Italia

Cassa in deroga: Regioni già a caccia di nuove risorse

Nuova emergenza per gli ammortizzatori sociali in deroga: dopo i 550 milioni sbloccati a inizio luglio, le Regioni chiedono il rifinanziamento per almeno altri 1,3 miliardi
Nuova emergenza per gli ammortizzatori sociali in deroga: dopo i 550 milioni sbloccati a inizio luglio, le Regioni chiedono il rifinanziamento per almeno altri 1,3 miliardi

È di nuovo emergenza per gli ammortizzatori sociali in deroga. Lo sblocco a inizio mese dei 550 milioni previsti dal decreto Imu-Cig – convertito in legge mercoledì scorso – è bastato a chiudere una parte degli arretrati dei mesi scorsi. E così molte Regioni sono già alla ricerca di altri fondi, chiesti in primis al Governo, ma anche “racimolati” attraverso il recupero delle somme già impegnate e non spese nei casi di sospensioni dal lavoro inferiori a quelle autorizzate (il “tiraggio” per la cassa in deroga è al di sotto del 50%). In aggiunta ai 2 miliardi già stanziati e in larga parte assegnati, le Regioni ribadiscono la richiesta di «1,3 miliardi – dice Gianfranco Simoncini, coordinatore degli assessori regionali al Lavoro – per assicurare la copertura a tutto l’anno». La “risposta” è del sottosegretario Carlo Dell’Aringa che non esclude «interventi successivi con ulteriori rifinanziamenti e aiuti».

In Toscana sono in lista d’attesa 19mila lavoratori, in Veneto si stanno esaminando ora le domande presentate ad aprile (in coda oltre 4mila aziende), in Puglia sono state autorizzate poco più della metà delle istanze arrivate e l’assessore al lavoro Leo Caroli lamenta che «da luglio la copertura economica non è più assicurata», mentre nelle Marche non garantiscono nemmeno le domande di giugno. Per le Regioni Convergenza (Campania, Calabria, Puglia e Sicilia), poi, si attende il nulla osta della Ue per veicolare sulla Cigd 288 milioni, stanziati e già ripartiti in base al Piano di azione e coesione.
Un paracadute, quello degli ammortizzatori in deroga, aperto nel 2008, che ha triplicato i fondi erogati, da 770 milioni ai 2,3 miliardi del 2012 (1,6 miliardi per la Cig e 700 milioni per la mobilità). Nei primi 6 mesi di quest’anno – secondo l’elaborazione di Datagiovani – sono stati 130mila i lavoratori “sospesi in deroga” a zero ore, con Padova, Treviso e Roma a detenere il record di ore autorizzate.

Il sistema dovrebbe comunque lasciare il posto, a partire dal 2014, ai fondi bilaterali di solidarietà, che avranno la missione di coprire le sospensioni del lavoro causate da crisi temporanea d’impresa. E la cabina di regia tenuta giovedì scorso ha preso l’impegno ad attuare le norme in materia di ammortizzatori sociali entro il 31 agosto. Un tassello importante è il decreto, a cui sta lavorando il Welfare, per cambiare i termini di concessione degli ammortizzatori in deroga: il provvedimento avrebbe dovuto già vedere la luce – il termine indicato dal decreto Imu-Cig è appena scaduto -, ma invece è ancora in fase di stesura e arriverà dopo il confronto con le Regioni, le commissioni parlamentari competenti e sentite le parti sociali. Dovrebbero essere di sicuro stabiliti termini “perentori” per la presentazione della domanda (sul modello della cassa integrazione ordinaria e della mobilità) e rafforzato il monitoraggio dell’Inps sulla spesa, che consentirà, come più volte ribadito dal ministro Giovannini, di verificare i reali fabbisogni.

