Lavoro

Bonus bebé, ultima chiamata al 31 dicembre

Bonus bebé, ultima chiamata al 31 dicembre
Scade a fine anno il termine per le richieste per il 2014. Le istruzioni per l’accesso al beneficio da parte delle lavoratrici dipendenti, anche di p.a.

Corsa contro il tempo per le richieste del bonus bebè. Scade a fine anno, infatti, il termine per presentare le richieste relative al 2014. In via continuativa fino al 31 dicembre 2015, inoltre, si possono presentare le istanze per l’anno 2015. Sono interessate le lavoratrici madri dipendenti, sia del settore privato sia pubblico (nel 2013 erano escluse), e le lavoratrici madri parasubordinate iscritte alla gestione separata dell’Inps, comprese le professioniste senza cassa. Il bonus è di 600 euro mensili per ogni mese di rinuncia al congedo parentale per un massimo di sei mesi (600 euro mensili per un massimo di tre mesi in caso di parasubordinate).

Chi ne può beneficiare
Introdotta dalla legge n. 92/2012 (riforma lavoro Fornero), la misura è finalizzata a sostenere le spese per l’acquisto dei servizi per l’infanzia. Praticamente consiste in uno «scambio» di cui possono beneficiare solo le lavoratrici madri. Queste, infatti, possono fare richiesta del bonus rinunciando (ecco lo scambio) a fruire di tutto o parte del congedo parentale (l’ex astensione facoltativa). Il decreto 28 ottobre pubblicato in G.U. n. 287/2014 disciplina il beneficio per gli anni 2014 e 2015. Al bonus hanno accesso esclusivamente le madri lavoratrici aventi diritto al congedo parentale, dipendenti di amministrazioni pubbliche (escluse per l’anno 2013) o da privati datori di lavoro, oppure lavoratrici autonome iscritte alla gestione separata dell’Inps (parasubordinate), incluse le professioniste (con partita Iva). In proposito, si ricorda che tutte le lavoratrici iscritte alla gestione separata sono destinatarie del congedo parentale, a patto di non risultare iscritte ad altra forma previdenziale obbligatoria e di non essere pensionate; in altre parole, sono quelle lavoratrici obbligate al versamento della contribuzione in misura piena. Sono escluse dal bonus le lavoratrici autonome iscritte ad altra gestione (coltivatrici dirette, mezzadre e colone, artigiane ed esercenti attività commerciali, imprenditrici agricole a titolo principale, pescatrici autonome della piccola pesca marittima e delle acque interne), nonché le lavoratrici esentate totalmente dal pagamento della rete pubblica dei servizi per l’infanzia o dei servizi privati convenzionati; le lavoratrici che usufruiscono dei benefici di cui al Fondo per le Politiche relative ai diritti e alle pari opportunità.

Un bonus a due vie
Il bonus può essere alternativamente utilizzato:

  • per acquistare servizi di baby-sitting;
  • per far fronte agli oneri della rete pubblica dei servizi per l’infanzia o dei servizi privati accreditati.

La prima via è praticata mediante i c.d. «buoni lavoro» («voucher»), attraverso cui è possibile acquistare prestazioni di lavoro accessorio; la seconda via, invece, è attuata direttamente dai servizi accreditati che ottengono dall’Inps il pagamento diretto del bonus. Attenzione: in caso di scelta della seconda via (contributo rete pubblica o privata accreditata), prima di fare la domanda, la lavoratrice interessata deve effettuare l’iscrizione del minore esclusivamente presso una della strutture aderenti alla sperimentazione, presenti nell’elenco consultabile sul sito www.inps.it.

Quanto vale il bonus
Il bonus vale 600 euro mensili per un periodo massimo di sei mesi (quindi 3.600 euro totali), in base alla richiesta della lavoratrice, ossia in base ai mesi di congedo parentale rinunciati dalla lavoratrice. Per le lavoratrici iscritte alla gestipne separata, invece, la durata massima si ferma a tre mesi (quindi 1.800 euro in tutto). Perché a tali lavoratrici il congedo parentale spetta per un periodo di tre mesi, da fruire entro il primo anno di vita del bambino o entro un anno dall’ingresso in famiglia del minore adottato o affidato. In caso di lavoratrici a part-time, il bonus è ridotto in misura proporzionale alla riduzione dell’orario di lavoro.
Le lavoratrici possono accedere al beneficio anche se hanno già fruito in parte del congedo parentale (in tal caso, evidentemente, il bonus sarà fruibile in corrispondenza degli eventuali mesi di congedo parentale cui hanno diritto).

Il bonus viene concesso in ragione del singolo figlio; pertanto, in presenza di più figli, è possibile accedere a più bonus. Nel caso di richiesta del contributo per l’acquisto di servizi di baby-sitting, l’Inps consegnerà alla lavoratrice 600 euro in voucher per ogni mese di congedo parentale al quale la stessa rinuncia. Invece, in caso di richiesta del contributo per la fruizione della rete pubblica dei servizi per l’infanzia o dei servizi privati accreditati, l’Inps lo erogherà direttamente alla struttura scelta dalla lavoratrice madre (la gestione avviene, quindi, tra Inps e struttura), fino a concorrenza dell’importo di 600 euro mensili per ogni mese di congedo parentale cui la lavoratrice rinuncia. Il contributo è erogato per un periodo massimo di sei mesi e soltanto per «quote» mensili intere (cioè non è possibile avere, per esempio, 300 euro in corrispondenza di metà mese ossia 15 giorni di congedo). Pertanto, per «quota» mensile deve intendersi un mese continuativo di congedo. Se la lavoratrice ha fruito di quattro mesi e un giorno di congedo parentale, potrà accedere al beneficio per un solo mese, residuandole 29 giorni da utilizzare solo come congedo parentale.

