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Befera: il sistema fiscale italiano scoraggia gli investitori esteri

Befera: il sistema fiscale italiano scoraggia gli investitori esteri
Il sistema fiscale italiano rende il nostro contesto economico poco appetibile per gli investitori esteri. Lo ha sottolineato Attilio Befera, direttore dell’Agenzia delle Entrate, partecipando a Milano al convegno «Il fisco per lo sviluppo»

Meno di 24 ore prima il premier Enrico Letta aveva assicurato che la crisi era superata. Ma il 3 febbraio il direttore dell’Agenzia delle Entrate, Attilio Befera ha spento ogni possibile entusiasmo.

Per il numero uno dell’Agenzia delle Entrate «il sistema fiscale italiano è frutto di sovrapposizioni e stratificazioni normative e non contribuisce certo a rendere il nostro contesto economico un terreno appetibile per gli investitori esteri». Più in generale Befera ha richiamato la necessità di avere «certezza e stabilità» delle regole fiscali, un fatto «essenziale per le aziende ma anche per l’Agenzia delle Entrate».

Troppe incertezze. Secondo Befera «le incertezze, le modifiche continue, il dover correre dietro ai cambiamenti delle regole dovuti alle esigenze del gettito creano difficoltà anche alle amministrazioni finanziarie nel rapporto con contribuenti e imprese».

Sanzioni proporzionate ai ricavi. Nel suo intervento il direttore dell’Agenzia delle Entrate ha ricordato che «stiamo portando avanti iniziative dirette a costruire un rapporto leale, sereno e trasparente con i contribuenti che passa per la semplificazione degli adempimenti e che auspichiamo conduca alla conquista di una maggiore cultura delle legalità fiscale». Befera ha auspicato inoltre che il nuovo sistema fiscale, per quanto riguarda «l’attività sanzionatoria del regime amministrativo» tenga conto «anche della storia fiscale del contribuente mentre il sistema sanzionatorio penale deve essere applicato, nei casi di effettiva frode, in maniera proporzionale ai ricavi delle imprese e non partendo da scaglioni fissi».
Befera ha ricordato anche l’attività di «tutoraggio» nei confronti delle grandi imprese, anticipando l’intenzione di trasferirla anche alle medie imprese, che attraverso un dialogo preventivo potrebbero così conoscere meglio le problematiche fiscali.

Muoversi con equilibrio, tolleranza zero per i comportamenti evasivi. Il responsabile delle Entrate ha spiegato che «tutto quello che stiamo facendo per le grandi imprese a livello di tutoraggio dobbiamo farlo per le piccole». Befera ha concluso quindi che «mai come oggi è essenziale che il fisco si muova con grande equilibrio per incidere con tolleranza zero nei confronti di comportamenti evasivi o di pianificazione fiscale aggressiva e, allo stesso tempo, con grande senso di responsabilità in relazione a quei fenomeni che tali non sono, cercando di fornire certezza sempre maggiore ai contribuenti».

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