Diritto

Avvocati, con 40mila euro di fatturato non scatta in automatico il pagamento dell’Irap

Per l’avvocato il pagamento dell’Irap non può essere imposto soltanto sulla base dei guadagni ottenuti dovendosi sempre dimostrare la presenza di una adeguata organizzazione.

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, sez. IV civ., con l’ordinanza n. 28212 del 17.12.2013, ribaltando la sentenza della Commissione Tributaria Regionale della Emilia Romagna che aveva condannato un legale ritenendo sufficiente per la sottoposizione ad imposta l’esistenza di un «discreto livello di guadagni», pari a 38mila euro nel 2003.

«È invece pacifico – spiega l’ordinanza – che la sottoposizione ad Irap non deriva dalla entità dei guadagni bensì dalla esistenza di una struttura organizzata, nel caso di specie meramente ipotizzata e posta in dubbio dalla motivazione significativamente segnata da punti interrogativi, ad esempio anche in ordine alla sussistenza di collaboratori retribuiti».

Corte di Cassazione – Ordinanza N. 28212/2013

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