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Casa, si riapre la partita detrazioni. In cantiere sconti fra 50 e 100 euro

Casa, si riapre la partita detrazioni. In cantiere sconti fra 50 e 100 euro
Il modello dal quale si parte è la detrazione Imu, che era pari a 200 euro a famiglia con l’aggiunta di 50 euro a figlio. Impossibile che venga riprodotto quel livello di sgravio. Al momento la partita gira intorno a due opzioni: 50 e 100 euro

Gli affondi delle audizioni di lunedì scorso, con i conti della stangata presentati dai costruttori dell’Ance, sono stati decisivi. Dopo giorni di assedio, il governo alza bandiera bianca. La Trise, la nuova tassazione complessiva degli immobili, divisa fra servizi e rifiuti, cambierà nel passaggio in Parlamento della Legge di Stabilità. Per tutta la giornata di ieri si sono inseguite indiscrezioni. E, alla fine, lo ha ammesso anche la voce più autorevole sull’argomento: il Ministro dell’Economia, Fabrizio Saccomanni. «Non è escluso — ha detto — che si debba tornare alle detrazioni». Intanto la conferenza dei capigruppo ha stabilito che il testo arriverà in Aula al Senato lunedì 18 novembre. Fino ad allora ci sarà tempo per le commissioni.

Gli sconti fiscali nel disegno di legge approntato dall’esecutivo non esistono. Così, come notato da diverse parti, cinque milioni di immobili che non pagavano la vecchia Imu sarebbero costretti a sopportare il carico della Tasi, la tassa sui servizi indivisibili dei Comuni, una delle due componenti della Trise. Per sterilizzare questo effetto collaterale, si punta a raggiungere un obiettivo indicato nelle ultime ore chiaramente dal Pdl: la nuova tassa non deve superare l’ammontare della vecchia, né nel suo impatto complessivo né nella sua azione sui singoli contribuenti. Le modifiche in arrivo punteranno a questo.

Il modello dal quale si parte è la detrazione Imu, che era pari a 200 euro a famiglia con l’aggiunta di 50 euro a figlio. Impossibile che venga riprodotto quel livello di sgravio. Al momento la partita gira intorno a due opzioni: 50 e 100 euro. La seconda soluzione non è scontata, perché l’entità della detrazione è legata a filo doppio con l’altra questione in ballo: il margine di manovra sulle aliquote. Con uno sgravio troppo alto, sarebbe necessario dare ai Comuni la possibilità di arrivare fino al 4 per mille.
Un’ipotesi indigesta ai parlamentari azzurri. Così, con un’aliquota massima al 2,5 per mille, è probabile che si resti a 50 euro di detrazioni. Una terza strada, la meno probabile, prevede il varo di una detrazione parametrata all’#ISEE, per favorire solo le famiglie con redditi più bassi.

A breve, poi, potrebbe essere chiusa la questione della seconda rata dell’Imu. Voci del Ministero dell’Economia dicono che sarebbe stata individuata la posta di bilancio dalla quale attingere per finanziare il taglio, che costa 2,4 miliardi. L’ipotesi sarebbe di coprire la misura attingendo dalla rivalutazione delle quote di Bankitalia in mano alle banche. Un’operazione che potrebbe consentire di chiudere questo dossier entro la fine di novembre.

L’altro tassello da smontare nella manovra potrebbe essere il cuneo fiscale. Per potenziare l’effetto della misura, l’idea è quella di restringere la platea dei beneficiari, tenendo invariate le risorse investite. Per farlo si stanno vagliando diverse ipotesi. Lo sgravio potrebbe andare a favore solo dei lavoratori dipendenti più poveri, che guadagnano un lordo di 22 mila euro all’anno. Oppure potrebbe essere introdotto una sorta di quoziente familiare, che concentri il bonus su chi ha figli a carico.

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