Lavoro

Bonus pensioni: a chi spettano gli arretrati?

Bonus pensioni: a chi spettano gli arretrati?
La Fondazione Studi dei Consulenti del Lavoro spiega chi ha diritto al rimborso della pensione

Il 21 maggio è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il D.L. n. 65/2015 che interviene in materia di perequazione automatica delle pensioni al fine dare attuazione alla sentenza n. 70/2015 della Corte Costituzionale che ha giudicato incostituzionale il blocco della perequazione in riferimento agli anni 2012 e 2013 per i trattamenti pensionistici di importo superiore a 1.443 euro. Con circolare n. 12 del 26 maggio 2015 è intervenuta la Fondazione Studi dei Consulenti del Lavoro per chiarire a chi spettano gli arretrati.

L’obiettivo del decreto consiste nel definire una modalità di calcolo per restituire gli arretrati agli aventi diritto e tale da risultare al contempo rispondente sia alle esigenze di equilibrio della spesa pubblica (esigenze tra l’altro di rilevanza costituzionale) sia ai principi enunciati dalla Corte Costituzionale, riferiti segnatamente all’adeguatezza e alla proporzionalità dei trattamenti pensionistici.

Le modalità di calcolo del rimborso
Con la riformulazione dell’art. 24, comma 25, del D.L. n. 201/2011 sono state definite le modalità di calcolo della perequazione per gli anni 2012-2013. Il meccanismo adottato non differisce da quello attualmente in vigore (cfr. art. 1, comma 483, della legge n. 147/2013) sulla base del quale è prevista una rivalutazione decrescente al crescere del trattamento pensionistico.
In particolare sono stati previsti quattro scaglioni di importi cui applicare all’intero trattamento (e non alle fasce di importo) la relativa percentuale di adeguamento all’indice FOI (indice nazionale dei prezzi al consumo per famiglie di operai e impiegati):

Scaglioni di pensione al 2011   Indice RIVALUTAZIONE
Da 1.443 euro a 1.873 euro tra 3 e 4 volte il trattamento minimo 40%
oltre 1.873 euro fino a 2.341,75 euro tra 4 e 5 volte il trattamento minimo 20%
oltre 2.341,75 euro e fino a 2.810,10 euro tra 5 e 6 volte il trattamento minimo 10%
oltre 2.810,10 euro 6 volte il trattamento minimo ZERO

Il comma 25-bis, di nuova introduzione, stabilisce, invece, le norme di rivalutazione dell’importo degli arretrati (calcolati come previsto dal comma 25) per gli anni 2014 e 2015.
In particolare è stato previsto che per questi anni è riconosciuta il 20% della rivalutazione che sarebbe spettata sulla base del sistema di calcolo di cui al comma 25.
Con medesima impostazione è stata operata una rivalutazione del 50% per gli anni dal 2016 in poi.

Da ciò ne deriva che dal 1° agosto 2015 i titolari dei trattamenti pensionistici che nel 2011 assumevano un valore superiore a 1.443 euro su base lorda mensile avrebbero diritto esclusivamente al riconoscimento degli arretrati e non alla ricostituzione del trattamento pensionistico.
Dal 1° gennaio 2016 invece si avrà diritto sia alla rivalutazione del trattamento pensionistico sulla base dell’art. 1, comma 483, della legge n. 147/2013 sia alla rivalutazione degli arretrati sulla base dell’art. 24, comma 25-bis, del D.L. n. 201 del 2011.

Riguardo al regime di tassazione applicabile, la qualificazione letterale di “somme arretrate” operata dall’art. 1, comma 3, del D.L. n. 65/2015 conduce all’applicabilità della tassazione separata.
Anche se non è pacifico il regime di tassazione applicabile all’importo di competenza del 2015 in considerazione del fatto che tale importo non può essere considerato arretrato essendo erogato nel medesimo periodo di imposta.

La circolare è corredata da alcune proiezioni che mostrano analiticamente tutti i passaggi per la determinazione dell’importo lordo degli arretrati da corrispondersi al 1° agosto prossimo e la rivalutazione aggiuntiva cui si avrebbe diritto dal 1° gennaio 2016. Interessante è anche la tabella in cui, viene evidenziata la differenza, su base lorda mensile a far data 1° gennaio 2016, della misura del trattamento pensionistico che sarebbe spettato vita natural durante per effetto dell’ordinaria applicazione della perequazione rispetto al trattamento pensionistico spettante sulla base della legislazione vigente, da cui emerge chiaramente che le finalità perseguite dal legislatore risultano effettivamente soddisfatte più nella direzione della salvaguardia degli equilibri di finanza pubblica che in una reale attuazione della sentenza n. 70/2015 della Corte Costituzionale.

Fondazione Studi Consulenti del Lavoro – Circolare N. 12/2015

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