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Bonifici e addebiti SEPA: nuove regole differite all’1 agosto 2014

Bonifici e addebiti SEPA: nuove regole differite all'1 agosto 2014
Fino al 1° agosto 2014 i prestatori di servizi di pagamento possono continuare a trattare le operazioni di pagamento in euro in formati diversi da quelli richiesti per i bonifici e gli addebiti diretti ai sensi del regolamento che istituisce un’area unica dei pagamenti in euro (SEPA)

Fino al 1° agosto 2014 i prestatori di servizi di pagamento possono continuare a trattare le operazioni di pagamento in euro in formati diversi da quelli richiesti per i bonifici e gli addebiti diretti ai sensi del regolamento che istituisce un’area unica dei pagamenti in euro (SEPA). E’ quando previsto dal Regolamento (UE) n. 248 del 26 febbraio 2014.

Gli Stati membri possono autorizzare i prestatori di servizi di pagamento a prestare agli utilizzatori di servizi di pagamento, fino al 1° febbraio 2016, servizi di conversione per le transazioni di pagamento nazionali, consentendo agli USP che sono consumatori di continuare a utilizzare il BBAN anziché l’identificativo del conto di pagamento, a condizione che l’interoperabilità sia garantita convertendo i BBAN del pagatore e del beneficiario in maniera tecnica e sicura. Tale identificativo del conto di pagamento è attribuito all’USP che dispone l’operazione, se del caso prima dell’esecuzione del pagamento. In tal caso i PSP non imputano agli USP commissioni o altri oneri direttamente o indirettamente collegati a detti servizi di conversione.

Il preambolo specifica chiaramente che l’obiettivo principale del Regolamento (UE) n. 260/2012 è la migrazione da bonifici e addebiti diretti nazionali a bonifici e addebiti diretti SEPA armonizzati, effettuata tra l’altro fornendo ai cittadini dell’Unione un unico numero di conto bancario internazionale (IBAN) utilizzabile per tutti i bonifici e le operazioni di addebito diretto denominati in euro.
Tale regolamento prevede che la migrazione alla SEPA abbia luogo entro il 1° febbraio 2014, in modo da garantire ai prestatori di servizi di pagamento e agli utilizzatori di servizi di pagamento un periodo di tempo sufficiente per adeguare le proprie procedure ai requisiti tecnici che la migrazione ai bonifici e agli addebiti diretti SEPA comporta.
Diversi Stati membri della zona euro sono a buon punto, con tassi di migrazione dei bonifici già attualmente prossimi al 100%. La grande maggioranza dei prestatori di servizi di pagamento hanno riferito di essersi già conformati ai requisiti SEPA. Tuttavia, in vari altri Stati membri i tassi di migrazione sono al di sotto delle attese, in particolare per gli addebiti diretti. È stato quindi adottato un piano d’azione nell’ambito del quale i commercianti, le imprese, le PMI e le Amministrazioni Pubbliche sono stati invitati a prendere immediatamente le misure concrete necessarie per adeguare i propri processi interni e comunicare ai propri clienti i loro dati IBAN.

Nonostante i notevoli sforzi compiuti nel corso degli ultimi mesi, dalle ultime statistiche sulla migrazione emerge che il tasso di migrazione globale ai bonifici SEPA nella zona euro è aumentato dal 40% nel giugno 2013 a solo circa il 64% nel novembre 2013, mentre il tasso globale di migrazione agli addebiti diretti SEPA ha raggiunto solo il 26%. Per quanto i dati nazionali mostrino buoni progressi in diversi Stati membri, vi è ancora un significativo gruppo di Stati membri che è molto in ritardo rispetto ai tassi di migrazione previsti. Pertanto, non tutti i partecipanti al mercato sono riusciti a conformarsi alla SEPA entro il 1° febbraio 2014.

Dal 1° febbraio 2014, dovendo rispettare gli obblighi giuridici, le banche e gli altri prestatori di servizi di pagamento non potranno trattare i bonifici e gli addebiti diretti non conformi agli standard SEPA, sebbene, come già accade, essi sarebbero tecnicamente in grado di trattare tali pagamenti continuando ad usare gli schemi di pagamento tradizionali, parallelamente all’esecuzione dei bonifici SEPA e degli addebiti diretti SEPA. In assenza di una migrazione completa a bonifici SEPA e agli addebiti diretti SEPA, non possono essere pertanto esclusi ritardi nei pagamenti, che potrebbero riguardare tutti gli utilizzatori dei servizi di pagamento e in particolare le PMI e i consumatori.

