Lavoro

Come cambiano le detrazioni per lavoro dipendente nel 2014

Come cambiano le detrazioni per lavoro dipendente nel 2014
La legge di Stabilità per il 2014 è intervenuta sulle detrazioni relative ai redditi di lavoro dipendente con effetto dal 1° gennaio scorso. Non sono state, invece, oggetto di modifica le altre detrazioni spettanti ai pensionati e ai lavoratori autonomi e imprese in contabilità semplificata

La legge di Stabilità per il 2014 è intervenuta sulle detrazioni relative ai redditi di lavoro dipendente con effetto dal 1° gennaio scorso. Non sono state, invece, oggetto di modifica le altre detrazioni spettanti ai pensionati e ai lavoratori autonomi e imprese in contabilità semplificata.

A CHI SPETTANO LE DETRAZIONI

Le detrazioni spettano se alla formazione del reddito complessivo concorrono:

  • uno o più redditi di lavoro dipendente di cui all’art. 49 TUIR, ad esclusione delle pensioni (art. 49, comma 2, lettera a) per le quali, come si dirà appresso, sono previste altre detrazioni;
  • compensi percepiti, entro i limiti dei salari correnti maggiorati del 20%, dai lavoratori soci delle cooperative di produzione e lavoro, delle cooperative di servizi, delle cooperative agricole e di prima trasformazione dei prodotti agricoli e delle cooperative della piccola pesca (art. 50, comma 1, lettera a);
  • indennità e compensi percepiti a carico di terzi dai prestatori di lavoro dipendente per incarichi svolti in relazione a tale qualità, ad esclusione di quelli che per clausola contrattuale devono essere riversati al datore di lavoro e di quelli che per legge devono essere riversati allo Stato (art. 50, comma 1, lettera b);
  • somme da chiunque corrisposte a titolo di borsa di studio o di assegno, premio o sussidio per fini di studio o di addestramento professionale, se il beneficiario non è legato da rapporti di lavoro dipendente nei confronti del soggetto erogante (art. 50, comma 1, lettera c);
  • compensi per collaborazioni coordinate e continuative e per rapporti co.co.pro. (art. 50, comma 1, lettera c-bis);
  • remunerazioni dei sacerdoti (art. 50, comma 1, lettera d);
  • prestazioni pensionistiche complementari di cui al D.Lgs. n. 124/1993, comunque erogate (art. 50, comma 1, lettera h-bis);
  • compensi percepiti dai soggetti impegnati in lavori socialmente utili in conformità a specifiche disposizioni normative (art. 50, comma 1, lettera l).

Per i soggetti che percepiscono i suddetti redditi spetta una detrazione dall’imposta lorda, rapportata al periodo di lavoro nell’anno.

IMPORTI DELLE DETRAZIONI

In base alle modifiche introdotte dalla legge di Stabilità, a partire dal 1° gennaio 2014, per i soggetti che percepiscono i suddetti redditi spetta una detrazione dall’imposta lorda, rapportata al periodo di lavoro nell’anno, pari a:

  • 1.880 euro (1.840 euro sino al 2013), se il reddito complessivo non è superiore a 8.000 euro. In ogni caso, l’ammontare della detrazione effettivamente spettante non può essere inferiore a 690 euro per i rapporti di lavoro a tempo indeterminato ed a 1.380 euro per i rapporti a tempo determinato. Ciò significa che tali misure minime competono a prescindere dal risultato del calcolo di ragguaglio al periodo di spettanza nell’anno;
  •  978 euro (1.338 euro sino al 2013), aumentata del prodotto tra 902 euro (502 euro nella normativa vigente) e l’importo corrispondente al rapporto tra 28.000 euro (15.000 euro sino al 2013), diminuito del reddito complessivo, e 20.000 euro (7.000 euro sino al 2013), se l’ammontare del reddito complessivo è superiore a 8.000 euro ma non a 28.000 euro (15.000 euro sino al 2013).Per determinare la detrazione spettante occorre applicare la seguente formula:978 + [902 x (28.000 – Reddito Complessivo) / 20.000]L’importo della parentesi quadra, da aggiungere a 1.338 euro, decresce al crescere del reddito. Se il risultato del rapporto è maggiore di zero, lo stesso si assume nelle prime quattro cifre decimali.Gli importi fissati dalla norma di 978 e 902 euro (1.338 e 502 euro sino al 2013) devono essere rapportati al periodo di lavoro nell’anno;
  • 978 euro (1.338 euro sino al 2013), se il reddito complessivo è superiore a 28.000 euro (15.000 euro sino al 2013) ma non a 55.000 euro. In tal caso, la detrazione spetta per la parte corrispondente al rapporto tra l’importo di 55.000 euro, diminuito del reddito complessivo, e l’importo di 27.000 euro (40.000 euro sino al 2013). Se il risultato del rapporto indicato dalla norma è maggiore di zero, lo stesso si assume nelle prime quattro cifre decimali. L’importo di 978 euro (1.338 euro sino al 2013) deve essere rapportato al periodo di lavoro nell’anno.

