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Come calcolare il saldo TASI 2014

Come calcolare il saldo TASI 2014
Scade il 16 dicembre il versamento della seconda rata, a saldo, della TASI 2014 che costituisce una componente (insieme alla TARI e all’IMU) dell’imposta unica comunale – IUC varata nel 2014. Le regole per il calcolo della base imponibile ricalcano quelle valide per l’IMU, come anche quelle per la determinazione del saldo di dicembre, che va ricavato scomputando dall’imposta dovuta per l’intero periodo d’imposta quanto già versato a giugno

Scade il 16 dicembre il secondo appuntamento, per il 2014, con la TASI, la componente della IUC destinata a coprire i servizi indivisibili dei Comuni.
Le regole per il calcolo dell’imposta sono abbastanza simili a quelle previste per l’IMU, in particolar modo con riferimento alla determinazione della base imponibile, ma ci sono delle differenze sostanziali tra le due imposte che le rendono molto diverse tra loro.
Infatti, mentre l’IMU non si applica sulle abitazioni principali (a meno che non siano “di lusso” e cioè di categoria catastale A1, A8 o A9), gli immobili maggiormente colpiti dalla TASI sono proprio le abitazioni principali.
Inoltre, mentre l’IMU si applica anche sui terreni agricoli, tali immobili non rientrano nel campo di applicazione della TASI.

Base imponibile
L’imposta, dovuta per anni solari proporzionalmente alla quota ed ai mesi dell’anno nei quali si è protratto il possesso, si determina moltiplicando la base imponibile per l’aliquota prevista per lo specifico immobile.
La base imponibile è la stessa dell’IMU: pertanto, ai fini della sua determinazione occorre applicare le regole previste nell’art. 13, D.L. n. 201/2011 e successive modifiche.
Giusto per avere un’idea, per i fabbricati iscritti in catasto, il valore è costituito dalla rendita attribuita agli stessi, rivalutata del 5% e moltiplicata per i coefficienti indicati:

  • 160 per gli immobili di categoria catastale A (escluso A/10), cioè per le abitazioni e per quelli di categoria C (escluso C/1), cioè rimesse, autorimesse, tettoie;
  • 80 per la categoria A/10, cioè studi privati, e D/5, cioè banche e assicurazioni;
  • 55 per la categoria C/1, cioè negozi e botteghe;
  • 140 per la categoria B, cioè convitti, ospedali, conventi, ricoveri, ecc, e per i fabbricati C/3,C/4, C/5, cioè laboratori, stabilimenti balneari, ecc.;
  • 65 per la categoria D (escluso D/5), cioè opifici e immobili a destinazione speciale e particolare, se iscritti in catasto.

Per le aree edificabili la base imponibile è costituita dal valore venale, fissato al 1° gennaio dell’anno. Si tratta evidentemente di un valore variabile, a differenza di quanto indicato per fabbricati e terreni agricoli, che tiene conto delle eventuali variazioni dovute a situazioni specifiche (ad esempio, se siano utilizzati da coltivatori o meno, se siano incolti, ecc.).

Aliquote
L’aliquota di base della TASI è pari all’1 per mille.
Il Comune, con deliberazione del Consiglio Comunale, può:

  • ridurre l’aliquota fino all’azzeramento;
  • determinare l’aliquota rispettando in ogni caso il vincolo in base al quale la somma delle aliquote della TASI e dell’IMU per ciascuna tipologia di immobile non sia superiore all’aliquota massima consentita dalla legge statale per l’IMU al 31 dicembre 2013, fissata al 10,6 per mille e ad altre minori aliquote, in relazione alle diverse tipologie di immobile. Per il 2014, l’aliquota massima non può eccedere il 2,5 per mille.

Per i fabbricati rurali ad uso strumentale (art. 13, comma 8, D.L. n. 201/2011), l’aliquota massima della TASI non può comunque eccedere il limite dell’1 per mille.
Con le modifiche introdotte dal D.L. n. 16/2014, però, la situazione è cambiata: infatti, è stato previsto che, per il 2014, nella determinazione delle aliquote TASI possono essere superati i limiti stabiliti sopra, per un ammontare complessivamente non superiore allo 0,8 per mille a condizione che siano finanziate, relativamente alle abitazioni principali e alle unità immobiliari ad esse equiparate, detrazioni d’imposta o altre misure, tali da generare effetti sul carico di imposta TASI equivalenti o inferiori a quelli determinatisi con riferimento all’IMU relativamente alla stessa tipologia di immobili.

