Lavoro

Come denunciare il lavoro in nero: consigli pratici

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104 Commenti

  1. buonasera, intanto vi faccio i miei complimenti per l’opera utilissima che svolgete con grande perizia.
    Vorrei sottoporvi un caso concreto: nel condominio di un mio conoscente diversi lavori vengono dall’amministratore “appaltati” ad alcuni condomini che vengono di fatto pagati per le proprie prestazioni continuative (pulizia spazi comuni, rifiuti, ecc.) nel senso che una determinata somma viene detratta dalle loro spese condominiali e di fatto pagata dagli altri condomini. Ho visto con i miei occhi come esista all’interno dei rendiconti consegnati al mio amico una apposita contabilità, separata dagli altri conti.
    Ora, a tutti quanti (o quantomeno, al mio amico) starebbe anche bene tutta la questione, però, chiacchierandone, gli ho fatto venire qualche dubbio: 1- questa gente di fatto lavora in nero, senza ritenute 2- se qualcuno si fa male durante il lavoro? 3- come sempre, va tutto bene finchè va bene, ma metti che un domani tra una bega e un dispetto (tipico dei condomini) qualcuno fa una bella segnalazione all’Inail o alla GdF: siamo sicuri che è responsabile solo l’amministratore? secondo me il datore di lavoro sarebbe il condominio…

    1. Ciao Corrado, intanto grazie per i complimenti :)
      Venendo al quesito, la responsabilità del lavoro in nero è sempre del commitente, ossia di colui che ha commissionato e paga il lavoro stesso. Nel vostro caso, quindi, la responsabilità è comune tra intero condominio e amministratore. Multe e sanzioni per evasione del pagamento contributivo, infatti, sono sempre a carico del datore di lavoro. In particolare nel caso di lavoro nero (lavoratore assunto senza Comunicazione al Centro per l’impiego e senza iscrizione all’Inps/Inail) la legge prevede che, per l’omesso pagamento dei contributi di ogni lavoratore, il datore di lavoro debba pagare le sanzioni civili al tasso del 30% in base annua calcolate sull’importo dei contributi evasi con un massimo del 60%

      1. Grazie ancora.
        a dire la verità, più che alle multe/sanzioni io pensavo ai problemi di ordine penale: ne risponde solo l’amministratore o anche ogni singolo condomino?

        1. Ne risponde l’amministratore. Ti riporto alcune precisazioni fornite con la circolare del Ministero del Lavoro n. 5-3-1997 n. 28/E: “il datore di lavoro nei condomini va individuato nella persona dell’amministratore condominiale pro-tempore”. Nell’ambito dei contratti di appalto, l’amministratore condominiale, nella veste di datore di lavoro committente, ha l’obbligo di provvedere alla redazione del DURC (documento unico di regolarità contributiva) attestante la regolarità dei versamenti dovuti agli enti previdenziali (si veda D.M. 24-10-2007 e circolare INPS 18-4-2008 n. 51). Ricadono sempre in ambito penale le violazioni in materia di sicurezza sul lavoro. Infatti l’amministratore condominiale è il primo responsabile sulla sicurezza del lavoro dei dipendenti del condominio, e ricadono su di lui gli obblighi di informazione e formazione in materia di sicurezza e salute previsti dal D.Lgs. 9-4-2008 n. 81.

  2. salve LavoroFisco.it lavoro da 7 anni per una piccola dita di edilizia.l?anno scorso ci ha licenziati per la mancanza di lavoro .abbiamo preso la disocupazione .poi sn passate altri 4 mesi ed e entrato lavoro .adesso lavoro da marzo senza contratto di lavoro io e altri 2 operai .cosa posso fare per fare la denuncia ,dove devo rivolgermi .e cosa succede al cantiere e ai miei colleghi di lavoro e al datore di lavoro ?grazie

    1. Ciao Luciano. Per denunciare il datore di lavoro devi recarti presso la Direzione Provinciale del Lavoro della tua città e sporgere apposita denuncia per lavoro nero all’Ispettore di turno. A tal fine sarà utile portare qualsiasi documentazione idonea a comprovare l’esistenza di un rapporto di lavoro sommerso, anche testimoni. La denuncia all’Ispettorato del lavoro consentirà a te e a tutti gli operai coinvolti nel procedimento, laddove sia provata l’esistenza di lavoro sommerso, di recuperare tutti i contributi omessi dal datore di lavoro, comprese le differenze retributive (i crediti da lavoro, è bene ricordarlo, si prescrivono in 5 anni, mentre per il licenziamento non c’è più nulla da fare in quanto l’impugnazione si prescrive nel termine perentorio di 60 giorni). Per quanto riguarda il datore di lavoro, una denuncia di questo tipo comporta innanzitutto l’irrogazione della c.d. “maxi sanzione per lavoro nero”, il cui importo varia da un minimo di 1.950 euro ad un massimo di 15.600 euro, più 195 euro di maggiorazione per ogni giornata di lavoro in nero di ogni lavoratore. A tale sanzione, avente natura amministrativa, si aggiunge poi l’obbligo di versare i contributi omessi maggiorati di interessi e sanzioni.
      Oltre alle sanzioni amministrative e previdenziali, in caso di utilizzo di lavoratori irregolari in misura pari o superiore al 20% del personale dipendente trovato sul luogo di lavoro (si badi bene, il criterio numerico computa solo la percentuale di lavoratori trovati sul luogo di lavoro, escludendo le maestranze assunte e non presenti), il datore di lavoro può rischiare la chiusura temporanea dell’attività imprenditoriale.
      Inoltre, può incorrere nell’irrogazione di ulteriori sanzioni relative alla violazione della normativa sull’igiene e sicurezza nei luoghi di lavoro.

      Per maggiori informazioni si vedano i seguenti articoli:

      https://www.lavorofisco.it/lavoro-in-nero-cosa-e-quanto-rischia-il-datore-di-lavoro.html
      https://www.lavorofisco.it/la-maxi-sanzione-per-lavoro-nero-prevista-dal-collegato-lavoro-per-chi-assume-in-nero.html

  3. salve vorrei sapere se una persona lavora ancora da 3 anni in una casa come babysitter e donna di pulizie e ha solo un stipendio minimo, senza essere pagata le ferie e tredicesima non avendo contratto di lavoro come si deve comportare?

    1. Ciao Elena, come prima cosa deve riuscire a dimostrare l’esistenza di lavoro irregolare. A titolo meramente esemplificativo, se la paga base mensile è superiore a mille euro, è molto semplice dimostrare la mancata erogazione di 13° e 14° perchè mancheranno i relativi bonifici bancari (per effetto della nuova normativa, infatti, non è più possibile pagare cifre superiori a 999,99 euro in contanti). Dopo avere raccolto tutte le prove necessarie, potrà recarsi presso l’Ispettorato del Lavoro e sporgere denuncia. Nel caso del lavoro domestico, gli Ispettori non possono accedere presso la residenza del datore di lavoro domestico per effettuare i controlli ispettivi come invece avviene nelle ditte o nelle società, per cui è molto importante che sia lo stesso lavoratore a procurarsi le prove da esibire all’organo ispettivo.

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