La domanda
La domanda va presentata all’Inps esclusivamente in via telematica, accedendo dal sito web tramite Pin dispositivo; in alternativa, si può ricorrere all’assistenza di un patronato. Il link per l’invio delle domande è disponibile seguendo questo percorso: -> Servizi per il cittadino -> Autenticazione con PIN -> Invio domande di prestazioni a sostegno del reddito – > Invio delle domande per l’assegnazione dei contributi per l’acquisto dei servizi per l’infanzia.

Nella domanda la lavoratrice deve:

  • indicare a quale dei due benefici intende accedere e, in caso di scelta del contributo per la rete di servizi pubblica o privata accreditata, anche la struttura presso cui ha iscritto il figlio (attenzione; la scelta non può più essere variata, salvo presentazione di una nuova domanda, che comporta revoca della precedente);
  • indicare il periodo di fruizione del beneficio, specificando il numero di mesi;
  • dichiarare la rinuncia al corrispondente numero di mesi di congedo parentale;
  • dichiarare di aver presentato la dichiarazione Isee valida.

Nel caso di più figli, occorre presentare una domanda per ogni figlio. Le domande vanno presentate entro il 31 dicembre di ciascuno dei due anni di operatività del bonus: 2014 e 2015.

L’esito della domanda
Una volta inviata la domanda, la lavoratrice riceverà il provvedimento di accoglimento ovvero di rigetto all’indirizzo Pec (posta elettronica certificata) indicato. Il provvedimento, tuttavia, è consultabile anche sul sito web dell’Inps, previo accesso con Pin da parte della beneficiaria o tramite patronato. L’Inps, inoltre, provvede ad avvisare il datore di lavoro della lavoratrice circa la proporzionale riduzione del periodo di congedo parentale conseguente alla concessione del beneficio.

Rinuncia al beneficio
In caso di ripensamento, la lavoratrice può rinunciare al bonus a partire dal giorno successivo all’accoglimento della domanda, esclusivamente in via telematica con la stessa procedura che è stata utilizzata per l’invio della domanda. In caso la rinuncia avvenga dopo il ritiro dei voucher, i voucher non ancora fruiti potranno essere restituiti all’Inps, che provvederà al loro annullamento. Attenzione: in tal caso la restituzione dei voucher vale come manifestazione implicita di volontà di non voler fruire del beneficio per il numero di mesi corrispondenti all’importo dei voucher riconsegnati (non serve, pertanto, fare rinuncia online).

Come già detto, il bonus è divisibile solo per quote mensili; pertanto, in caso di rinuncia, la lavoratrice è tenuta comunque a restituire i voucher in misura pari a 600 euro o a multipli di 600 euro. Qualora la lavoratrice abbia richiesto e ottenuto un contributo di due mesi di voucher (importo 1.200 euro di voucher), nel caso in cui abbia utilizzato voucher per un importo pari a 610 euro e voglia rinunciare al residuo bonus, non potrà farlo perché l’utilizzo di voucher per un importo superiore a 600 euro (cioè 10 euro) si colloca nel secondo mese che non può essere frazionato in giorni.

I DATI DA INDICARE NELLA DOMANDA
Informazioni relative al minore per il quale si fa domanda:
✓ Dati anagrafici (cognome, nome, codice fiscale, sesso, data di nascita, luogo, provincia e stato di nascita, indirizzo residenza)
✓ In caso di adozione/affidamento nazionale: data di adozione e d’ingresso in famiglia
✓ In caso di adozione/affidamento internazionale: data di adozione/affidamento; data d’ingresso in Italia; data d’ingresso in famiglia; dati di trascrizione del provvedimento di adozione internazionale (data, provincia e comune dei registri di stato civile)
✓ Informazioni relative alla madre del minore per il quale si fa domanda
✓ Data ultimo giorno di congedo di maternità riferito al minore per il quale si fa domanda
✓ Numero mesi congedo parentale eventualmente già fruiti per il minore per il quale si fa domanda
✓ Dati del datore di lavoro, inclusi indirizzo Pec/e-mail
✓ Dati del proprio inquadramento contrattuale (tipo di contratto ed eventuale percentuale di part-time)
✓ Informazioni relative al padre del minore per il quale si fa domanda
✓ Dati anagrafici (cognome, nome, codice fiscale, data di nascita, luogo provincia e stato di nascita e indirizzo completo di residenza)
✓ Tipo di rapporto di lavoro (lavoratore dipendente, settore pubblico o privato; lavoratore iscritto alla gestione separata Inps; lavoratore autonomo; lavoratore a domicilio; altra situazione lavorativa)
✓ Codice fiscale del datore di lavoro (del padre)
✓ Periodi di congedo parentale eventualmente fruiti dal padre in relazione al minore per il quale si fa domanda con dettaglio del datore di lavoro presso il quale ha fruito dei suddetti periodi
INPS – Circolare N. 169/2014 Ricerca Strutture accreditate servizi per l’infanzia

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