Fisco

Bollo virtuale: dichiarazione con nuovo modello

Bollo virtuale: dichiarazione con nuovo modello
Dal 1° gennaio 2015 i soggetti autorizzati all’assolvimento dell’imposta di bollo in modalità virtuale dovranno presentare la dichiarazione contenente l’indicazione del numero degli atti e dei documenti emessi nell’anno precedente, utilizzando i servizi telematici messi a disposizione dall’Agenzia e avvalendosi a tal fine dell’apposito modello approvato con il provvedimento direttoriale n. 146313 del 14 novembre 2014

Dal 1° gennaio 2015 i soggetti autorizzati all’assolvimento dell’imposta di bollo in modalità virtuale dovranno presentare la dichiarazione contenente l’indicazione del numero degli atti e dei documenti emessi nell’anno precedente, utilizzando i servizi telematici messi a disposizione dall’Agenzia e avvalendosi a tal fine dell’apposito modello approvato con il provvedimento direttoriale n. 146313 del 14 novembre 2014.

L’art. 1 del D.P.R. n. 642/1972 dispone che sono soggetti a imposta di bollo gli atti, i documenti e i registri indicati nella Tariffa annessa al decreto medesimo. L’imposta, in particolare, risulta dovuta fin dall’origine per gli atti e documenti formati nello Stato ricompresi nella prima parte della Tariffa, mentre solo in caso d’uso per gli atti contenuti nella seconda parte della richiamata Tariffa.
Ai fini del caso d’uso l’art. 2, comma 2 rileva che “si ha caso d’uso quando gli atti, i documenti e i registri sono presentati all’ufficio del registro per la registrazione”.

Assolvimento dell’imposta in modo virtuale
Il metodo di pagamento ordinario dell’imposta di bollo è quello dell’assolvimento al momento della creazione dell’atto per quelli soggetti fin dall’origine, o al momento della registrazione per quelli soggetti solo in caso d’uso. L’imposta viene, quindi, generalmente assolta in riferimento a ciascun documento nel momento in cui lo stesso risulta integrare le condizioni che lo portano a realizzare il presupposto impositivo.
Tale metodologia di pagamento non risulta, tuttavia, essere l’unica percorribile.

L’art. 15 del D.P.R. n. 642/1972 prevede, infatti, la possibilità per l’Agenzia delle Entrate di autorizzare, in riferimento a determinate categorie di atti e documenti, il pagamento dell’imposta di bollo in modo virtuale. L’autorizzazione viene rilasciata a fronte della presentazione di un’apposita domanda da parte del soggetto interessato, corredata da una dichiarazione sottoscritta in cui lo stesso individua il numero presuntivo degli atti che saranno emessi e ricevuti nel corso dell’anno. La concessione dell’autorizzazione consente di sostituire l’obbligo del pagamento puntuale dell’imposta di bollo per ciascun documento, con un pagamento cumulativo.
A seguito del rilascio dell’autorizzazione il competente ufficio territoriale procede, sulla base della dichiarazione fornita del numero presuntivo di atti, a liquidare l’imposta di bollo che risulterebbe dovuta sugli stessi. L’imposta così calcolata viene richiesta al soggetto autorizzato in tante rate quanti sono i bimestri intercorrenti tra la data dell’autorizzazione e il 31 dicembre, ciascuna con scadenza alla fine di ciascun bimestre solare.

Entro il successivo mese di gennaio i singoli soggetti autorizzati sono chiamati a presentare un’apposita dichiarazione, unitamente agli elementi utili per la liquidazione dell’imposta, all’ufficio dell’Agenzia delle Entrate competente, in cui provvedono a dare evidenza del numero di documenti e atti soggetti ad imposta di bollo distinti per voce di tariffa effettivamente emessi nell’anno. In forza di tale dichiarazione l’ufficio provvede a calcolare l’importo dell’imposta di bollo eventualmente dovuta a titolo di saldo, ovvero l’entità dell’eccedenza di versamento.

Il dato consuntivo fornito per l’anno precedente costituisce la base per la liquidazione dell’imposta dovuta per l’anno in cui si è presentata la richiamata dichiarazione. L’imposta dovuta viene pagata in rate bimestrali, l’eventuale saldo debitorio o l’eccedenza di versamento determinata in sede di calcolo del saldo da parte dell’ufficio dell’Agenzia delle Entrate competente, confluiscono nella rata bimestrale scadente a febbraio o, occorrendo, in quella successiva.

