Italia

Iva, torna l’ipotesi di cancellazione «selettiva» della rata Imu di dicembre

Iva, torna l'ipotesi di cancellazione «selettiva» della rata Imu di dicembre
Al Ministero dell’Economia definiscono sostanzialmente impossibile la “mission” di trovare 6 miliardi di qui a fine anno per cancellare la seconda rata Imu sulle abitazioni principali

Marciano di pari passo fin da quando si è insediato il Governo Letta: i dossier Iva e Imu continuano ad essere molto “caldi”. Tanto da provocare la minaccia di dimissioni del Ministro dell’Economia, Fabrizio Saccomanni, per il rischio di non riuscire a mantenere l’asticella del rapporto deficit-Pil sotto quota 3%. Anche perché al Ministero dell’Economia definiscono sostanzialmente impossibile la “mission” di trovare 6 miliardi di qui a fine anno per garantire la cancellazione della seconda rata Imu sulle abitazioni principali (2,4 miliardi), rifinanziare la Cig in deroga (4-400 milioni) e le missioni internazionali di pace (3-400 milioni), sterilizzare l’Iva fino a fine anno (1 miliardo) e provvedere alla correzione dei conti per 1,6 miliardi per rispettare il tetto del 3%. A Via XX settembre nessuno lo dice ufficialmente ma l’ideale sarebbe contenere l’operazione in 4 miliardi rinunciando al congelamento dell’Iva e ricorrendo a un meccanismo selettivo per la cancellazione della rata Imu di dicembre.

Il nodo della seconda rata Imu. L’opzione di estendere il bacino delle abitazioni principali di pregio su cui mantenere l’imposizione, che consentirebbe di recuperare a seconda del bacino prescelto da 1 a 1,5 miliardi, ha sempre trovato posto nel menù dei tecnici dell’Economia ed ora sembra aver recuperato posizioni. Anche se il Pdl continua a fare muro e a pretendere il rispetto dell’accordo politico raggiunto a fine agosto che prevede il completo azzeramento di entrambe le rate Imu 2013 con la sola esclusione, come di consueto, di un’esigua fetta di case di lusso (categoria A1), ville e castelli.

Fassina: mantenere l’Imu sulle case di pregio. Il Viceministro dell’Economia, Stefano Fassina (Pd), torna alla carica rilanciando la proposta di far pagare l’Imu «al 10% delle prime abitazioni di maggior valore». Così, spiega il Viceministro, «potremmo recuperare le risorse necessarie per rinviare l’aumento dell’Iva e, a regime, recuperare quel miliardo che serve a intervenire sulla deducibilità dell’Imu per i capannoni, per i negozi, per le botteghe degli artigiani».

Per Squinzi prioritario il taglio del cuneo fiscale. La partita su Iva-Imu resta insomma aperta. «Secondo me non è la cosa prioritaria», dice il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, facendo riferimento al nodo dello stop all’aumento dell’Iva. A parere di Squinzi per favorire la ripresa è molto più importante un «intervento deciso sul cuneo fiscale».

Lupi: sull’Iva soluzione in 2-3 giorni. Intanto non sembrano allentarsi le tensioni tra Pdl e Pd. Il vicepresidente del Senato, Maurizio Gasparri (Pdl), si dice convinto che l’Iva non aumenterà e replica freddamente alla minaccia di dimissioni del Ministro dell’Economia: «Il Ministro Saccomanni non rappresenta partiti, per cui ci sia o non ci sia cambia ben poco». A difendere il titolare dell’Economia è il capogruppo del Pd al Senato, Luigi Zanda: «Saccomanni è il Ministro dell’Economia del Governo Letta, è un Ministro a tutti gli effetti, e la distinzione che ha fatto Gasparri, tra Ministro tecnico e politico, non ha alcun ragion d’essere». Ottimista il Ministro Maurizio Lupi (Pdl) su una positiva soluzione della vicenda: «Credo che in questi 2-3 giorni troveremo le soluzioni» per evitare l’aumento dell’Iva.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *