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Bonus bebè, tetto reddito Isee a 25mila euro. Polemiche su social card agli immigrati e canone Rai in bolletta

Bonus bebè, tetto reddito Isee a 25mila euro. Polemiche su social card agli immigrati e canone Rai in bolletta
Più risorse per gli ammortizzatori sociali (altri 400 milioni in due anni) e nuovi criteri per accederere al bonus bebè. Lo prevedono due diversi emendamenti alla legge di Stabilità, presentati in commissione bilancio dal Governo

Bonus bebè, si cambia. L’assegno di 80 euro potrà essere erogato ai nuclei familiari che non superano un valore dell’indicatore Isee di 25.000 euro e che hanno avuto o adottato un bambino nel 2015. Lo prevede un emendamento del Relatore depositato in commissione Bilancio alla Camera. Nella precedente versione il tetto di reddito complessivo era di 90.000 euro. Il bonus raddoppia però per i nuclei familiari che hanno un indicatore Isee inferiore a 7.000 euro.
Si tratta di una delle poche modifiche alla legge di Stabilità. Tra le altre cose, sono stati aumentati i fondi destinati agli ammortizzatori sociali: agli 1,5 miliardi già stanziati si aggiungono altri 400 milioni in due anni, 200 milioni nel 2015 e 200 nel 2016. Via libera inoltre all’emendamento del Governo che prevede lo stanziamento di risorse in favore dell’Ice per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane.

Polemiche sulla social card agli immigrati
Ed è ancora polemica sulla proposta di modifica del Governo sulla social card, che conferma l’utilizzo a tutto campo, anche da parte degli extracomunitari. In un Tweet ci torna su anche il Tesoro che spiega: «emendamento evita che tutti beneficiari debbano restituzione soldi gennaio-marzo 2014». In particolare Poste potrà vedersi riconosciuti i compensi previsti per il servizio di distribuzione della social card agli extracomunitari, coperto anche nei mesi precedenti l’aggiudicazione della gara indetta in proposito. Una sorta di “sanatoria tecnica” per il periodo gennaio-marzo 2014 senza «nessuna modifica dei criteri di accesso alla prestazione», come precisa il Ministero dell’Economia. Ma per il presidente della commissione Bilancio di Montecitorio, Francesco Boccia «l’emendamento del Governo relativo alla social card è sbagliato e oggi non sarà nemmeno votato». Per Boccia la proposta è «tecnicamente fatta male» e chiede che «venga ritirata per essere riformulata». Anche da Ncd è arrivata la richiesta al Governo di ritirare l’emendamento sulla social card agli stranieri.

Canone Rai in bolletta
È scontro intanto sul canone Rai in bolletta. La percentuale di evasione di una delle tasse meno condivise dagli italiani è altissima: per sanarla l’esecutivo starebbe rispolverando la vecchia idea di far pagare il canone in abbinamento alla bolletta elettrica. L’importo scenderebbe ma l’evasione di fatto scomparirebbe, garantendo maggiori entrate che sarebbero destinate alle emittenti locali. L’ipotesi bolletta è stata però bocciata ad aprile scorso dall’Autorità per l’energia che la definì impropria. «L’intenzione del Governo di inserire il canone della Rai in bolletta è pura follia. Un vero e proprio furto di stato», attacca la Lega. Critico anche Chicco Testa, presidente di Assoelettrica. «Sono assolutamente contrario. C’è un evidente problema di legittimità e c’è una grande complicazione burocratica, oltre a costi pesantissimi per le aziende», dice.

Novità anche sui tagli ai Comuni
Il taglio complessivo di 1,2 miliardi chiesto ai Comuni come contributo alla legge di Stabilità rimane ma non dovrà essere più coperto solo con la spesa corrente. Lo prevede il pacchetto di emendamenti del Governo per andare incontro alle richieste degli enti locali. I tagli potranno quindi riguardare ad esempio anche gli investimenti. Inoltre i Comuni che decideranno di unirsi in un’unica amministrazione potranno essere esentati dal patto di stabilità interno per 5 anni. «Con l’insieme di questo pacchetto permettiamo ai Comuni di gestire il contributo alla legge di Stabilità con minori difficoltà», dice il sottosegretario all’Economia Pier Paolo Baretta.

Polemiche italiane a parte, gli occhi sono ora però tutti puntati su Bruxelles. La Commissione Europea dovrebbe esprimere quello che assume l’aurea di un vero e proprio verdetto la prossima settimana. L’attesa, ha assicurato Pier Carlo Padoan, è per una «luce verde». Di sicuro, a Bruxelles, non è piaciuta la mossa di Franceschini, che abbassa al 4% l’aliquota sugli ebook. «L’aliquota Iva sugli ebook deve essere quella standard che per l’Italia è il 22%», spiegano dalla Commissione, che ha già avviato procedure di infrazione contro Francia e Lussemburgo proprio per aver modificato l’aliquota Iva sugli ebook da quella standard a quella ridotta.

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