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Canone Rai: si pagherà anche su seconde e terze case

Canone Rai in bolletta sempre più vicino: se ne pagherà uno per ogni abitazione
Canone Rai in bolletta sempre più vicino: se ne pagherà uno per ogni abitazione

E’ tutto pronto per la rivoluzione del canone Rai: grazie a un emendamento alla legge di Stabilità in Senato da realizzare entro dicembre, a partire da gennaio 2015 verrà inserito nella bolletta elettrica di tutti i cittadini, anche di coloro che non possiedono un apparecchio tv.
Non solo: sarà richiesto il pagamento di un canone per ogni abitazione posseduta e dunque anche sulle seconde case, che oggi sono esentate dal pagamento. Si notano già malumori da parte delle opposizioni, ma se l’emendamento dovesse incontrare ostacoli in fase di approvazione, il Governo, deciso a non recedere, ha già pronta una contromisura: l’inserimento del canone nella dichiarazione dei redditi.

L’emendamento diventerà con ogni probabilità operativo già da gennaio 2015, quando tutte le famiglie si troveranno a dover pagare 65 euro in più sulla bolletta della luce, da diluire nel corso dell’anno affinché l’aggravio sia meno percepibile. Se l’ammontare del canone diminuisce rispetto ai 113,50 euro del tradizionale canone Rai, ci saranno tuttavia altre novità non altrettanto positive per la spesa da affrontare da parte dei cittadini. Intanto il canone verrà pagato da tutti, a prescindere dal possesso di un apparecchio tv. Inoltre, ne dovrà essere corrisposto uno per ogni abitazione, e dunque anche per le seconde e terze case, non importa se sfitte.

Per non pagare la tassa bisognerà – sul modello della Bbc – dimostrare di non possedere una tv o anche qualsiasi dispositivo (device) con cui sintonizzarsi sui programmi del servizio pubblico: tablet, ipad, smartphone, pc. Continueranno ad esserci le fasce di esenzione e i bonus per i meno abbienti, anche se a farne richiesta finora è stato solo il 30% delle famiglie disagiate. Tutti gli altri pagheranno.
Attualmente il canone Rai costa 113,50 euro all’anno per ogni nucleo famigliare. Con la nuova formula verrebbe a costare da 35 a 75/80 euro – in media circa 60 euro – visto che la cifra varierà in base agli indicatori Isee.
L’obiettivo dichiarato è quello di garantire all’azienda di viale Mazzini un gettito di 1 miliardo e 800 milioni di euro l’anno. Più o meno quanti la Rai ne incassa ora ma chiedendo agli italiani un importo inferiore agli attuali 113,50 euro, cifra uguale quasi per tutti.
Sarà direttamente nella bolletta elettrica, quindi verrà pagato automaticamente insieme ad essa.

Il primo a criticare la riforma è stato il presidente della Vigilanza e deputato del Movimento 5 Stelle Roberto Fico: “Credo che in questo momento dovremo più che altro parlare di un canone ridotto ma per le fasce che sono più in difficoltà, magari per le giovani coppie. Parlerei di canone sociale e nell’anno che viene farei una riforma più ordinata, senza fretta. Una serie di pensionati anche con una soglia oltre il minimo della pensione, anche 8-900 euro al mese, possono non pagare il canone dopo una certa età. E possono assolutamente non pagarlo anche le giovani coppie. Ci sono persone che hanno handicap sensoriali ai quali la Rai ancora non garantisce un servizio pubblico sottotitolato al 100% e queste persone pagano un canone intero. Si potrebbero fare tanti modelli di fasce di esenzione e raggrupparli in una sorta di canone sociale”.
Ancora più ferma la posizione di ADUC (Associazione per i diritti degli utenti e consumatori): “La chiamano riforma. Parola usata come se fosse esclusivo sinonimo di cambiamento, e non anche miglioria per i più. Miglioria lo sarà sicuramente per lo Stato avido, non-trasparente, nemico del contribuente, anti-libertà economiche e dell’informazione: uno Stato che favorisce l’abuso di posizione dominante del proprio house-organ su tutto il panorama dell’informazione radio-tv, e che ci prende per i fondelli chiamando canone/abbonamento un’imposta obbligatoria per il possesso di un apparecchio tv”.

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