In pratica, la situazione che è venuta a delinearsi è la seguente:

Aliquota standard 1 per mille (0,1%)
Aliquota massima 2,5 per mille (0,25%)
Maggiorazione comunale 0,8 per mille (0,08%)
Aliquota complessiva Fino ad un massimo di 3,3 per mille (0,33%)

Siccome la norma prevede il vincolo in base al quale la somma delle aliquote della TASI e dell’IMU per ciascuna tipologia di immobile non sia superiore all’aliquota massima consentita dalla legge statale per l’IMU al 31 dicembre 2013, fissata al 10,6 per mille (e cioè 1,06%), il cumulo massimo di imposta TASI-IMU, per il 2014 potrà essere il seguente:

  • abitazioni principali: 0,33% (0,25% di aliquota massima + 0,08% di eventuale maggiorazione;
  • altri immobili: 1,14% (1,06% di tetto massimo IMU-TASI + 0,08% di eventuale maggiorazione).

Resta invece confermato che per i fabbricati rurali ad uso strumentale, l’aliquota massima della TASI non può comunque eccedere il limite dell’1 per mille (cioè 0,1%).
Pertanto, essendo questi fabbricati esenti da IMU a partire dal 2014, l’aliquota massima applicabile su questi immobili non potrà essere superiore allo 0,1%.

Calcolo dell’imposta
Le regole generali prevedono che il versamento:

  • venga effettuato, con modello F24 (i codici tributo sono stati approvati con le risoluzioni n. 46/E e n. 47/E del 2014), ovvero tramite apposito bollettino di conto corrente postale;
  • venga effettuato negli stessi termini previsti per l’IMU e quindi prima rata entro il 16 giugno e seconda rata, a saldo, entro il 16 dicembre;
  • sia consentito in unica soluzione entro il 16 giugno di ciascun anno;
  • della prima rata venga eseguito sulla base dell’aliquota e delle detrazioni dei 12 mesi dell’anno precedente; il versamento della rata a saldo dell’imposta dovuta per l’intero anno venga eseguito, a conguaglio, sulla base degli atti pubblicati nel sito informatico del MEF, alla data del 28 ottobre di ciascun anno di imposta; a tal fine il Comune deve inviare le deliberazioni di approvazione delle aliquote e delle detrazioni, nonché dei regolamenti della TASI, esclusivamente in via telematica, entro il 21 ottobre dello stesso anno mediante inserimento del testo degli stessi nell’apposita sezione del Portale del federalismo fiscale, per la pubblicazione nel sito informatico di cui sopra; in caso di mancata pubblicazione entro il termine del 28 ottobre, si applicano gli atti adottati per l’anno precedente. L’efficacia delle deliberazioni e dei regolamenti decorre dalla data di pubblicazione degli stessi nel predetto sito informatico.

Per il 2014, però, si applica una disciplina particolare.
Infatti, fermo restando la disciplina sopra delineata, che però vale solo dal 2015, per il 2014, viene previsto che i contribuenti pagano la prima rata della TASI, entro il 16 giugno 2014, sulla base delle deliberazioni di approvazione delle aliquote e delle detrazioni pubblicate nel sito informatico del MEF alla data del 31 maggio 2014, con l’obbligo per i Comuni di inviare le predette delibere entro il 23 maggio 2014.
Nel caso di mancato invio delle deliberazioni entro il predetto termine del 23 maggio, il versamento della prima rata va effettuato entro il 16 ottobre sulla base delle deliberazioni pubblicate nel suddetto sito entro la data del 18 settembre 2014, con obbligo per i Comuni di invio entro il 10 settembre 2014.
Se a quest’ultima data non risultano inviati gli atti in questione, i contribuenti sono tenuti a versare l’imposta in un’unica soluzione entro il 16 dicembre 2014, calcolandola applicando l’aliquota di base dell’1 per mille e, comunque, entro il limite massimo previsto da un’altra disposizione della legge n. 147/2013 e precisamente il comma 677 il quale dispone che “il Comune, con la medesima deliberazione di cui al comma 676, può determinare l’aliquota rispettando in ogni caso il vincolo in base al quale la somma delle aliquote della TASI e dell’IMU per ciascuna tipologia di immobile non sia superiore all’aliquota massima consentita dalla legge statale per l’IMU al 31 dicembre 2013, fissata al 10,6 per mille e ad altre minori aliquote, in relazione alle diverse tipologie di immobile”.
Inoltre, viene previsto che se la delibera non viene inviata entro la predetta data del 10 settembre ovvero in mancanza di approvazione della delibera, la TASI dovuta dall’occupante è calcolata nella percentuale del 10% dell’ammontare complessivo del tributo.

TASI, cosa c'è da sapere - Infografica
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