Lavoro

Come cambia l’indennità di disoccupazione a partire dal 1° maggio 2015

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7 Commenti

  1. Brutta notizia per i lavori stagionali così come concepita ed approvata con il decreto attuativo ( sui nuovi ammortizzatori sociali) il 20 febbraio 2014 dal consiglio dei ministri è molto penalizzante per i lavoratori stagionali, il Cdm non ha tenuto conto dei pareri delle commissioni parlamenti e tirato dritto Quindi ci teniamo com’è l’articolo 5 che recita “Ai
    fini del calcolo della durata non sono computati i periodi contributivi che
    hanno già dato luogo ad erogazione delle prestazioni di disoccupazione”.
    Esempio se quest’anno farai 6 mesi di lavoro alla fine potrai fare solo 3 mesi di disoccupazione, con la precedente Aspi (riforma Fornero) ne potevi fare 6 mesi , quindi preparate le valige dobbiamo andare via dall’Italia questo vuole il governo. Delle volte mi chiedo ma chi c’è al governo? Esiste ancora la sinistra in Italia, chi tutela i lavori e le forme di precariato?

  2. Vi posto una Lettera di una deputata del Pd , speriamo che
    prendano in considerazione i lavoratori Stagionali, i tempi stringono per l’approvazione
    definitiva, ecco la lettera :

    Lettera ai deputati PD della
    Commissione Lavoro su ammortizzatori sociali dei lavoratori stagionali

    21.01.2015

    Cara
    collega, caro collega,

    con
    riferimento allo schema di decreto legislativo n.135 “recante disposizioni per
    il riordino della normativa in materia di ammortizzatori sociali in caso di
    disoccupazione involontaria e di ricollocazione dei lavoratori disoccupati”,
    intendo sottoporti, con la presente, una questione che riguarda i lavoratori
    stagionali del turismo.

    All’articolo
    5 lo schema di decreto prevede che “la NASpI è corrisposta mensilmente, per un
    numero di settimane pari alla metà delle settimane di contribuzione degli
    ultimi quattro anni. Ai fini del calcolo della durata non sono computati i
    periodi contributivi che hanno già̀ dato luogo ad erogazione delle prestazioni
    di disoccupazione”.

    Con
    l’attuale ASpI, per la cui attribuzione sono richiesti 12 mesi di contribuzione
    nei 24 mesi precedenti non computando le prestazioni di disoccupazione già
    erogate, i lavoratori stagionali che non trovano altra occupazione riescono ad
    avere un sostegno al reddito che copre l’intero anno. Dopo l’entrata in vigore
    del decreto vedrebbero di colpo invece dimezzarsi il periodo di copertura.

    Condivido la
    ratio “contributiva” che guida tale modifica dei criteri di calcolo. Ho avuto
    altresì modo di esprimere pubblicamente il mio biasimo per l’utilizzo, che
    soprattutto in passato in situazioni economiche più positive, qualche
    lavoratore ha fatto dello strumento di tutela, utilizzandolo di fatto quale
    integrazione del reddito di una sorta di part-time verticale.

    Ritengo però
    che la norma, in questo momento, meriti una valutazione.

    Oggi il
    settore del turismo vive, come molti altri, una forte crisi ed in molte zone del
    nostro Paese, ad esempio il litorale dell’Alto Adriatico, la stagione turistica
    è sempre più breve. In quelle zone un contratto di lavoro di 6 mesi è ormai
    raro.

    Rispetto al
    passato, poi, il lavoro stagionale purtroppo in molte famiglie è la fonte di
    reddito principale e, alle volte, l’unica.

    Il ricorso
    all’ASDI, per questi lavoratori, potrà essere parziale e comunque incerto.

    Lo status
    del lavoratore stagionale purtroppo non è codificato e ciò genera, come in
    questo caso, difficoltà applicative di principi e criteri condivisibili invece
    nella generalità dei rapporti di lavoro.

    La
    situazione del lavoratore stagionale è, per molti aspetti, simile a quella del
    lavoratore agricolo.

    Ti chiedo di
    valutare la possibilità di inserire nel parere che la commissione dovrà
    esprimere un richiamo a questa particolare situazione proponendo, se ritieni,
    un’assimilazione del lavoratore stagionale a quello agricolo.

    Ringraziandoti
    fin d’ora per la tua attenzione, ti saluto cordialmente.

    On. Sara
    Moretto

  3. Gentili signori,

    Buon Anno 2015.

    Vorrei chiedere alcune cose se possibile, anche se ancora è presto, per la Disciplina della Nuova prestazione di Assicurazione Sociale per l’Impiego (NASpI)http://www.governo.it/governoinforma/documenti/cdm_20141224/nuova_aspi_20141224.pdf . In particolar modo per gli articoli 5 e 9, non poco facili da interpretare, almeno per me e per il caso in questione che vi scrivo.

    Allora, se un lavoratore è stagionale (fa più di 6 mesi all’ anno, circa 190 giorni di contribuzione) con l’Aspi si poteva presentare domanda ogni anno senza problemi facevi 5-6 mesi di Aspi, poi venivi riassunto,ricadeva l’aspi, e dopo 190 gg di contribuzione ripresentavi la domanda, ma adesso con questa nuova Naspi che partirà dal 1 maggio non mi è chiaro se è possibile farlo, perchè non mi sono chiari gli articoli 5 e 9… in particolare l’articolo 9 nel comma 1 e comma 2. e l’articolo 5 in questo punto che recita ” Ai fini del calcolo della durata non sono computati i periodi contributivi che hanno già dato luogo ad erogazione

    delle prestazioni di disoccupazione. ”

    cosa vuol dire che non è possibile presentare la Naspi perchè si è gia usufruito dell’aspi precedentemente per quei contributi?

    vi ringrzio sin d”orda se è possibile avere delle spiegazioni precisi nel caso esposo di lavoro stagionale. grazie

    1. Ciao Gregorio. La dicitura “Ai fini del calcolo della durata non sono computati i periodi contributivi che hanno già dato luogo ad erogazione” significa che i periodi contributivi utilizzati in precedenza per accedere alla prestazione non potranno più essere considerati utili per un ulteriore trattamento. Di conseguenza, questi periodi dovranno essere neutralizzati (resta da capire se la neutralizzazione comporterà o meno l’ampliamento del quadriennio di riferimento). Dopodichè nulla vieta di accedere ad un secondo trattamento, a condizione che siano rispettati i requisiti prescritti dalla legge (almeno 13 settimane contributive nei quattro anni precedenti l’inizio del periodo di disoccupazione, depauperati dei periodi già conteggiati per accedere al primo trattamento, nonchè diciotto giornate di lavoro effettivo o equivalenti, a prescindere dal minimale contributivo, nei dodici mesi che precedono l’inizio del periodo di disoccupazione).

      1. OK ..grazie… è un po’ complicato stabilire i periodi neutralizzati..però dopo vedremo….Cmq per adesso da come ho capito per il primo trattamento della Naspi vengono considerati tutti mesi retribuiti negli ultimi 4 anni? vero!!!’ anche se sono stati utilizzati dall’ Aspi?

        1. Bisogna attendere il decreto attuativo per capire come verranno conteggiati i periodi relativi al 2014 – 2013 – 2012 – 2011 nel caso in cui sia stata già fruita l’ASpI. Con molta probabilità verranno esclusi, così come previsto nella bozza di legge, con la conseguente riduzione della durata del trattamento.

          1. aspettiamo questi decreti ..allora….cmq mi hai dato una cattiva notizia….da come mi hai fatto capire su 6 messi si può fare 3 mesi di naspi…. era meglio la legge fornero….

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