Lavoro

Buoni voucher nel lavoro accessorio utilizzabili entro 30 giorni dall’acquisto. Oltre è lavoro nero

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I buoni lavoro, utili per i pagamenti al lavoratore, oltre che essere orari, numerati progressivamente e datati, dovranno essere anche utilizzati dal datore entro 30 giorni dall’acquisto. In caso contrario non sono più validi e la prestazione lavorativa viene considerata a nero
I buoni lavoro, utili per i pagamenti al lavoratore, oltre che essere orari, numerati progressivamente e datati, dovranno essere anche utilizzati dal datore entro 30 giorni dall’acquisto. In caso contrario non sono più validi e la prestazione lavorativa viene considerata a nero

Arrivano i chiarimenti ministeriali sulle possibilità di utilizzo dei buoni lavoro voucher nel lavoro accessorio dopo la riforma Fornero. Dopo essere stata modificata la normativa che disciplinava tale tipologia di lavoro occasionale di tipo accessorio, prende corpo anche la modifica relativa allo strumento di pagamento utilizzato per retribuire i lavoratori, ossa il rilascio dei voucher. Oltre che essere “orari, numerati progressivamente e datati”, ora i voucher vanno utilizzati anche entro 30 giorni dal loro acquisto. In caso contrario la sanzione è pesantissima: scatta il lavoro nero.

Le modifiche al lavoro accessorio della riforma Fornero
Andiamo per ordine: la legge n. 92 del 2012 che ha riformato il mercato del lavoro, ha apportato importanti modifiche al lavoro accessorio. Dal 18 luglio 2012 in poi, salvo i periodi transitori previsti fino al maggio del 2013, il lavoro occasionale di tipo accessorio è utilizzabile in tutti i settori produttivi, non è più limitato ad alcuni di essi. Ma la riforma ha introdotto un importante limite quantitativo, ossia che l’attività di natura meramente occasionale non deve dare luogo, con riferimento alla totalità dei committenti (e non più al singolo committente, attenzione), a compensi superiori ad un certo limite nel corso di un anno solare (per il 2014 pari ad euro 5.050). Limite ridotto (per il 2014 pari a 2.020 euro), sempre per la totalità dei committenti, se le prestazioni del lavoratore sono rese nei confronti dei committenti imprenditori commerciali o professionisti.

Sulla base di queste modifiche, il Ministero è intervenuto con la circolare n. 4 del 2013, stabilendo quali sono le sanzioni per coloro che eccedono nell’utilizzo dei buoni voucher nei confronti del singolo lavoratore. O meglio le sanzioni in cui incorre il datore di lavoro se impiega e retribuisce attraverso il lavoro accessorio un lavoratore per una cifra superiore al limite annuo. Scatta la trasformazione del rapporto tra le parti in un rapporto di natura subordinata a tempo indeterminato, con applicazione delle relative sanzioni civili e amministrative.

La sanzione per utilizzo dei buoni voucher oltre i 30 giorni dall’acquisto
Mano altrettanto pesante del Ministero anche nel caso di utilizzo dei buoni lavoro, che ricordiamo devono essere orari, numerati progressivamente e datati, oltre il limite di 30 giorni dall’acquisto.  Scatta il lavoro nero, ossia in assenza del “titolo” legittimante le prestazioni di lavoro accessorio (il voucher è ritenuto scaduto), la prestazione stessa sarà da ritenersi quale “prestazione di fatto”, non censita preventivamente e pertanto da considerarsi “in nero”. Con tutte le sanzioni del caso, come ad esempio l’applicazione della maxi sanzione per lavoro nero.

La circolare n. 4 del 18 gennaio 2013 interviene indicando due tipologie di controlli degli ispettori del lavoro e quindi due possibili ulteriori sanzioni, oltre a quella prevista per il superamento dei limiti quantitativi. Controlli e possibili sanzioni:

  • sia sull’utilizzo dei voucher per remunerare prestazioni di diverse ore;
  •  sia sull’utilizzo dei voucher oltre 30 giorni.

Il controllo sulla durata della prestazione lavorativa
Nel primo caso il personale ispettivo, chiarisce il Ministero, dovrà operare una ricostruzione in sede di verifica circa la durata della prestazione resa, da effettuarsi secondo le tradizionali modalità accertative. L’obiettivo deve essere collegare le ore lavorate al numero di buoni lavoro voucher (10 euro di valore) dati al lavoratore.

Nel secondo caso di cui abbiamo già detto la sanzione (lavoro nero), il Ministero chiarisce che, considerando che i voucher devono essere numerati progressivamente e datati, considerato la natura preventiva della comunicazione sull’utilizzo del lavoro accessorio, al fine di consentire la massima flessibilità del voucher telematico, sia di quello cartaceo, il riferimento alla “data” non può che non implicare che la stessa vada intesa come un arco temporale di utilizzo non superiore ai 30 giorni decorrenti dal suo acquisto. 

Una diversa interpretazione, più restrittiva, chiarisce il Ministero ribadendo la propria scelta di dare 30 giorni di tempo al datore di lavoro, “renderebbe assai difficile e oltremodo oneroso per il committente formalizzare preventivamente le singole giornate e le quantità di voucher da attribuire ad ogni lavoratore, in particolare in alcuni settori ove la effettuazione e la quantificazione della prestazione è condizionata da fattori esterni, anche di carattere climatico, di difficile prevedibilità”. Il Ministero quindi dà 30 giorni ai datori di lavoro per utilizzare i voucher, ma chi li usa oltre tale termine incorre in pesanti conseguenze, come abbiamo visto. 

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