Su tutte le altre questioni il cantiere è aperto, con particolare attenzione a causali, limiti di durata e “rinnovo” dei sussidi, anche per arginare il gap territoriale sull’utilizzo della mobilità in deroga, concentrata al Sud. In Veneto, ad esempio, su oltre 17mila domande arrivate nel 2013, 11mila riguardano la Cig, mentre 6mila la mobilità; in Piemonte, la mobilità assorbe il 10% dei fondi, in Lombardia poco di più. Nel Meridione, i rapporti di forza cambiano: in Sicilia, circa l’80% delle richieste riguarda la mobilità e in Puglia si stima una spesa di 50 milioni per la Cig in deroga e di 75 milioni per la mobilità.
Per far fronte alle domande continue con un budget limitato molte Regioni hanno poi rivisto i criteri per assegnare i fondi: negli ultimi patti siglati con le parti sociali, in alcuni casi si è deciso di legare a doppio filo l’erogazione di risorse alle ore di effettiva sospensione dal lavoro (e non a quelle richieste a priori) o di fissare tetti temporali più brevi alle autorizzazioni, con la possibilità di rinnovo.

LE SITUAZIONI PIU’ CRITICHE

Piemonte. Le domande finora pervenute per la cassa in deroga sono oltre 11mila e riguardano 36mila lavoratori. Le autorizzazioni sono arrivate in oltre la metà dei casi, più di 6mila e 25mila lavoratori. La Regione è in attesa di avere il via libera del ministero del Lavoro per utilizzare una parte dei fondi assegnati e non spesi (in base al tiraggio) che potrebbe consentire il via di altre 2mila domande. La spesa a preventivo è di 209 milioni. I fondi: 36mila.

Lombardia. Degli oltre 223 milioni a disposizione l’80% dovrebbe andare a coprire la Cig in deroga, il resto la mobilità. Le istanze presentate sono circa 13mila, 9mila ancora in stand by che dovrebbero essere autorizzate utilizzando la tranche di fondi liberata a inizio luglio. Secondo i sindacati si dovrebbero poi recuperare tra i 40 e i 50 milioni dai fondi non spesi, ma questo consentirà di coprire solo i primi 9 mesi dell’anno. I fondi: 223 milioni.

Emilia Romagna. Stanziati 98 milioni di euro, ma la Regione stima una spesa di oltre 300 milioni solo per i primi sei mesi dell’anno. Al 30 giugno sono state presentate 8.700 domande: 8.200 per Cig con richiesta complessiva a preventivo di 300 milioni; 500 per mobilità con richiesta complessiva a preventivo di 18 milioni. Sono state autorizzate 7mila domande: 6.700 per Cig in deroga; 300 per mobilità in deroga. I fondi: 98 milioni.

Toscana . Con l’iniezione di 36 milioni la Regione stima di poter autorizzare circa 3.300 richieste di Cig che coinvolgono 13mila lavoratori. In questo modo potranno essere coperte le richieste arrivate nei primissimi giorni di aprile. Le risorse, però, lasceranno senza copertura, secondo l’assessore al Lavoro, Gianfranco Simoncini, circa 19 mila lavoratori per un costo complessivo di 78 milioni. I fondi: 19mila

Veneto. Rispetto a 107 milioni di fondi assegnati per il 2013, le richieste arrivate al 15 luglio ammontano a 475,2 milioni per la Cig in deroga e 46 milioni per la mobilità in deroga. Finora sono state autorizzate 6.251 istanze di Cig in deroga per i primi tre/quattro mesi del 2013 relativi al periodo complessivo richiesto e 6.907 beneficiari per la mobilità in deroga (per la metà del periodo a cavallo 2013). I fondi: 107 milioni.

Puglia . La Regione dispone di un budget 2013 di 134 milioni, giudicato sufficiente a coprire meno della metà delle richieste. Sul fronte della Cig in deroga a oggi sono arrivate 2mila domande per 15mila lavoratori: autorizzate 1.225 per 10mila addetti. Sul fronte mobilità in deroga su oltre 13mila domande, l’Inps ne ha ammesse circa 8mila. Per i soli primi sei mesi si stima una spesa di circa 140 milioni. I fondi: 134 milioni.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *