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Bimbo conteso, ribaltato il verdetto. La Cassazione dà ragione alla madre: «Ora tornerà da me»

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La Cassazione smonta la dottrina sulla Pas: non è riconosciuta dal manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali ed è in grado di minacciare l'integrità del sistema penale e la sicurezza dei bambini vittima di abusi
La Cassazione smonta la dottrina sulla Pas: non è riconosciuta dal manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali ed è in grado di minacciare l’integrità del sistema penale e la sicurezza dei bambini vittima di abusi

Primo stop della Cassazione all’utilizzo processuale della Sindrome di alienazione parentale (Pas) nelle controversie sull’affidamento dei figli minori. Intervenendo sul caso accaduto in Veneto e che lo scorso autunno aveva occupato per giorni le cronache, la Prima sezione civile (sentenza 7041/13, depositata ieri) mette in dubbio la fondatezza scientifica della Pas. Un cambio d’indirizzo rispetto alla sentenza 5847 depositata appena l’8 marzo scorso dalla stessa sezione (sia pure in composizione diversa).

Nella sentenza di ieri si invitano i giudici di merito – anche a prescindere dal rimando nominalistico della Ctu a questa dottrina – a valutare attentamente la situazione di fatto, motivando i rilievi delle parti, prima di revocare la potestà genitoriale e disporre l’allontanamento coatto dei figli.
Nel rinviare gli atti alla Corte d’appello di Brescia, la Prima sezione ha annullato il decreto del Tribunale minorile di Venezia che aveva allontanato il ragazzino dalla famiglia materna, collocandolo in una comunità protetta per ricostruire gradualmente i rapporti con il padre. Verso di lui, motivava la corte di merito, il piccolo aveva nel tempo sviluppato un sentimento di «odio e rifiuto» provocato dall’atteggiamento della madre e che rischiava di originare «uno sviluppo alterato irreversibilmente dalla situazione patogenetica».
Nonostante la prudenza del giudice veneto – che non citava la Pas nella sua pronuncia – la Cassazione ha smontato sui due versanti la dottrina della Pas. Dal punto di vista scientifico, scrive il relatore, la Pas «non è riconosciuta dal manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali» anche perchè nel frattempo «vari autori hanno sostenuto che la Pas sarebbe un costrutto pseudoscientifico» come scritto in una nota del 2010 della National District Attorneys Association che la reputava «in grado di minacciare l’integrità del sistema penale e la sicurezza dei bambini vittima di abusi».

Queste criticità dottrinali, secondo la Cassazione, avrebbero dovuto essere affrontate nella motivazione del decreto di revoca della genitorialità: il giudice di merito «anche avvalendosi di idonei esperti deve verificare il fondamento, sul piano scientifico» di una consulenza che devia dalla scienza medica ufficiale. Anche se «in materia psicologica (…) il processo di validazione delle teorie in senso popperiano può non risultare agevole» ciò «non deve indurre a una rassegnata rinuncia, potendosi ben ricorrere alla comparazione statistica dei casi clinici». Perchè, chiosa la Corte, in ambito giudiziario soluzioni prive del necessario conforto scientifico rischiano di «produrre danni ancor più gravi di quelli che le teorie ad esse sottese pretendono di scongiurare».

Il capo della polizia Manganelli ha espresso “profondo rammarico” e ha aperto un’inchiesta sulla vicenda del bambino di 10 anni prelevato da una scuola a Cittadella. Il bambino è da anni al centro di una contesa giudiziaria dei genitori ed è stato oggetto di un provvedimento della Corte d’Appello di Venezia per l’affidamento coatto al padre. La zia materna ed il nonno, presenti al momento, sono stati segnalati dalla Questura di Padova alla magistratura per oltraggio e resistenza a pubblico ufficiale e inosservanza di un provvedimento dell’autorità. Lunedì alle 8.30 parleremo delle “immagini drammatiche”, come le ha definite il ministro dell’Interno Anna Maria Cancellieri, viste nel video girato dalla zia del bambino e che hanno scandalizzato l’opinione pubblica intera: lo faremo con Giuseppe Pan, sindaco di Cittadella, Alessandra Mussolini, parlamentare Pdl e Franco Occhiogrosso, ex presidente tribunale minori di Bari

[headline style=”3″ color=”red” tag=”h1″]Il video scioccante del prelievo del bambino da parte della polizia[/headline]

Cassazione – Sentenza n. 7041 del 6 marzo 2013

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