È essenziale evitare che il mancato completamento della SEPA entro il 1° febbraio 2014 crei inutili perturbazioni dei pagamenti. I prestatori di servizi di pagamento vengono pertanto essere autorizzati, per un periodo di tempo limitato, a continuare il trattamento delle operazioni di pagamento mediante i sistemi tradizionali, parallelamente al trattamento dei bonifici SEPA e degli addebiti diretti SEPA, come accade attualmente. Viene così introdotto un periodo di transizione per consentire il proseguimento del trattamento parallelo dei pagamenti in formati diversi. Visti i dati attuali e il ritmo previsto della migrazione, è considerato opportuno un periodo di transizione aggiuntivo una tantum di sei mesi (fino al 1° agosto).
È opportuno considerare tale salvaguardia dei sistemi tradizionali non conformi alla SEPA come una misura eccezionale della durata minima possibile, in quanto per sfruttare appieno i vantaggi di un mercato dei pagamenti integrato è necessaria una migrazione rapida e globale. È anche importante limitare nel tempo i costi, a carico dei prestatori di servizi di pagamento, di un uso continuato degli schemi di pagamento tradizionali parallelamente al sistema SEPA. I prestatori di servizi di pagamento già pienamente migrati alla SEPA potrebbero prendere in considerazione la possibilità di offrire durante questo periodo di transizione servizi di conversione agli utilizzatori di servizi di pagamento non ancora migrati.
Durante il periodo di transizione gli Stati membri devono astenersi dall’applicare sanzioni ai prestatori di servizi di pagamento che trattano pagamenti non conformi e agli utilizzatori di servizi di pagamento non ancora migrati.

In considerazione dell’obiettivo generale di realizzare una migrazione coordinata e integrata, il periodo di transizione si applica sia ai bonifici SEPA che agli addebiti diretti SEPA. Periodi di transizione diversi per i bonifici SEPA e gli addebiti diretti SEPA sarebbero fonte di confusione per i consumatori, i prestatori di servizi di pagamento, le PMI e gli altri utilizzatori di servizi di pagamento.

BONIFICI

Cosa cambia con il SEPA Credit Transfer (SCT)

Dal 1° febbraio 2014 il bonifico domestico, sia singolo che multiplo (es. pagamento stipendi), viene sostituito dall’equivalente a livello europeo “SEPA Credit Transfer (SCT)” che si differenzia rispetto al precedente perché richiede di:

  • inserire una causale descrittiva con lunghezza massima di 140 caratteri, con la possibilità di valorizzare alcuni ulteriori campi specifici tra cui una causale codificata (c.d. “purpose”) per identificare la finalità del bonifico (es. pagamento affitto) e un codice identificativo che può essere concordato tra pagatore e beneficiario per facilitare la riconciliazione dell’operazione;
  • indicare solamente la data di esecuzione dell’operazione anziché la data valuta (tale aspetto è particolarmente rilevante per la corretta gestione della data di accredito degli stipendi).

ADDEBITI DIRETTI/RID

Cosa cambia con il SEPA Direct Debit (SDD)

Dal 1° febbraio 2014 gli addebiti diretti (es. RID Utenze per domiciliazione di gas, luce, acqua; RID Ordinari usati ad esempio per il pagamento rate di prestiti personali/finanziamenti e carte di credito; RID Veloci adottati per il pagamento di particolari servizi riservati a NON Consumatori) su conto corrente non possono più essere utilizzati e devono essere sostituiti con l’equivalente servizio di addebito diretto a livello europeo, il “SEPA Direct Debit (SDD)”.

Questo termine viene posticipato al 1° febbraio 2016 per particolari servizi di addebito diretto, quali il RID finanziario (collegato alla gestione di strumenti finanziari) e il RID a importo fisso.

Il SEPA Direct Debit (SDD) è stato integrato a livello nazionale dal servizio opzionale aggiuntivo SEDA (SEPA-compliant Electronic Database Alignment), realizzato dal sistema bancario italiano per garantire livelli di servizio analoghi a quelli forniti dall’attuale Allineamento Elettronico Archivi (AEA) per i RID. Grazie a ciò sarà ancora possibile acquisire e conservare i mandati presso la banca del pagatore, senza doversi interfacciare direttamente con l’azienda creditrice.

Dal punto di vista operativo è importante sottolineare che la normativa assicura la continuità legale delle deleghe RID oggi in essere, garantendo così anche la continuità degli addebiti: infatti le aziende creditrici, esperite alcune attività propedeutiche, possono presentare disposizioni di incasso SDD a valere sulle vecchie deleghe RID, senza alcuna preventiva ricontrattualizzazione diretta con i singoli clienti pagatori (per i quali non è prevista alcuna specifica incombenza).

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