 1, D.L. n. 457/1997, la risoluzione istituisce i seguenti codici tributo:

  • 1632 – Credito per famiglie numerose;
  • 1633 – Credito per canoni di locazione;
  • 1634 – Credito d’imposta per ritenute IRPEF su retribuzioni e compensi al personale.

In sede di compilazione del modello F24 i suddetti codici tributo sono esposti nella sezione Erario, in corrispondenza delle somme indicate nella colonna “importi a credito compensati”, con l’indicazione nel campo “anno di riferimento” dell’anno d’imposta cui si riferisce il credito.
Considerata l’istituzione dei nuovi codici tributo, in un’ottica di semplificazione degli adempimenti a carico dei sostituti d’imposta, non sono più utilizzabili a credito i codici tributo 1102, 1103, 1680, 1706, 1707, 1710, 1711, 1713, 3802, 3848, 8111 e 8112.

Agenzia delle Entrate – Risoluzione N. 13/E/2015

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