Diritto

Cassazione: vi è elusione soltanto nelle ipotesi di vantaggio tributario “indebito”

Cassazione: vi è elusione soltanto nelle ipotesi di vantaggio tributario “indebito”
Vi è elusione fiscale soltanto qualora sia dimostrato che il vantaggio tributario conseguito è “indebito”, vale a dire contrario alla ratio della disciplina che lo contempla

Vi è elusione fiscale soltanto qualora sia dimostrato che il vantaggio tributario conseguito è “indebito”, vale a dire contrario alla ratio della disciplina che lo contempla. A stabilirlo è la Corte di Cassazione con l’ordinanza n. 6415 del 19 marzo 2014.

IL FATTO

Il caso trae origine dal ricorso presentato da un contribuente avverso la sentenza della Ctr Piemonte, la quale aveva accolto l’appello dell’Agenzia delle Entrate affermando la validità di un avviso di accertamento dei redditi ai fini Irpef per l’anno 2003 emesso dall’ufficio. Secondo l’Agenzia, l’atto di vendita con cui una società, a base familiare, aveva venduto al contribuente un appartamento, costituiva – nella sostanza – un atto di liquidazione della quota sociale di pertinenza del contribuente, e come tale fonte di plusvalenza tassabile ai fini Irpef.

LA DECISIONE DELLA CORTE DI CASSAZIONE

La Corte di merito accoglie il ricorso del contribuente. Secondo gli Ermellini, per addivenire alla conclusione che le operazioni poste in essere dal contribuente hanno costituito un abuso di diritto, e per accertare la portata di tale eventuale abuso, occorre preliminarmente individuare il regime e gli oneri fiscali che il contribuente avrebbe dovuto affrontare se avesse seguito le procedure che l’Amministrazione ritiene più semplici e lineari. E’ infatti evidente – prosegue la sentenza – che il disconoscimento delle operazioni definite abusive comporta l’applicazione del regime fiscale proprio delle operazioni “non abusive” che avrebbero consentito di raggiungere lo stesso risultato economico; con la conseguenza che non c’è abuso se non c’è risparmio fiscale (e questo risparmio non costituisce la ragione dell’abuso), e che comunque il recupero fiscale non può essere superiore al vantaggio conseguito con l’abuso.

Tuttavia, precisa la Suprema Corte, è d’altronde ragionevole che l’Agenzia – posta a fronte di una serie di operazioni piuttosto inconsuete – sospetti un imbroglio ai danni dell’Erario.

Corte di Cassazione – Ordinanza N. 6415/2014

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *