Diritto

Casa con piscina? Niente agevolazioni al nuovo proprietario

La casa con piscina, rientrando molto spesso nella categoria dei beni di lusso, non può usufruire dell'agevolazione fiscale per l'acquisto della prima casa
La casa con piscina, rientrando molto spesso nella categoria dei beni di lusso, non può usufruire dell’agevolazione fiscale per l’acquisto della prima casa

Comprate una casa con piscina? Niente agevolazioni fiscali. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione (Sez. Tributaria Civile) con la sentenza n. 12517 depositata il 22 maggio 2013, con la quale ha specificato che – in molti casi – tale tipologia di immobile rientra nella categoria dei “beni di lusso” e, come tale, è escluso dalle agevolazioni fiscali per l’acquisto della prima casa previste dall’art. 1, parte I, della tariffa allegata al T.U. n. 131/1986.

Nel caso specifico, la Cassazione ha respinto il ricorso del nuovo proprietario di una villetta con piscina, con superficie superiore ai 200 mq, contro la revoca delle agevolazioni fiscali ordinata dall’Agenzia delle Entrate. L’immobile in questione aveva una superficie complessiva pari a 262,38 mq (oltre le parti pertinenziali), una piscina scoperta di 80 mq e un terreno a corredo del fabbricato di 4.033 mq.

I giudici hanno fatto riferimento ai requisiti fissati dal DM lavori pubblici del 2 agosto 1969 per stabilire se la casa fosse di “lusso”: l’art. 5 del decreto considera immobili di lusso “le case composte di uno o più piani costituenti unico alloggio padronale aventi superficie utile complessiva superiore a 200 mq (esclusi i balconi, terrazze, cantine, soffitte, scale e posto auto) e aventi come pertinenza un’area scoperta della superficie di oltre sei volte l’area coperta. Nel calcolo della superficie utile deve computarsi ogni volume a eccezione di quelli specificamente esclusi, ancorché privi del requisito dell’abitabilità o della regolarità edilizia”.

In virtù della disposizione ministeriale, l’esistenza della piscina è quindi “incompatibile” con le caratteristiche abitative di un’abitazione monofamiliare non di lusso (anche se la villetta era stata costruita sulla base di una licenza che non la classificava come abitazione di lusso e solo dopo la costruzione era stata ampliata con una licenza successiva). Assolutamente non plausibile l’osservazione proposta dalla coppia, che aveva sostenuto la necessità di “farsi riferimento, nel calcolo della superficie utile, alle sole componenti legittime sul piano urbanistico ed edilizio, non anche delle superfici abusive e, come tali, oggetto di istanze di concessione in sanatoria”.

Corte di Cassazione – Sentenza N. 12517/2013

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