Diritto

Cassazione: ricavi presunti a scelta del giudice

Legittima la ricostruzione dei ricavi del ristorante basata sul consumo di acqua minerale e caffè soprattutto se il calcolo, desunto dai tovaglioli lavati, sostenuto dal contribuente, conduce a somme inferiori rispetto a quelle dichiarate
Legittima la ricostruzione dei ricavi del ristorante basata sul consumo di acqua minerale e caffè soprattutto se il calcolo, desunto dai tovaglioli lavati, sostenuto dal contribuente, conduce a somme inferiori rispetto a quelle dichiarate

Legittima la ricostruzione dei ricavi del ristorante basata sul consumo di acqua minerale e caffè soprattutto se il calcolo, desunto dai tovaglioli lavati, sostenuto dal contribuente, conduce a somme inferiori rispetto a quelle dichiarate. A precisarlo è la Corte di Cassazione con la sentenza n. 11622 depositata ieri.

A un ristorante venivano rettificati maggiori ricavi sulla scorta dei consumi di acqua minerale e caffè. Il contribuente si difendeva eccependo che l’ufficio, pur avendo a disposizione dati più confacenti all’attività di ristorazione relativi al lavaggio dei tovaglioli, aveva erroneamente dato credito a indicatori (acqua minerale e caffè) più idonei per l’attività di bar. In particolare veniva dimostrato che sulla base dei tovaglioli lavati, si giungeva a ricavi inferiori rispetto a quelli accertati dall’ufficio. Analogamente, applicando una serie di correttivi (autoconsumo, deperimenti, consumo in cucina), ai valori rettificati si giungeva comunque alla “neutralizzazione” dei maggiori ricavi pretesi. La Ctp accoglieva il ricorso, ma i giudici di secondo grado confermavano la bontà della rettifica. Secondo la Ctr, la ricostruzione induttiva era legittima stante la plausibilità dei dati di riferimento che portavano a conclusioni favorevoli al contribuente atteso che non tutti i commensali consumano caffè e acqua minerale, e il dato, oggettivamente riduttivo, assorbiva anche l’eventuale consumo diretto non considerato (soci, camerieri, cuochi, ecc.) Il contribuente ricorreva in Cassazione.

La Corte ha precisato che l’apprezzamento dei fatti e delle prove costituisce un’attribuzione esclusiva del giudice di merito cui spetta il potere di individuare le fonti del proprio convincimento, valutare le prove e controllare l’attendibilità e la concludenza scegliendo, tra le risultanze istruttorie, quelle ritenute maggiormente idonee a dimostrare i fatti in discussione, anche in considerazione del fatto che nel settore della ristorazione non esiste un indicatore “principe” per la ricostruzione dei ricavi.
Nella specie, il giudice di merito ha ben operato in quanto ha prima scartato i dati sul consumo dei tovaglioli risultanti dalla fatturazione dei lavaggi, preferendo quelli relativi al consumo di acqua minerale e caffè; inoltre, poiché i consumi in questione possono essere inferiori rispetto all’effettivo numero dei pasti, a seconda delle preferenze dei clienti, ha approssimato il risultato finale per difetto in modo favorevole al contribuente assorbendo così l’incidenza dell’autoconsumo.
Ciò era inoltre confortato dal fatto che aveva scarsa attendibilità sostenere il deperimento dell’acqua minerale o il suo utilizzo in cucina, nonché l’autoconsumo di caffè per preparazioni di pasticcerie.
Infine, la ricostruzione sulla base dei tovaglioli lavati, conducendo a ricavi presunti, inferiori a quelli dichiarati non poteva ritenersi attendibile.

La sentenza, al di là della metodologia utilizzata per l’accertamento, non esamina, perché non contestato, un aspetto particolarmente delicato. I maggiori ricavi sono stati quantificati in alcune centinaia di migliaia di euro. Ora è obiettivamente singolare che, nel corso del controllo (da quanto si desume dalla sentenza) a fronte di un’evasione così elevata non sia stato rinvenuto alcun riscontro obiettivo (per esempio ricevute non emesse, appunti o agende). Venendo meno tali riscontri, va da sé che ricostruendo empiricamente i ricavi (a prescindere dalla metodologia) questi siano sempre differenti rispetto a quelli dichiarati. Il rischio è di subire, sempre e comunque, una rettifica di maggiori ricavi.

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