Diritto

Cassazione, no alla pubblicità occulta dello studio: sanzionabile avvocato che rilascia intervista a fini promozionali

Non si può fare pubblicità occulta del proprio studio, neppure in un'intervista, in quanto lesiva del decoro e della dignità professionale dell'ordine
Non si può fare pubblicità occulta del proprio studio, neppure in un’intervista, in quanto lesiva del decoro e della dignità professionale dell’ordine

Non si può fare pubblicità occulta del proprio studio neppure in un’intervista. Lo stabilisce la Cassazione con la sentenza n. 10304/2013. Il ricorso è stato presentato da un avvocato contro il proprio ordine professionale che lo aveva sanzionato per aver fatto pubblicità occulta al proprio studio.

Il ricorrente, nel 2007, aveva rilasciato un’intervista al mensile “Dossier Lombardia” dal titolo “Tra Germania e Italia accompagnando i clienti nella costituzione di joint venture e partnership all’estero“, in cui raccontava la sua ventennale esperienza nel settore.

In particolare, nel caso esaminato dalla Suprema Corte, il contenuto intrinseco di quella che veniva presentata come un’intervista, lungi dal contenere riferimenti alle problematiche tecnico giuridiche sui rapporti commerciali e societari che ci si sarebbe aspettati chiamate in causa dal titolo, si sviluppava in quattro pagine attardandosi, invece, sulla struttura, le competenze e le attività dello studio professionale arricchito da numerose rappresentazioni fotografiche. Il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Brescia riteneva questa intervista una violazione delle norme deontologiche in materia di pubblicità e informazione dell’attività professionale. L’avvocato accusato di violazione decideva allora di impugnare la sanzione di fronte al Consiglio ma quest’ultimo respingeva il ricorso. Portato il caso di fronte alle Sezioni unite della Cassazione, queste confermano il giudizio del Consiglio dell’Ordine forense.

In tema di responsabilità disciplinare degli avvocati, la pubblicità informativa che lede il decoro e la dignità professionale costituisce illecito, ai sensi dell’art. 38 del r.d.l. 27 novembre 1933 n. 1578, poiché l’abrogazione del divieto di svolgere pubblicità informativa per le attività libero-professionali, stabilita dall’art. 2 del dl 4 luglio 2006 n. 223, convertito nella legge 4 agosto 2006, n. 248, non preclude all’organo professionale di sanzionare le modalità ed il contenuto del messaggio pubblicitario, quando non conforme a correttezza.
L’informazione pubblicitaria, infatti, deve comunque essere connotata da funzionalità all’oggetto, veridicità e correttezza.

Così non è stato nel caso esaminato dalla Corte di Cassazione, che ha rilevato nel tipo e nel contenuto della comunicazione modalità lesive della dignità e del decoro della professione.

Il tipo di pubblicazione, il titolo dell’articolo, la forma dell’intervista infatti non consentivano al lettore di comprendere chiaramente che l’intervista pubblicata, in realtà, fosse finalizzata a promuovere le attività dello studio che quindi può, di fatto, essere considerata “occulta”.

Corte di Cassazione – Sentenza N. 10304/2013

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