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Cambia l’8 per mille statale, alle calamità massimo il 50% dei fondi disponibili

Nella nuova ripartizione dell'8 per mille priorità agli interventi per far fronte alle calamità naturali, ma sempre nel limite del 50% delle risorse disponibili
Nella nuova ripartizione dell’8 per mille priorità agli interventi per far fronte alle calamità naturali, ma sempre nel limite del 50% delle risorse disponibili

Nella nuova ripartizione dell’8 per mille priorità agli interventi per far fronte alle calamità naturali, ma sempre nel limite del [highlights color=”red”]50% delle risorse disponibili[/highlights]. Domande da presentare entro il [highlights color=”red”]30 settembre[/highlights] di ogni anno per accedere al finanziamento . È quanto prevede il nuovo regolamento sulla ripartizione dell’8 per mille dell’Irpef di competenza statale esaminato oggi al preconsiglio, la riunione di preparazione del prossimo Cdm.

Esauriti i fondi 2012
Giusto il tempo di comunicare l’esaurimento dei fondi dell’8 per mille targato 2012 (181 milioni), nella quasi totalità utilizzati dal Governo per far fronte alle calamità degli ultimi mesi, e il Governo è pronto a riscrivere integralmente le regole di ripartizione delle risorse che ogni anno i contribuenti Irpef devolvono allo Stato per finanziare interventi mirati su quattro tipologie di settori: la fame nel mondo, le calamità naturali, l’assistenza ai rifugiati e il recupero dei beni culturali.

Ed è proprio dalla tipologia di interventi ammessi al finanziamento che la Presidenza del Consiglio avvia il restyling del regolamento in vigore dal 1998. Per la fame nel mondo, ad esempio, lo schema di decreto oggi all’esame precisa che gli interventi per essere ammessi al finanziamento statale dovranno essere [highlights color=”red”]coerenti con le priorità geografiche della Cooperazione italiana allo sviluppo[/highlights]. Riscritte integralmente, invece, le caratteristiche degli interventi per le calamità naturali e per l’assistenza ai rifugiati. Per i primi viene previsto che l’intervento finanziabile dovrà essere diretto alla [highlights color=”red”]realizzazione di opere, lavori, studi e monitoraggi finalizzati alla tutela della collettività contro smottamenti, valanghe, alluvioni, esondazioni , incendi e terremoti[/highlights]. Per i rifugiati gli interventi dovranno assicurare [highlights color=”red”]forme di protezione internazionale, accoglienza, sistemazione e assistenza sanitaria[/highlights]. Sui beni culturali viene specificato che i fondi dell’8 per mille saranno assegnati solo in presenza di una [highlights color=”red”]verifica ovvero di una dichiarazione dell’interesse culturale rilasciata ai sensi del codice dei beni culturali e del paesaggio[/highlights]. Inoltre viene precisato che per rifugiati, beni culturali e calamità gli interventi finanziati saranno solo quelli effettuati [highlights color=”red”]sul territorio italiano[/highlights].

Una norma ad hoc sui criteri di ripartizione
Sui criteri di ripartizione dell’8 per mille, il nuovo decreto introduce una norma ad hoc prevedendo che le risorse annuali devono essere, «di regola», ripartite in [highlights color=”red”]parti uguali[/highlights] alle quattro tipologie di interventi ammessi a contributo. Ma alla «regola» segue sempre l’eccezione: in caso di calamità verificatesi nei 12 mesi precedenti il termine di scadenza per la presentazione dei progetti da ammettere a contributo, ora fissata al 30 settembre di ogni anno, [highlights color=”red”]il 50% dell’8 per mille statale[/highlights] dovrà coprire esclusivamente gli interventi da eseguire nel luogo colpito dall’evento calamitoso.

Parametri di valutazione delle istanze ogni anno online 
Per i soli beni culturali e paesaggistici viene previsto che il quarto dell’8 per mille spettante sia ulteriormente [highlights color=”red”]diviso per cinque in relazione alle aree geografiche del Nord Ovest, del Nord Est, del Centro, del Sud e delle Isole[/highlights]. Entro il 31 gennaio di ogni anno, inoltre, sulla base di un apposito decreto del Segretariato generale della presidenza del Consiglio saranno individuati e pubblicati sul sito di Palazzo Chigi i parametri di valutazione delle istanze presentate. Per ottenere l’erogazione dei fondi, inoltre, il nuovo decreto prevede l’obbligo di invio di una [highlights color=”red”]copia della garanzia bancaria o assicurativa, le modalità da seguire per il versamento dell’importo e l’invio di una copia dell’autorizzazione ai lavori oggetto del finanziamento[/highlights].

Contributi in unica soluzione solo fino a 30mila euro 
Sulla base della documentazione presentata i contributi fino a [highlights color=”red”]30mila euro[/highlights] saranno erogati in unica soluzione. Per quelli di importo superiore verrà versata una prima tranche fino a 30mila euro o pari al 50% del finanziamento, mentre la restante quota sarà erogata [highlights color=”red”]dopo che il beneficiario avrà eseguito lavori per un importo pari ad almeno la metà della quota di contributo erogata[/highlights]. Sullo stato di avanzamento dei lavori ci sarà il monitoraggio costante di Palazzo Chigi. Infatti i soggetti beneficiari dei finanziamenti entro il [highlights color=”red”]31 maggio[/highlights] e il [highlights color=”red”]30 novembre[/highlights] di ogni anno dovranno inviare un’apposita relazione alla Presidenza del Consiglio sull’andamento dei lavori.

Chi può ottenere l’otto per mille 
Potranno ottenere l’8 per mille statale tutte le pubbliche amministrazioni, le persone giuridiche e gli enti pubblici e privati. In ogni caso, precisa espressamente il decreto, [highlights color=”red”]«è escluso il fine di lucro»[/highlights]. I soggetti privati dovranno essere in possesso di specifici requisiti tra cui la [highlights color=”red”]«fedeltà fiscale e contributiva»[/highlights]: essere in regola con il pagamento di imposte e tasse, nonché delle assicurazioni sociali. Inoltre non si dovrà essere già incappati in revoche , totali o parziali, di conferimenti dell’8 per mille. Tutti i requisiti richiesti dal regolamento dovranno essere posseduti dal legale rappresentante.

Domanda di accesso ai contributi entro il 30 settembre 
La domanda di accesso ai contributi, pena la sua inammissibilità, dovrà essere presentata entro il [highlights color=”red”]30 settembre[/highlights] di ogni anno alla Presidenza del Consiglio con la vecchia raccomandata o con la più moderna posta elettronica certificata. Per tutte e quattro le tipologie di intervento è previsto l’obbligo di allegare alla domanda un'[highlights color=”red”]apposita relazione tecnica redatta secondo il nuovo allegato B allo schema di decreto[/highlights]. Il regolamento, infine, oltre a prevedere possibili variazioni dell’oggetto dell’intervento ammesso a contributo così come possibili utilizzi di risparmi di spesa, riscrive ex novo i modelli da utilizzare per ottenere l’8 per mille dell’Irpef statale. A partire da quello per la domanda di accesso così come il modulo 1 per attestare il possesso dei requisiti soggettivi e il modulo 2 per documentare i requisiti oggettivi.

[animated_button align=”right” animation=”swing” color=”brown” size=”small” text=”Schema D.P.R. otto per mille” url=”https://www.lavorofisco.it/docs/otto-x-mille-schema-decreto.pdf”]

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