Lavoro

Censis-Ismu, maggioranza famiglie non riesce a pagare badanti. E spesso la donna rinuncia al lavoro

Censis-Ismu, maggioranza famiglie non riesce a pagare badanti. E spesso la donna rinuncia al lavoro
Se la spesa sostenuta per un collaboratore domestico incide per il 29,5% sul reddito familiare, in piena recessione, la maggioranza delle famiglie italiane, il 56,4%, non riesce più a farvi fronte e corre ai ripari, incluso quello della rinuncia al proprio lavoro da parte di un componente familiare, in genere la donna

Se la spesa sostenuta per un collaboratore domestico incide per il 29,5% sul reddito familiare, in piena recessione, la maggioranza delle famiglie italiane, il 56,4%, non riesce più a farvi fronte e corre ai ripari, incluso quello della rinuncia al proprio lavoro da parte di un componente familiare, in genere la donna.

Il welfare informale, infatti, ha un costo che grava quasi interamente sui bilanci familiari: a fronte di una spesa media di 667 euro al mese, solo il 31,4% delle famiglie riesce a ricevere una qualche forma di contributo pubblico, che si configura per i più nell’accompagno (19,9%).

Lo attesta una ricerca realizzata dal Censis e dalla Fondazione iniziative e studi sulla multietnicità (Ismu) per il ministero del Lavoro e delle Politiche sociali e presentata oggi a Roma. Nello specifico, emerge che il il 48,2% delle famiglie italiane ha ridotto i consumi pur di mantenere il collaboratore, il 20,2% ha intaccato i propri risparmi, il 2,8% si é dovuto addirittura indebitare.

L’irrinunciabilità del servizio sta peraltro portando alcune famiglie il 15% – ma al Nord la percentuale arriva al 20% – a considerare l’ipotesi che un membro della stessa rinunci al lavoro per prendere il posto del collaboratore.

Lo studio evidenzia infatti come intrappolate nella spirale perversa delle esigenze crescenti a fronte di risorse calanti, il 44,4% delle famiglie pensa che nei prossimi cinque anni avrà bisogno di aumentare il numero dei collaboratori o delle ore di lavoro svolte. Ma al tempo stesso la metà delle famiglie (il 49,4%) sa che avrà sempre più difficoltà a sostenere il servizio e il 41,7% pensa addirittura che dovrà rinunciarci.

Tra le famiglie attualmente prive di badante, il 20% dichiara che in casa é presente una persona che ha bisogno di cura e assistenza. In questi casi non ci sono esborsi economici da sostenere, ma un costo non irrilevante grava comunque sulla famiglia: la rinuncia a lavorare da parte di un suo componente.

Si stima che nel 25% delle famiglie in cui è presente una persona da assistere, e non si possa ricorrere ai servizi di un collaboratore, vi è una donna (nel 90,4% dei casi) giovane (il 66% ha meno di 44 anni) che ha rinunciato al lavoro: interrompendolo (9,7%), riducendo significativamente l’impegno (8,6%) o smettendo di cercarlo (6,7%).

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