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Cig in deroga, duello sul rifinanziamento

Cig in deroga, duello sul rifinanziamento
Il rifinanziamento dei sussidi in deroga 2013 parte da una dote di 400 milioni di euro; ma il ministero del Lavoro punta ad arrivare a 500 milioni

Il rifinanziamento dei sussidi in deroga 2013 annunciato mercoledì dal Governo parte da una dote di 400 milioni di euro; ma il ministero del Lavoro punta ad arrivare a 500 milioni, come annunciato dall’Esecutivo mercoledì al termine del Consiglio dei Ministri. Per una parte dei nuovi fondi, a quanto si apprende, si è ancora in cerca di una copertura. Non solo. Il ministero dell’Economia avrebbe eccepito anche sul decreto che modifica i criteri di concessione di cassa e mobilità in deroga, chiedendo una impostazione ancora più restrittiva (e facendo partire la stretta dal 2014).

Certo, la partita è ancora tutta aperta; e fino alla pubblicazione del decreto, che gradualmente manderà in soffitta l’Imu, potrebbero esserci sorprese; e alla fine l’asticella potrebbe salire fino ai 500 milioni annunciati. Una cifra ritenuta insufficiente dai sindacati (per Raffaele Bonanni serve ancora «un altro miliardo»). Ma anche dalle regioni che stimano un fabbisogno per coprire tutte le richieste fino a fine anno di 1,4 miliardi. E le preoccupazioni aumentano in caso di ulteriore limatura del finanziamento, considerato anche come il ministro Enrico Giovannini, all’inizio, puntava a ottenere almeno un miliardo, poi lentamente sceso visti anche gli altri nodi fiscali sul tavolo del Governo (Imu e Iva).

Da quanto si apprende, dopo gli incontri tecnici di ieri al ministero dell’Economia, si starebbe ragionando sulla somma di 400 milioni. Peraltro, solo per una parte, e cioè 250 milioni, si sarebbe già trovata la copertura: si pescherà dal «Fondo per il finanziamento di sgravi contributivi per incentivare la contrattazione di secondo livello» previsto dall’articolo 1, comma 68, della legge n. 247 del 2007. Risorse quindi che verrebbero prelevate per coprire parte del nuovo finanziamento di cassa e mobilità in deroga. Per la restante quota di intervento, al momento, non sarebbe ancora stata individuata la copertura. Una volta sbloccata la questione, e quindi chiarita l’esatta entità dei fondi a disposizione, si dovrà procedere alla loro ripartizione tra le regioni; molte delle quali hanno bloccato le autorizzazioni perché hanno esaurito i precedenti interventi di finanziamento (780 milioni sbloccati a giugno, previsti dalla scorsa legge di stabilità e i 550 milioni del decreto Imu-Cig di metà maggio).

Novità anche sul fronte del decreto che dovrà rivedere i criteri di concessione dei sussidi in deroga. Sul fronte della cassa in deroga, una prima versione del provvedimento prevedeva questi limiti temporali di fruizione del sussidio: 8 mesi nell’arco di un anno che salivano a 14 nell’arco dei due. Ora sembrerebbe che questi limiti siano stati rivisti al ribasso. E cioè, 6 mesi massimo nell’arco di un anno e 10 mesi nell’arco di due. Il tutto a partire dal 2014. Sarebbe stata poi introdotto un termine perentorio per presentare la domanda: che dovrà essere fatta “entro il 25 del mese successivo” (dall’evento che dà titolo al sussidio in deroga). Sul fronte della mobilità in deroga sarebbe invece sostanzialmente confermato il meccanismo per svuotare il bacino di fruitori (a partire da chi negli ultimi anni ne ha beneficiato di più). In pratica, sempre dal 2014, si potranno concedere al massimo ulteriori 3, 6, 9 o 12 mesi di mobilità a seconda del periodo già goduto dell’ammortizzatore (2, 3 o 4 anni).

Ma regioni e sindacati sono preoccupati soprattutto per le risorse. Con i nuovi fondi, 400 o 500 milioni, che saranno resi disponibili «non riusciremo a coprire tutto l’anno. A oggi in Toscana – sottolinea l’assessore al lavoro, Gianfranco Simoncini – restano prive di copertura 7.115 richieste di Cig che coinvolgono 20.646 lavoratori». Preoccupata anche la collega del Lazio, Lucia Valente: «Non riusciremo a coprire le richieste che arrivano dal territorio. Solo per il Lazio la cifra necessaria per chiudere il 2013 ammonta a circa 100 milioni». «Con i nuovi fondi forse arriviamo a settembre», aggiunge l’assessore al lavoro del Piemonte, Claudia Porchietto, che chiede al Governo di avviare «una riflessione sui sussidi in deroga. Non si può andare avanti così. E al tempo stesso serve aprire un tavolo di confronto sulle politiche attive: l’occasione può essere la nuova programmazione dei fondi Ue 2014-2020».

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