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Camere di commercio passate da 23 a 10

Camere di commercio passate da 23 a 10
Si è passati da 23 camere di commercio a 10 Cciaa. Sono state soppresse ad oggi 13 camere di commercio

Viaggia spedito il processo di autoriforma del sistema camerale. Si è passati da 23 camere di commercio a 10 Cciaa. Sono state soppresse ad oggi 13 camere di commercio. Le ultime camere di commercio accorpate nel numero di 9 risalgono al 6 agosto. Con quattro decreti ministeriali datati 6 agosto 2015, il Ministero dello Sviluppo Economico ha dato avvio al processo di costituzione di quattro nuove camere di commercio mediante accorpamento delle seguenti nove: Vercelli – Biella, Livorno – Grosseto, Gorizia – Trieste e – Catanzaro – Crotone e Vibo Valentia.

Il primo progetto di accorpamento è iniziato dalle camere di commercio di Venezia e di Rovigo. Nell’ottobre del 2014 è nata la Camera di commercio di Venezia Rovigo Delta-Lagunare. La camera di commercio più grande del Veneto, e una delle più grandi d’Italia, in termini di imprese (circa 132 mila). Per poi proseguire a marzo 2015 con la nascita della Camera di commercio del Molise frutto dell’accorpamento delle Cciaa di Campobasso e di quella Isernia. Sempre a marzo 2015 è nata la Camera di commercio di Palermo frutto della fusione della Cciaa di Palermo e di Enna. Ad aprile 2015 è nata la Camera di commercio di Treviso (nata dalla fusione della Cciaa di Treviso con la Camera di commercio di Belluno), la Cciaa di Savona accorpata con le Camere di commercio di Imperia e La Spezia e infine quella di Trapani accorpata con la Camera di commercio di Caltanissetta e Agrigento.

Il comitato esecutivo di Unioncamere, nella seduta del 23 luglio 2014, ha varato l’operazione di riordino del sistema camerale italiano che, attraverso piani di accorpamento definiti in ambito regionale, porta a regime il numero totale delle camere di commercio dalle attuali 105 a non più di 50-60. Gli accorpamenti tendono a creare realtà locali con un bacino pari ad almeno 80.000 imprese che coniuga sostenibilità economica e valorizzazione dei territori. Entro l’autunno tutte le camere di commercio saranno impegnate a deliberare il nuovo assetto. Secondo quanto reso noto da Unioncamere, sono sei le nuove camere di commercio che nasceranno nei prossimi mesi. Le fusioni già deliberate interesseranno le strutture di Imperia-La Spezia-Savona, Treviso-Belluno, Trieste-Gorizia, Chieti-Pescara, Campobasso-Isernia e Catania-Messina-Ragusa-Siracusa. Ricordiamo che la camera di commercio esercita funzioni: amministrative, consistenti nella tenuta di registri, albi, ruoli ed elenchi, sia anagrafici che abilitanti all’esercizio di determinate attività, e nello svolgimento delle relative funzioni certificative.

I più importanti, sul versante anagrafico, sono il registro delle imprese e l’albo delle imprese artigiane, mentre il registro degli esercenti il commercio, pur attualmente in vigore solo per l’attività di somministrazione, è il principale fra quelli abilitanti. Tra le funzioni amministrative rientra anche una serie di attribuzioni certificative nel campo del commercio estero (carnet Ata, codice meccanografico per operatori con l’estero, certificati d’origine), di promozione e supporto delle imprese del territorio provinciale attraverso le più varie attività: interventi a sostegno dell’esportazione, formazione e addestramento professionale, erogazione di contributi e finanziamenti alle imprese, partecipazione a mostre, fiere e rassegne e così via e di regolamentazione e controllo del mercato, mediante l’attivazione di sportelli di conciliazione e di camere arbitrali, il controllo sulle clausole inique dei contratti, l’accertamento e la raccolta degli usi locali, la tenuta del registro informatico dei protesti cambiari e la pubblicazione dell’elenco dei fallimenti della provincia di competenza.

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