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Bonus investimenti: compensazioni senza limite di 700.000 euro

Bonus investimenti: compensazioni senza limite di 700.000 euro
Al credito d’imposta per investimenti in beni strumentali nuovi, introdotto dal decreto Competitività, non si applica il limite di 250.000 euro, previsto per i crediti d’imposta agevolativi, né il limite generale di compensabilità di 700.000 euro previsto per crediti e contributi

Al credito d’imposta per investimenti in beni strumentali nuovi, introdotto dal decreto Competitività, non si applica il limite di 250.000 euro, previsto per i crediti d’imposta agevolativi, né il limite generale di compensabilità di 700.000 euro previsto per crediti e contributi. Lo chiarisce l’Agenzia delle Entrate che, con la circolare n. 5/E del 19 febbraio 2015, illustra la nuova agevolazione per gli investimenti realizzati dal 25 giugno 2014 al 30 giugno 2015 in strutture produttive che hanno sede in Italia: dai soggetti beneficiari agli investimenti agevolabili, dalla determinazione dell’agevolazione all’efficacia temporale fino a cumulo, revoca e controlli.

In particolare, il decreto Competitività ha attribuito ai soggetti titolari di reddito di impresa un credito d’imposta per investimenti in beni strumentali nuovi, compresi nella divisione 28 della tabella ATECO 2007 e destinati a strutture produttive ubicate nel territorio dello Stato, effettuati a decorrere dal 25 giugno 2014 fino al 30 giugno 2015.
Il credito di imposta (c.d. bonus macchinari) è riconosciuto, per gli investimenti di importo unitario almeno pari a 10.000 euro, nella misura del 15% delle spese sostenute in eccedenza rispetto alla media degli investimenti in beni strumentali compresi nella suddetta divisione realizzati nei cinque periodi di imposta precedenti, con facoltà di escludere dal calcolo della media il periodo in cui l’investimento è stato maggiore.

Soggetti beneficiari
Possono usufruire del credito d’imposta, da utilizzare esclusivamente in compensazione di versamenti dovuti:

  • le imprese residenti;
  • gli enti non commerciali, in relazione alle attività commerciali esercitate;
  • le stabili organizzazioni in Italia di soggetti non residenti.

Tra i soggetti ammessi alla misura di favore rientrano anche le imprese costituite successivamente al 25 giugno 2014.

Spese agevolabili
Il credito d’imposta va calcolato sul 15% della parte delle spese sostenute in eccedenza rispetto alla media degli investimenti realizzati nei cinque periodi di imposta precedenti. È però possibile escludere dal calcolo della media il periodo in cui l’investimento è stato maggiore.
L’importo minimo di 10.000 euro, invece, deve essere verificato in relazione a ciascun progetto di investimento, inserendo nel calcolo delle spese anche gli oneri di diretta imputazione, come i costi di trasporto e montaggio.
In ogni caso, al credito d’imposta per investimenti in beni strumentali nuovi non si applica:

  • il limite di 250.000 euro, previsto per i crediti d’imposta agevolativi;
  • il limite generale di compensabilità di 700.000 euro previsto per crediti e contributi.

Investimenti agevolabili
Il credito d’imposta vale per gli investimenti in nuovi beni strumentali compresi nella divisione 28 “Fabbricazione di macchinari ed apparecchiature” della tabella ATECO 2007.
Nel caso di investimenti in beni complessi, ai fini dell’agevolazione rilevano anche i beni non inclusi nella divisione 28 e destinati al funzionamento dei beni della divisione (come per esempio computer e software acquistati per far funzionare i macchinari).
Nel documento di prassi l’Agenzia delle Entrate specifica che, oltre a essere nuovi, i beni devono essere strumentali rispetto all’attività esercitata dall’impresa beneficiaria.
Non sono, invece, inclusi nel credito, gli acquisti di beni merce e di materiali di consumo, anche se contenuti nella divisione 28, come per esempio i toner.
Per quanto riguarda il requisito della “novità”, tra i beni agevolabili non rientrano quelli già utilizzati. Tra le eccezioni ammesse nella circolare n. 5/E/2015 rientrano i beni esposti negli show room, utilizzati esclusivamente dai rivenditori a scopo dimostrativo.

Utilizzo del bonus
Il credito d’imposta deve essere ripartito in tre quote annuali di pari importo, da utilizzare a scomputo di versamenti da effettuare con il modello F24.
Il credito può essere utilizzato a partire dal 1° gennaio del secondo periodo di imposta successivo a quello dell’investimento.

Per i soggetti con periodo d’imposta coincidente con l’anno solare, nel caso di investimenti effettuati nel 2014:
– la prima quota del credito potrà essere utilizzata a partire dal 1° gennaio 2016;
– la seconda quota sarà utilizzabile a partire dal 1° gennaio 2017;
– la terza quota dal 1° gennaio 2018.

Se una quota annuale, o parte di essa, non può essere utilizzata per motivi di incapienza, la stessa potrà essere fruita in compensazione già nel successivo periodo d’imposta.

Cumulo con altre agevolazioni
Il decreto Competitività – sottolinea l’Agenzia delle Entrate – non reca alcuna specifica previsione finalizzata a disciplinare il profilo della cumulabilità del credito di imposta per gli investimenti in beni strumentali nuovi con altre misure agevolative: l’agevolazione fiscale deve, pertanto, ritenersi fruibile anche in presenza di altre misure di favore, salvo che le norme disciplinanti le altre misure non dispongano diversamente.

Revoca del bonus
Il credito d’imposta viene revocato se i beni oggetto dell’investimento agevolato non sono mantenuti nell’impresa almeno fino alla fine del periodo d’imposta successivo a quello in cui è stato effettuato l’acquisto.

Esempio:
Per un soggetto con periodo d’imposta che coincide con l’anno solare che ha effettuato investimenti in beni strumentali nuovi nel periodo tra il 25 giugno 2014 e il 31 dicembre 2014, la revoca interviene se il bene viene ceduto entro il 31 dicembre 2015.

Inoltre, per non perdere il beneficio, il bene oggetto di investimento va mantenuto in strutture produttive situate in Italia fino al termine previsto per gli accertamenti.

Agenzia delle Entrate – Circolare N. 5/E/2015

Un Commento

  1. Bonus macchinari: Per “beni destinati al funzionamento dei beni della divisione” possono essere considerati i costi delle fondazioni per una macchina utensile?

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