Diritto

Avviso bonario impugnabile innanzi al giudice tributario

Avviso bonario impugnabile innanzi al giudice tributario
L’avviso bonario può essere oggetto di ricorso innanzi al giudice tributario: esso contiene, infatti, una ben individuata pretesa impositiva e, dunque, il contribuente può contestarlo senza attendere ulteriori atti confermativi

Nonostante non sia compreso nell’elenco di atti impugnabili contenuto nell’art. 19 del D.Lgs. n. 546/1992, l’avviso bonario può essere oggetto di ricorso innanzi al giudice tributario. Infatti, esso contiene una ben individuata pretesa impositiva e, dunque, il contribuente può contestarlo senza attendere ulteriori atti confermativi. A confermare tale principio è la Corte di Cassazione con l’ordinanza n. 25297 del 28 novembre 2014.

IL FATTO
Il caso trae origine da una sentenza con cui la CTR della Lombardia ha rigettato l’appello proposto dall’Agenzia delle Entrate contro la decisione con cui il giudice di primo grado ha accolto il ricorso presentato da un contribuente e, per l’effetto, ha annullato un avviso bonario relativo all’indebita deduzione di somme versate a titolo di assegno di mantenimento al coniuge.

In particolare, la Corte territoriale ha ritenuto ammissibile l’impugnazione dell’avviso bonario e, nel merito, l’infondatezza delle censure esposte dall’ufficio.

Nel ricorso per cassazione l’Agenzia delle Entrate censura la decisione dei giudici di appello, sostenendo di non potersi ritenere impugnabile l’avviso bonario ex art. 36-bis del D.P.R. n. 600/73, non rientrando fra gli atti indicati dalla previsione normativa anzidetta.

LA DECISIONE DELLA CORTE DI CASSAZIONE
La Corte di Cassazione respinge il ricorso presentato dall’Agenzia delle Entrate. Nello specifico, la Suprema Corte ha avuto modo di affermare che in tema di impugnazione di atti dell’Amministrazione tributaria, nonostante l’elencazione degli atti impugnabili contenuta nell’art. 19 del D.Lgs. n. 546/92, i principi costituzionali di buon andamento della P.A. (art. 97 Cost.) e di tutela del contribuente (art. 24 e 53 Cost.) impongono di riconoscere l’impugnabilità di tutti gli atti adottati dall’ente impositore che portino, comunque, a conoscenza del contribuente una ben individuata pretesa tributaria, con l’esplicitazione delle concrete ragioni (fattuali e giuridiche) che la sorreggono, senza necessità di attendere che la stessa si vesta della forma autoritativa di uno degli atti dichiarati espressamente impugnabili dalla norma su richiamata, e tale impugnazione va proposta davanti al giudice tributario, in quanto munito di giurisdizione a carattere generale e competente ogni qualvolta si controverta di uno specifico rapporto tributario. Ne consegue che anche la comunicazione di irregolarità ex art. 36-bis, comma 3, del D.P.R. n. 600/73, portando a conoscenza del contribuente una pretesa impositiva compiuta, è immediatamente impugnabile innanzi al giudice tributario.

Approfondimento

In seguito alla presentazione della dichiarazione dei redditi, l’Amministrazione finanziaria procede alla sua liquidazione e, in determinati casi, al controllo formale a norma degli articoli 36-bis e 36-ter del D.P.R. n. 600/73.
L’esito negativo della liquidazione e del controllo formale deve essere comunicato al contribuente mediante invio del c.d. avviso di irregolarità (o avviso bonario).
Il contribuente avrà, quindi, 30 giorni di tempo dall’invio dell’avviso, per sanare gli errori riscontrati, beneficiando della riduzione delle sanzioni. L’avviso bonario è, dunque, una comunicazione fatta dall’Amministrazione finanziaria al contribuente per metterlo in condizione di ravvedersi, evitando l’iscrizione a ruolo delle somme dovute.
Si ricorda, poi, brevemente, che l’art. 19 del D.Lgs. n. 546/92 elenca gli atti del fisco che possono essere oggetto di ricorso innanzi le Commissioni Tributarie (es. avviso di accertamento, avviso di liquidazione del tributo, provvedimento che irroga le sanzioni, ruolo e la cartella di pagamento etc.). La norma non contiene l’indicazione dell’avviso bonario.
Corte di Cassazione – Ordinanza N. 25297/2014

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