Lavoro

Bonus giovani: anche i somministrati sono inclusi nel calcolo dell’incremento occupazionale

Bonus giovani: anche i somministrati sono inclusi nel calcolo dell'incremento occupazionale
Anche i lavoratori somministrati rientrano nel calcolo dell’incremento netto occupazionale necessario per potere fruire dei nuovi incentivi alle assunzioni

Tra le diverse condizioni richieste per poter usufruire del «bonus giovani», bisogna prestare particolare attenzione alla verifica dell’incremento netto dell’occupazione e al suo mantenimento.
In pratica, perché il datore di lavoro possa ottenere l’incentivo, la nuova assunzione – oltre alla presenza dei requisiti soggettivi, deve anche costituire un incremento del numero di lavoratori dipendenti a tempo indeterminato rispetto alla media dei dodici mesi precedenti alla data di inizio rapporto.
Se si tratta invece di trasformazione da tempo determinato a tempo indeterminato, per il rispetto della condizione “incrementale”, il datore di lavoro dovrà effettuare – entro i 30 giorni successivi – un’ulteriore assunzione con contratto di lavoro dipendente, per la quale non serve, però, il rispetto delle condizioni soggettive richieste dal decreto legge n. 76/2013.

La circolare n. 131/2013 dell’Inps ha precisato che, per la valutazione dell’incremento occupazionale, il numero dei dipendenti è calcolato in unità di lavoro annuo (Ula), come disposto dal criterio convenzionale proprio del diritto comunitario e come già illustrato nella circolare n. 111/2013 del 24 luglio scorso.

Secondo quanto previsto dal decreto n. 76/2013, la realizzazione, il mantenimento mensile e l’eventuale ripristino dell’incremento, devono essere valutati tenendo conto dell’intera organizzazione del datore di lavoro e delle eventuali società controllate o collegate.
Nel conteggio rientrano le varie tipologie di dipendenti, sia a tempo determinato sia indeterminato, con l’esclusione del lavoro accessorio. Devono essere considerati anche i lavoratori somministrati, facendo attenzione a non computare la persona assunta o somministrata in sostituzione di un dipendente assente, perché si computa già il lavoratore sostituito.
L’Inps ha chiarito, peraltro, che il venir meno dell’incremento fa perdere il beneficio per il mese di calendario di riferimento ma l’eventuale ripristino consente la fruizione del bonus, dal mese di reintegro fino alla scadenza originaria. Inoltre, nel caso di assunzione a tempo indeterminato, l’aumento netto occupazionale deve essere mantenuto per diciotto mesi e verificato mettendo a confronto due valori: la forza media occupata nei dodici mesi precedenti l’assunzione e il livello occupazionale medio del primo e del secondo anno successivo all’instaurazione del rapporto.

Nell’ipotesi invece di trasformazione del contratto da tempo determinato a tempo indeterminato, l’incremento netto può essere realizzato alla data di decorrenza della modifica del rapporto oppure con un’assunzione compensativa entro il mese successivo: in questo caso, il periodo di spettanza del beneficio di dodici mesi decorre sempre dalla data della trasformazione. L’assunzione compensativa non è sempre necessaria, perché, in alcuni casi, la sola trasformazione può determinare l’incremento occupazionale richiesto, in termini di unità di lavoro annuo (Ula).

Infine, il regolamento dell’Unione europea n. 800/2008 prevede una serie di esimenti, che consentono comunque la fruizione del «bonus giovani» anche quando il datore di lavoro non abbia realizzato o mantenuto l’incremento, ovvero nel caso di: dimissioni volontarie (escluse quelle avvenute per giusta causa), invalidità, pensionamento per raggiunti limiti di età, riduzione volontaria dell’orario e licenziamento per giusta causa o giustificato motivo soggettivo del dipendente.

Inps – Circolare N. 131/2013 Inps – Circolare N. 111/2013

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