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Benzina verso i 2 euro, rincari per 4 milioni di italiani in vacanza

Benzina verso i 2 euro, rincari per 4 milioni di italiani in vacanza
Il prezzo della benzina ha sfondato quota 2 euro a litro. La denuncia arriva dal Codacons che, in base alle foto scattate da alcuni automobilisti, ha scovato il record negativo di Milano dove un litro di verde viene venduto a 2,009 euro al litro

Il prezzo della benzina ha sfondato quota 2 euro a litro. La denuncia arriva dal Codacons che, in base alle foto scattate da alcuni automobilisti, ha scovato il record negativo di Milano dove un litro di verde viene venduto a 2,009 euro al litro. L’aumento dei prezzi della benzina sotto la spinta della crisi in Siria colpisce 4,4 milioni gli italiani in vacanza nel mese di settembre. Dopo l’inedita mossa di Eni che nella giornata di domenica ha ritoccato al rialzo i prezzi raccomandati di benzina e diesel di 0,8 centesimi di euro a litro (come già aveva fatto IP) si registrano oggi gli identici aumenti di TotalErg su entrambi i prodotti. Eppure, come segnala Quotidiano Energia, si tratta del quarto giro di aumenti per i prezzi dei carburanti all’indomani dell’avvio del cosiddetto effetto Siria sebbene, sempre nel fine settimana, le quotazioni abbiano confermato un trend in discesa con la benzina che ha perso 9,5 euro su mille litri e il diesel 4,5. Le medie nazionali della benzina e del diesel adesso sono rispettivamente a 1,847 e 1,750 euro a litro e a 0,81 il Gpl. Le “punte” in alcune aree sono invece per la “verde” fino a 1,892 euro a litro, il diesel a 1,779 e il Gpl a 0,844.

Misure di austerity in India. Un ministro indiano ha proposto di chiudere le pompe di benzina di notte per risparmiare petrolio ma è stato costretto a fare marcia indietro dopo che l’idea è stata fortemente criticata dai partiti dell’opposizione e dallo stesso governo.
Il titolare del dicastero del Petrolio, Veerappa Moily, aveva suggerito di limitare le ore di apertura dei distributori dalle 8 alle 20 come misura di austerity per ridurre la bolletta petrolifera rincarata a causa della forte svalutazione della rupia.
La proposta è stata definita ridicola dal partito del centro destra del Bharatiya Janata Party (Bjp) e da altri partiti. In un’intervista alla televisione Cnn Ibn, Moily ha poi precisato che “non era una sua idea” e ha assicurato che il governo “non chiuderà le pompe di benzina“.
Tra le misure anti-crisi, il ministro ha proposto anche di aumentare le importazioni di petrolio dall’Iran che dallo scorso febbraio sono pagate in rupie e non in dollari per aggirare le sanzioni americane.

L’India, che dipende per l’80% dall’estero per quanto riguarda l’energia, ha importato greggio per oltre 140 miliardi di dollari nell’anno fiscale 2012-2013. Secondo il piano austerity di Moily, il governo potrebbe risparmiare 8,5 miliardi di valuta straniera quest’anno comprando 11 milioni di tonnellate di petrolio dell’Iran.
Sabato scorso, dopo che la rupia aveva toccato un nuovo minimo sul dollaro, il primo ministro Manmohan Singh aveva detto al Parlamento che l’India “doveva ridurre la sua fame di oro, risparmiare sull’uso di petrolio e favorire le esportazioni” per contenere il deficit della bilancia commerciale.

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