Ai sensi dell’art. 15-bis del D.P.R. n. 642/1972, Poste italiane S.p.A., le banche e gli altri enti e società finanziarie di cui all’art. 1, D.L. n. 87/1992 e le imprese di assicurazione sono chiamati a versare entro il 16 aprile un importo a titolo di acconto pari al 95% dell’imposta provvisoriamente liquidata. Tale acconto può essere scomputato dai versamenti bimestrali effettuati a partire dal successivo mese di febbraio.

Il soggetto che ha ottenuto l’autorizzazione all’assolvimento dell’imposta in modo virtuale è tenuto ad evidenziare su ciascun documento soggetto all’imposta di bollo l’assolvimento in maniera virtuale della stessa, unitamente agli estremi della relativa autorizzazione.
L’autorizzazione risulta concessa a tempo indeterminato; i singoli titolari, tuttavia, ai sensi dell’ultimo comma dell’art. 15 del D.P.R. n. 642/1972, possono rinunciarvi dandone apposita comunicazione scritta all’Agenzia delle Entrate e presentando contestualmente la dichiarazione relativa al numero effettivo degli atti soggetti ad imposta di bollo emessi dal 1° gennaio al giorno da cui ha effetto la rinunzia.
Il pagamento dell’imposta risultante dalla liquidazione definitiva andrà effettuato nei venti giorni successivi alla notificazione della liquidazione.

Nuovo obbligo dichiarativo su apposito modello
La presentazione della dichiarazione consuntiva per ciascun anno da parte dei soggetti autorizzati all’assolvimento virtuale dell’imposta di bollo non era disciplinata. Questa, pertanto, veniva generalmente presentata in carta semplice dai singoli soggetti secondo i format più disparati con conseguente moltiplicazione in capo agli uffici dell’Agenzia delle Entrate dello sforzo necessario per giungere alla determinazione del debito d’imposta o dell’eccedenza.

Al fine di porre rimedio a tale “babele dichiarativa”, tramite il provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate 14 novembre 2014, n. 146313 è stato approvato un apposito modello della dichiarazione in oggetto. A seguito delle modifiche apportate dall’art. 1, comma 597, legge n. 147/2013 all’art. 15 del D.P.R. n. 642/1972 con decorrenza dal 1° gennaio 2014, la presentazione della dichiarazione annuale su un modello non conforme a quello approvato dal richiamato provvedimento è punita con la sanzione della nullità. Il necessario coordinamento tra la data di approvazione del modello e l’adempimento, comporta l’obbligo di applicazione dello stesso a partire dal prossimo 1° gennaio 2015.

Soggetti obbligati alla presentazione
Sono obbligati a utilizzare e presentare il nuovo modello tutti i soggetti in possesso dell’autorizzazione all’assolvimento in maniera virtuale dell’imposta di bollo.

Tipologia di dichiarazione presentabile
Il nuovo modello dichiarativo deve/può essere utilizzato per:

  • presentare la dichiarazione consuntiva sul numero di atti soggetti all’imposta di bollo emessi nell’anno precedente, indicando il codice 1 nell’apposita casella del frontespizio;
  • presentare la dichiarazione a seguito di rinunzia all’autorizzazione, anche nei casi di operazioni straordinarie, indicando il codice 2 nell’apposita casella del frontespizio;
  • indicare la presenza di operazioni straordinarie che non hanno comportato la rinunzia all’autorizzazione, indicando il codice 3 nell’apposita casella del frontespizio;
  • sostituire dichiarazioni già presentante al fine di correggere errori o dimenticanze. A tal fine è necessario barrare l’apposita casella “dichiarazione sostitutiva” del frontespizio, avendo cura di presentare integralmente la dichiarazione, quindi comprensiva anche dei quadri non soggetti a modifica e di indicare la tipologia di dichiarazione che si intende sostituire. La dichiarazione sostitutiva non può essere presentata oltre il termine di scadenza della dichiarazione consuntiva.

Modalità di presentazione
L’unico metodo di presentazione ammesso è quello telematico. La presentazione può, pertanto, essere effettuata direttamente dal singolo soggetto obbligato, ove in possesso delle relative autorizzazioni, oppure ricorrendo ai servizi di un intermediario abilitato.
Per il solo anno 2015 la presentazione della dichiarazione relativa alla rinunzia all’autorizzazione deve essere presentata in forma cartacea presso l’Ufficio territoriale competente.

Termine di presentazione
La dichiarazione consuntiva deve essere presentata entro il mese di gennaio dell’anno successivo a quello oggetto di dichiarazione.

Compilazione della dichiarazione
La dichiarazione risulta costituita da un frontespizio e da 4 quadri individuati con le lettere da A a D.