SCOMPARE L’ULTERIORE DETRAZIONE PER I REDDITI TRA 23.000 E 28.000 EURO

Inoltre, va ricordato che – sino al 2013 – la detrazione spettante era aumentata di un importo che variava a seconda del reddito.

In particolare per i calcoli della detrazione sino al 2013 erano previsti i seguenti importi aggiuntivi:

Reddito complessivo (euro) Incremento detrazione (euro) sino al 2013
Da A
23.000,01 24.000,00 10
24.000,01 25.000,00 20
25.000,01 26.000,00 30
26.000,01 27.700,00 40
27.700,01 28.000,00 25

In sostanza, per determinare la detrazione spettante occorreva:

  1. dapprima applicare la formula indicata dalla norma;
    = 1.338 x [(55.000 – Reddito Complessivo) / 40.000]
  2. poi aggiungere gli importi correttivi.

Come anticipato, a partire dal 1° gennaio 2014, tali importi aggiuntivi sono stati eliminati, per cui, nel calcolo della detrazione di cui all’ultimo punto sopra elencato non spetta alcun ulteriore detrazione oltre a quella calcolata con le regole innanzi esposte.

IMPORTI DETRAZIONE LAVORO DIPENDENTE 2014

Anno Reddito complessivo in euro (1) Importo detrazione (2)
2014 fino a 8.000 1.880 (3)
tra 8.001 e 28.000 978 + [902 x (28.000 – reddito complessivo) / 20.000]
tra 28.001 e 55.000 978 x [(55.000 – reddito complessivo) / 27.000]
oltre 55.000 0
Note:
(1) Il reddito complessivo è al netto dell’abitazione principale e relative pertinenza. Nel reddito complessivo va compreso anche il reddito dei fabbricati assoggettato alla cedolare secca.
(2) Se il risultato dei rapporti è maggiore di 0, lo stesso si assume nelle prime 4 cifre decimali.
(3) L’ammontare della detrazione effettivamente spettante non può essere inferiore a 690 euro per i rapporti di lavoro a tempo indeterminato e a 1.380 euro per i rapporti di lavoro a tempo determinato.

MODALITA’ OPERATIVE PER IL CALCOLO

Le detrazioni per redditi di lavoro dipendente e assimilati vanno rapportate al periodo di lavoro nell’anno, relativamente sia ai rapporti di lavoro indeterminato che a quelli a tempo determinato, i giorni per i quali spetta la detrazione coincidono con quelli che hanno dato diritto alla retribuzione che è stata assoggettata a ritenuta (art. 13, comma 1, TUIR).

Si tratta del numero di giorni che hanno dato diritto al reddito di lavoro dipendente (compresi i trattamenti pensionistici) soggetti a tassazione, a fronte del quale è concessa la detrazione.

In tale numero di giorni vanno in ogni caso compresi le festività, i riposi settimanali e gli altri giorni non lavorativi e vanno sottratti i giorni per i quali non spetta alcun reddito, neppure sotto forma di retribuzione differita, quali le mensilità aggiuntive etc. (ad esempio, in caso di assenza per aspettativa senza corresponsione di assegni).

Nessuna riduzione delle detrazioni va effettuata in caso di particolari modalità di articolazione dell’orario di lavoro, quali il part-time verticale o orizzontale, né in presenza di giornate di sciopero.

Analogo criterio deve essere adottato per i contratti a tempo determinato, per i quali, partendo dal numero dei giorni compresi nel periodo di durata del rapporto, vanno sottratti quelli per i quali non compete il diritto alla retribuzione.

