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Bollo sulle auto storiche, illegittime le esenzioni regionali

Bollo sulle auto storiche, illegittime le esenzioni regionali
Le singole normative regionali che in barba alle novità previste dalla legge di Stabilità 2015 continuano a prevedere l’esenzione del bollo sulle auto storiche sono incompatibili con la sopravvenuta disciplina statale e devono, pertanto, ritenersi abrogate

L’art. 1, comma 666, della legge n. 190 del 2014, intervenendo sull’art. 63 della legge 21 novembre 2000, n. 342:

  • alla lettera b) ha abrogato:
    ✓ il comma 2, che prevedeva per gli autoveicoli e motoveicoli di particolare interesse storico e collezionistico l’esenzione dal pagamento delle tasse automobilistiche a decorrere dall’anno in cui si compiva il ventesimo anno dalla loro costruzione;
    ✓ il comma 3, il quale disponeva che i veicoli storici erano quelli individuati, con propria determinazione, dall’Automobilclub Storico Italiano (ASI), e per i motoveicoli, anche dalla Federazione Motociclistica Italiana (FMI);
  • alla lettera c) ha eliminato nel comma 4 il riferimento ai veicoli di cui al comma 2.

L’abrogazione dei citati commi 2 e 3 dell’art. 63 della legge n. 342 del 2000, comporta, quindi, che agli autoveicoli ed ai motoveicoli di particolare interesse storico e collezionistico non è più riconosciuta l’esenzione dal pagamento delle tasse automobilistiche.
Detta esenzione è riservata, invece, ai soli veicoli e motoveicoli – esclusi quelli adibiti ad uso professionale – ultratrentennali di cui al comma 1 del citato art. 63 della legge n. 342 del 2000, per i quali è conseguentemente dovuta la “tassa di circolazione forfettaria annua” e l’imposta provinciale di trascrizione di cui all’art. 56 del D.Lgs. 15 dicembre 1997, n. 446, in misura fissa, come prescrive il successivo comma 4 del citato art. 63 della legge n. 342 del 2000.

Pertanto i veicoli di particolare interesse storico e collezionistico, non godendo più dell’esenzione in esame, sono assoggettati alla tassa automobilistica che deve essere assolta nella misura e con le modalità ordinarie, al pari dell’imposta provinciale di trascrizione.
E’ evidente, dunque, che i parametri del particolare interesse storico collezionistico dei veicoli e dell’anzianità ultraventennale degli stessi, non hanno più alcun rilievo ai fini tributari.

Detto principio, sotteso alle disposizioni dell’art. 1, comma 666, della legge n. 190 del 2014, deve essere naturalmente rispettato anche dalle leggi regionali in materia di tasse automobilistiche.

Il Dipartimento delle Finanze rileva al riguardo, che, alcune leggi regionali, in ossequio alle previgenti disposizioni statali, di cui ai commi 1 e 2 dell’art. 63 della legge n. 342 del 2000, abrogati dalla legge di Stabilità per il 2015, avevano disposto l’esenzione dal pagamento della tassa automobilistica per autoveicoli e motoveicoli di particolare interesse storico e collezionistico e l’assoggettamento di tali veicoli alla tassa di circolazione forfettaria.

Con la risoluzione n. 4/DF del 1° aprile 2015 il Dipartimento delle Finanze chiarisce che le norme delle leggi regionali che prevedono ancora l’esenzione per le auto storiche sono incompatibili con la sopravvenuta disciplina statale e devono, pertanto, ritenersi abrogate.

Questo principio è stato enunciato anche dal Consiglio di Stato che nella sentenza n. 2747 del 27 maggio 2014, a conferma delle conclusioni contenute nella sentenza del TAR per la Lombardia T.A.R. Lombardia – Milano, Sez. I, n. 406 del 14 febbraio 2013, ha espressamente affermato che “posto che la disciplina (…) appartiene alla competenza legislativa esclusiva dello Stato, ogni disposizione normativa regionale contrastante con quella statale è immediatamente incompatibile e pertanto da ritenersi abrogata”.

Tale conclusione è, del resto, avvalorata dalla stessa Corte Costituzionale che, esaminando alcune norme regionali proprio in materia di tasse automobilistiche, ha espressamente precisato che:

  • “va escluso che la Regione (…) abbia il potere di disporre esenzioni dalla tassa ovvero di modificare i termini di prescrizione del relativo accertamento, rientrando la relativa materia nella competenza esclusiva dello Stato ai sensi del citato art. 117, secondo comma, lettera e), della Costituzione” (sentenza n. 296 del 26 settembre 2003);
  • “Tale disposizione (…) introduce una esenzione non contemplata dalla legge statale (…). Anche in tal caso la norma regionale impugnata interviene, dunque, su un aspetto della disciplina sostanziale del tributo riservata alla competenza legislativa esclusiva dello Stato e deve essere conseguentemente dichiarata illegittima per la violazione dell’art. 117, secondo comma, lettera e), della Costituzione” (sentenza n. 455 del 23 dicembre 2005).
Mef – Risoluzione N. 4/DF/2015

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