Lavoro

Benefici economici e contributivi: cause ostative

Benefici economici e contributivi: cause ostative
Le imprese che intendano assumere i medesimi lavoratori licenziati per crisi aziendale, in violazione di un diritto di precedenza contemplato dal CCNL di categoria anche dopo i successivi sei mesi dalla data del licenziamento previsti dalla legge non possono fruire dei benefici economici e contributivi di cui alla L. n. 92/2012, art. 4, comma 12, in quanto si tratterebbe di assunzioni disposte in violazione di un preesistente obbligo contrattuale

Le imprese che intendano assumere i medesimi lavoratori licenziati per crisi aziendale, in violazione di un diritto di precedenza contemplato dal CCNL di categoria anche dopo i successivi sei mesi dalla data del licenziamento previsti dalla legge non possono fruire dei benefici economici e contributivi di cui alla legge n. 92/2012, art. 4, comma 12, in quanto si tratterebbe di assunzioni disposte in violazione di un preesistente obbligo contrattuale. E’ quanto chiarisce il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Direzione generale per l’Attività Ispettiva, con interpello n. 3 del 6 marzo 2015.

L’ISTANZA DI INTERPELLO
L’Unione Nazionale Istituti di Vigilanza ha avanzato istanza di interpello per conoscere il parere del Ministero del Lavoro in ordine alla corretta interpretazione dell’art. 4, comma 12, della legge n. 92/2012, concernente la disciplina degli incentivi economici e contributivi all’assunzione.
In particolare, l’Unione Nazionale Istituti di Vigilanza ha chiesto di chiarire se gli incentivi previsti dalla disposizione normativa sopra citata per le assunzioni di lavoratori iscritti nelle liste di mobilità spettino anche nei seguenti casi:

  • nei confronti di imprese per cui è stato omologato un accordo di ristrutturazione dei debiti di cui all’art. 182 bis della legge fallimentare;
  • ad imprese che, a seguito di licenziamenti collettivi effettuati per crisi aziendale, intendono assumere gli stessi lavoratori licenziati per cui vige il diritto di precedenza anche dopo i successivi sei mesi dalla data di licenziamento, in virtù di accordi sottoscritti dalle organizzazione sindacali territoriali firmatarie del CCNL di categoria;
  • per imprese che, in caso di cambio appalto per servizi identici e ripetitivi, non procedono all’assunzione dei lavoratori già occupati da altra impresa in conformità alla clausola sociale prevista dal CCNL di categoria.

LA RISPOSTA DEL MINISTERO DEL LAVORO
In via preliminare, occorre muovere dal dettato normativo di cui all’art. 4, comma 12, della legge n. 92/2012 in cui è riportata la disciplina sugli incentivi alle assunzioni, compresi quelli previsti dall’art. 8, comma 9, della legge n. 407/1990 e dagli artt. 8, commi 2 e 4, e 25, comma 9, della legge n. 223/1991.
Ai sensi delle suddetta disposizione, gli incentivi non spettano se l’assunzione costituisce attuazione di un obbligo preesistente stabilito da norme di legge o della contrattazione collettiva ovvero se viola il diritto di precedenza stabilito ex lege o dal contratto collettivo alla riassunzione di un altro lavoratore licenziato da un rapporto a tempo indeterminato o cessato da un rapporto a termine.

Il Ministero evidenzia, altresì, che gli incentivi non sono riconosciuti nell’ipotesi in cui il datore di lavoro o l’utilizzatore con contratto di somministrazione abbia in atto sospensioni dal lavoro connesse ad una crisi o riorganizzazione aziendale, salvi i casi in cui l’assunzione, la trasformazione o la somministrazione risultino finalizzate all’acquisizione di professionalità sostanzialmente diverse da quelle dei lavoratori sospesi oppure siano effettuate presso una diversa unità produttiva (cfr. INPS circ. n. 137/2012).

Va ricordato che a decorrere dal 1° gennaio 2017 verrà meno la possibilità di iscrizione nelle liste di mobilità e di conseguenza risultano espressamente abrogate le disposizioni che prevedono incentivi per l’assunzione dei lavoratori iscritti nelle citate liste (art. 2, comma 71, della legge n. 92/2012). Tuttavia, fino alla data sopra indicata, continuano a trovare applicazione le regole generali di cui al menzionato art. 4, commi 12 e 13, in ordine agli incentivi per l’assunzione di lavoratori iscritti nelle liste di mobilità.

Alla luce delle osservazioni svolte, il Ministero ritiene pertanto che laddove le imprese intendano assumere i medesimi lavoratori licenziati per crisi aziendale, in violazione di un diritto di precedenza contemplato dal CCNL di categoria anche dopo i successivi sei mesi dalla data del licenziamento previsti dalla legge non possano fruire degli incentivi in argomento in quanto si tratterebbe di assunzioni disposte in violazione di un preesistente obbligo contrattuale.

Analogamente costituisce violazione di un precedente obbligo stabilito dal CCNL di categoria la fattispecie prospettata dall’Unione Nazionale Istituti di Vigilanza, ovvero qualora l’impresa, nel caso di cambio appalto, non proceda alla assunzione dei lavoratori già occupati da altra impresa.

La disciplina sopra richiamata trova applicazione, peraltro, anche nelle ipotesi in cui l’azienda abbia sottoscritto un accordo di ristrutturazione dei debiti ex art. 182 bis della legge fallimentare, debitamente omologato dal Tribunale.

Ministero del Lavoro – Interpello N. 3/2015

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