In presenza di contratti di lavoro dipendente a tempo determinato caratterizzati dalla effettuazione di prestazioni “a giornata” (ad esempio, per i lavoratori edili e i braccianti agricoli) la detrazione spettante per le festività, i giorni di riposo settimanale ed i giorni non lavorativi compresi nel periodo che intercorre tra la data d’inizio e quella di fine di tali rapporti di lavoro deve essere determinata proporzionalmente al rapporto esistente tra le giornate effettivamente lavorate e quelle previste come lavorative dai contratti collettivi nazionali di lavoro e dai contratti collettivi territoriali applicabili per i contratti a tempo indeterminato delle medesime categorie. Il risultato del rapporto, se decimale, va arrotondato all’unità successiva. Si ricorda che ai fini dell’attribuzione delle detrazioni, l’anno deve intendersi composto al massimo di 365 giorni, anche negli anni bisestili.

Infine, si ricorda che, in presenza di più redditi di lavoro dipendente, nell’individuare il numero di giorni per i quali spettano le detrazioni, quelli compresi in periodi contemporanei vanno computati una volta soltanto e che, tra i giorni relativi ad anni precedenti, per i quali spetta il diritto alle detrazioni, non vanno considerati quelli compresi in periodi di lavoro per i quali si è già fruito in precedenza delle detrazioni.

GLI IMPORTI MINIMI DI 690 E 1.380 EURO NON VANNO RAPPORTATI AL PERIODO DI LAVORO

Le detrazioni spettanti in caso di reddito complessivo non superiore a 8.000 euro nella misura di 690 euro per i rapporti di lavoro a tempo indeterminato e di 1.380 euro per i rapporti a tempo determinato non devono essere rapportate al periodo di lavoro.

Ne discende che le stesse non sono cumulabili tra loro né con quelle minime previste per i pensionati di cui ai commi 3 e 4 dell’art. 13 TUIR né con quelle previste per i redditi diversi di cui al comma 5 dello stesso art. 13.

Il contribuente che si trova nella possibilità astratta di fruire di più di una delle menzionate detrazioni minime, può scegliere di applicare quella favorevole.

ESEMPI DI CALCOLO

Si riportano alcuni esempi di calcolo delle nuove detrazioni per il 2014.

Esempio n. 1

Lavoratore dipendente, per 365 giorni, con un reddito complessivo di importo pari a 12.000 euro.
Il calcolo sarà il seguente:
978 + [902 x (28.000 – 12.000) / 20.000]= 978 + [902 x 0.8000] = 978 +721,60 = 1.699,60 euro

Esempio n. 2

Lavoratore dipendente, per 365 giorni, con un reddito complessivo di importo pari a 35.000 euro.
In tal caso, il calcolo sarà il seguente:
978 x [(55.000 – 35.000) / 27.000]= 978 x 0,7407 = 724,40 euro

RICAPITOLANDO

A chi spettano le detrazioni Quanti percepiscono redditi di lavoro dipendente, eccetto le pensioni (art. 49 TUIR) e alcuni redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente (art. 50 TUIR).
Le novità 2014 Dal 2014 si prevede l’applicazione di una detrazione dall’imposta lorda, rapportata al periodo di lavoro nell’anno, pari a:

  • 1.880 euro (1.840 euro nella normativa vigente), se il reddito complessivo non supera 8.000 euro. L’ammontare della detrazione effettivamente spettante non può essere inferiore a 690 euro (ovvero a 1.380 euro per i rapporti di lavoro a tempo determinato);
  • 978 euro (1.338 euro nella disciplina vigente), aumentata del prodotto tra 902 euro (502 euro nella normativa vigente) e l’importo corrispondente al rapporto tra 28.000 euro, diminuito del reddito complessivo, e 20.000 euro, qualora l’ammontare del reddito complessivo sia superiore a 8.000 euro, ma non a 28.000 euro (nella normativa vigente, il secondo termine della moltiplicazione è costituito dall’importo corrispondente al rapporto tra 15.000 euro, diminuito del reddito complessivo, e 7.000 euro, e si fa riferimento ai casi in cui l’ammontare del reddito complessivo sia superiore a 8.000 euro, ma non a 15.000 euro);
  • 978 euro (1.338 euro nella disciplina vigente), se il reddito complessivo è superiore a 28.000 euro (15.000 euro nella normativa vigente), ma non a 55.000 euro. La detrazione spetta per la parte corrispondente al rapporto tra l’importo di 55.000 euro, diminuito del reddito complessivo, e l’importo di 27.000 euro (quest’ultimo valore è pari, invece, a 40.000 euro nella normativa vigente).

È stato, inoltre, soppresso il meccanismo (previsto nella normativa vigente) di eventuali incrementi della detrazione – incrementi variabili da 10 a 40 euro.

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