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Borse di studio Ue: premiati ricercatori italiani, ma la metà di loro è all’estero

Borse di studio Ue: premiati ricercatori italiani, ma la metà di loro è all’estero
Le borse di studio del Consiglio europeo della ricerca premiano gli italiani ma la maggior parte di loro lavora all’estero

L’Italia può ancora sperare in un classe di ricercatori di alto livello se i risultati del Consolidator Grant, il concorso per borse di studio destinato ai ricercatori europei a metà della loro carriera, ha premiato quest’anno ben 46 scienziati italiani tra i 312 beneficiari. Si tratta infatti di un risultato sorprendente che piazza il nostro Paese al secondo posto nell’Unione Europea, dopo la Germania, quanto a numero di cervelli premiati. Peccato però che la maggior parte dei ricercatori italiani premiati, e che si dovranno spartire con gli altri colleghi europei i 572 milioni di euro di finanziamenti concessi dal Consiglio europeo della ricerca, si trovano all’estero dove hanno trovato situazioni più soddisfacenti per portare a termine le loro ricerche. Tra i 46 italiani premiati infatti ben 26 lavorano all’estero, vale a dire più della metà. Si conferma dunque una situazione già tristemente nota che vede i ricercatori del Bel Paese emigrare in altri Stati perché in Italia non riescono a lavorare e a portare avanti le loro ricerche, nonostante le loro competenze accertate a livello internazionale.

Che cosa sono i Consolidator Grant. Dal 2013 il sistema borse di studio del Cer è stato diviso in due: le borse di avviamento, destinate a ricercatori aventi dai 2 ai 7 anni di esperienza dopo il conseguimento del dottorato di ricerca (PhD), e quelle di consolidamento, destinate a ricercatori dai 7 ai 12 anni di esperienza. A una condizione: l’istituto ospitante deve essere stabilito nello spazio europeo della ricerca (Stati membri Ue + paesi associati al programma di ricerca dell’Ue). Delle circa 3.600 richieste, dopo una peer review (valutazione tra pari) effettuata da 25 commissioni composte da scienziati di chiara fama provenienti da tutto il mondo, ne sono state accolte 312. Corrispondenti ad altrettanti ricercatori, che si divideranno così i 575 milioni di finanziamenti.

Poche strutture in Italia. In media i finanziamenti assegnati a ciascun ricercatore per quest’anno sono di 1,84 milioni di euro per cinque anni che ogni beneficiario potrà dividersi con la propria squadra di ricerca. Quest’anno tra i 312 ricercatori scelti, provenienti da 33 Paesi, il numero delle donne sale al 24%, mentre l’età media si situa intorno ai 39 anni. Tra i ricercatori più premiati oltre ai tedeschi (48) e agli italiani, anche quelli francesi (33) e i britannici (31). In termini di strutture ospitanti invece l’Italia è molto indietro con soli 20 vincitori premiati. In generale il 45% dei borsisti proviene dal settore “fisica e ingegneria”, il 37% dalle “scienze della vita” e il 19% dalle “scienze sociali e umane”.

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