Diritto

Bonus edilizia, le rate non allungano i tempi dei controlli

Bonus edilizia, le rate non allungano i tempi dei controlli
La detrazione “rateizzata” delle spese di ristrutturazione non legittima l’estensione temporale del potere accertativo dell’ufficio

La detrazione “rateizzata” delle spese di ristrutturazione non legittima l’estensione temporale del potere accertativo dell’Ufficio. È, in sintesi, quanto affermato dai giudici della Ctr della Lombardia con la sentenza n. 2597/49/2015 depositata l’11 giugno 2015.

IL FATTO
Il caso trae origine dal ricorso presentato da un contribuente avverso una cartella di pagamento ai fini Irpef per l’anno 2007, con cui, a seguito di controllo formale ex art. 36-ter del D.P.R. n. 600/1973, l’Agenzia delle Entrate provvedeva al recupero di € 6,197,00, oltre sanzioni e interessi. Ciò in conseguenza del disconoscimento delle spese (recties, delle rate delle spese riportate nella dichiarazione relativa al 2007) per interventi di recupero su un edificio di proprietà del contribuente, sostenute negli anni 2002 e 2003.

In particolare, il contribuente lamentava, innanzi ai giudici di primo grado, l’infondatezza nel merito del diniego del diritto di detrazione, stante la conformità della propria condotta alle previsioni di legge. Inoltre, lo stesso sottolineava la decadenza dell’azione di accertamento, essendo le spese ritenute indeducibili dall’Amministrazione riferibili agli anni 2002 e 2003 – e non al 2007 (anno su cui incidono solo in conseguenza della ripartizione degli oneri) – in relazione ai quali il potere di accertamento dell’Ufficio era venuto meno sin dal 1° gennaio 2008 e 2009, mentre la cartella era stata notificata il 13 aprile 2012.

L’Agenzia delle Entrate ribadiva la correttezza del proprio operato.

La Commissione tributaria Provinciale di Milano accoglieva il ricorso, riconoscendo l’intervenuta decadenza del potere di accertamento in relazione alla legittimità della detrazione di spese sostenute negli anni fiscali 2002 e 2003, senza così dover scendere nel merito della fondatezza della pretesa fiscale.

Avverso tale sentenza ha proposto appello l’Agenzia delle Entrate, ribadendo la correttezza della propria pretesa.

LA DECISIONE DELLA CTR LOMBARDIA
La Ctr Lombardia ha respinto il ricorso presentato dall’Agenzia delle Entrate. Per i giudici di secondo, è decisivo il fatto che il disconoscimento della detrazione da parte dell’Ufficio sia avvenuto oltre il quarto anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione dei redditi relativa agli anni in cui le spese sono state sostenute.

Dato che le opere erano state eseguite negli anni 2002 e 2003 (e che le dichiarazioni relative a tali periodi erano state presentate rispettivamente nel 2003 e 2004), il fisco avrebbe potuto disconoscere il beneficio della detrazione entro e non oltre il 31 dicembre 2007, con riferimento alle spese sostenute nel 2002, e fino al 31 dicembre 2008, in relazione alle spese sostenute nel 2003. Invece, l’Ufficio ha notificato l’atto al contribuente nel 2012, e quindi ben oltre i suddetti termini decadenziali, secondo i giudici in violazione sia dell’art. 43, comma 1, del D.P.R. n. 600/1973, in materia di controlli sostanziali e accertamento, sia dell’art. 25, comma 1, lettera b), del D.P.R. n. 602/1973 sui controlli formali.

Secondo i giudici regionali non ha alcuna rilevanza il fatto che il contribuente, a seguito della rateizzazione degli oneri, abbia portato in detrazione una quota di tali spese nel periodo d’imposta 2007. Ciò non può infatti legittimare, si legge nella sentenza, «una indebita estensione temporale del potere di controllo dell’Agenzia». Seguendo l’impostazione bocciata dai giudici, infatti, un onere sostenuto nel 2002 e recuperato in dieci anni avrebbe potuto essere oggetto di accertamento addirittura fino alla fine del 2016, anziché fino alla fine del 2007, anno che rappresenta in questo caso il termine correttamente calcolato.

Inoltre, secondo i giudici, seguendo l’impostazione delle Entrate si avrebbe una disparità di trattamento tra i contribuenti con più di 75 o 80 anni che hanno rateizzato le spese in cinque o tre anni, prima che il decreto salva-Italia uniformasse la rateazione in dieci anni per le spese sostenute dal 2012. In definitiva, se fosse ritenuta corretta la condotta dell’Ufficio, si consentirebbe di contestare spese molto risalenti nel tempo e di incidere su situazioni in relazione alle quali si è consolidato il legittimo affidamento del contribuente (in senso conforme, Ctp Reggio Emilia n. 36/2013), con oggettive difficoltà di conservazione e reperimento della documentazione per lavori eseguiti 15 anni prima.

La sentenza riguarda la detrazione per il recupero del patrimonio edilizio, ma si può ritenere che le stesse conclusioni valgano anche per quella del 55-65% per la riqualificazione energetica degli edifici.

CTR Lombardia – Sentenza N. 2597/49/2015

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