Frontespizio
Il frontespizio è volto all’indicazione dei dati identificativi del soggetto, persona fisica o meno, obbligato alla presentazione della dichiarazione, all’indicazione della tipologia di dichiarazione che si intende presentare, all’eventuale presenza di una dichiarazione sostituiva, dell’anno di riferimento in caso di dichiarazione consuntiva o dell’ultimo giorno di validità dell’autorizzazione nel caso di rinunzia alla stessa.
Il frontespizio accoglie, inoltre, l’indicazione dei dati nel caso di soggetto obbligato non residente e dei dati del rappresentante firmatario della dichiarazione nei casi in cui il soggetto obbligato non sia una persona fisica o lo stesso non risulti avere la potestà per presentare la dichiarazione. Risultano, infine, previsti gli spazi volti alla firma della dichiarazione e all’assunzione dell’impegno alla trasmissione da parte di un intermediario abilitato.

Quadro A
Nel quadro A vanno indicati gli atti, distinti per voce di tariffa, che risultano soggetti all’imposta di bollo fin dall’origine. L’imposta risulta dovuta in misura fissa ed applicata, a seconda della tipologia di atto, in funzione del numero di documenti, del numero di fogli di cui il documento è composto (un foglio è composto da 4 pagine, ciascuna formata da una facciata che non può contenere più di 100 righe) o del periodo rendicontato. Il quadro risulta costituito da 6 colonne:

  • colonna 1 – va indicato il codice identificante la tipologia di documento emesso ricavabile dalla tabella A allegata alle istruzioni della dichiarazione;
  • colonna 2 – la colonna va barrata nell’ipotesi in cui siano intervenute variazioni nella tassazione. Ove il campo risulti flaggato, nella colonna 3 andrà riportato il valore dell’imposta aggiornato;
  • colonna 3 – va indicato l’importo della tassazione previsto per la tipologia di atto indicato a colonna 1. L’importo è rilevabile dalla citata tabella A;
  • colonna 4 – va indicato il numero di documenti per cui l’imposta di bollo è stata assolta in maniera virtuale. Ove la tipologia di documento sia soggetto a tassazione in ragione del numero di fogli, tale colonna non va compilata;
  • colonna 5 – va indicato il numero di fogli di cui si compongono i documenti soggetti all’imposta di bollo. Ove la tassazione per la tipologia di documento indicata sia dovuta in base al numero di documenti o dei giorni rendicontati tale colonna non va compilata;
  • colonna 6 – per ciascuna fattispecie indicata in colonna 1 va riportato l’importo complessivo dell’imposta di bollo dovuta.

Quadro B
Nel quadro B vanno indicati gli atti e documenti per cui l’imposta risulta dovuta in ragione del numero di giorni rendicontati e del valore di mercato del prodotto finanziario o, in mancanza, del loro valore nominale o di rimborso calcolato al termine del periodo rendicontato ovvero, in assenza di rendicontazione, al 31 dicembre di ogni anno.
Il quadro è costituito da:

  • Colonna 1 – va riportato il codice identificante la tipologia di documento emesso ricavabile dalla tabella B allegata alle istruzioni della dichiarazioni;
  • Colonna 2 – la colonna va barrata nell’ipotesi in cui siano intervenute variazioni nella tassazione. Ove il campo risulti flaggato nella colonna 3 andrà riportato il valore dell’imposta aggiornato;
  • colonna 3 – va indicata l’aliquota/imposta massima della tassazione previsto per la tipologia di atto indicato a colonna 1. L’importo è rilevabile dalla citata tabella B. Ove nella colonna 1 sia stato indicato il codice 7, tale colonna non va compilata;
  • colonna 4 – va indicato il numero di comunicazioni inviate alla clientela nell’anno di riferimento della dichiarazione. Ove in colonna 1 sia riportato il codice 5 o 6 va indicato il numero dei clienti per i quali si sia applicata l’imposta massima annua di 14.000 euro o quella ragguagliata al periodo di durata del rapporto intrattenuto con il cliente;
  • colonna 5 – va riportato il valore di mercato del prodotto finanziario o, in mancanza, del loro valore nominale o di rimborso calcolato al termine del periodo rendicontato ovvero, in assenza di rendicontazione, al 31 dicembre di ogni anno;
  • colonna 6 – in riferimento a ciascuna fattispecie indicata a colonna 1 va riportato il totale dell’imposta dovuta.

Quadro C
Nel quadro C vanno riportati i dati relativi ai versamenti periodici effettuati nel corso dell’anno oggetto di dichiarazione, in forza della liquidazione provvisoria effettuata dall’ufficio territoriale competente.

Quadro D
Il quadro D assolve alla funzione di riepilogo dell’imposta di bollo complessivamente dovuta in quanto vanno riportati i totali dell’imposta di bollo calcolata nei quadri A e B ed ivi sommati per addivenire ad un importo complessivo.

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