Fisco

Buoni pasto, non aumenta la franchigia di 5,29 euro

Nessun aumento in vista per il valore dei buoni pasto che non concorre alla formazione del reddito imponibile Irpef.

È questa, in estrema sintesi, la risposta resa del Sottosegretario all’Economia Pierpaolo Baretta nel corso del question time 2014 in Commissione Finanze alla Camera.

In base all’art. 51 TUIR, non concorrono a formare il reddito di lavoro dipendente i buoni pasto fino a un valore complessivo giornaliero di 5,29 euro; con l’interrogazione n. 5-01804 – rilevato come in Italia, negli ultimi 15 anni, non sia stato effettuato alcun adeguamento del valore di tale franchigia – si chiedeva di conoscere:

  • l’onere per il bilancio dello Stato dell’attuale agevolazione corrispondente alla franchigia del valore del buono pasto pari a 5,29 euro;
  • l’ammontare del minor gettito derivante dall’incremento del valore a 7 euro, anche considerando l’opportunità di prevedere un adeguamento annuale in base all’aumento degli indici ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie degli impiegati e operai.

Secondo il Dipartimento delle Finanze e la Ragioneria Generale dello Stato, un incremento a 7 euro su base giornaliera porterebbe a un minor gettito IRPEF valutato in 31 milioni di euro per il 2014, in 36,4 milioni di euro per il 2015, ed in 36,3 milioni di euro se la modifica diventerà a regime.

Cifre non enormi in realtà, ma su cui andrebbe trovata un copertura. La risposta del Mef, però, non si è spinta oltre all’elencazione degli importi e, ad anno d’imposta ormai iniziato, resta difficile prevedere per il momento che si possa intervenire su questo versante.

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