Diritto

Avviso bonario autonomamente impugnabile

Avviso bonario autonomamente impugnabile
È autonomamente impugnabile innanzi le Commissioni Tributarie l’avviso bonario emesso a seguito del controllo formale della dichiarazione, ex art. 36-ter del D.P.R. n. 600/1973

L’avviso bonario di cui al quarto comma dell’art. 36-ter del D.P.R. n. 600/73 è autonomamente impugnabile. Lo ha ribadito la Corte di Cassazione con l’ordinanza n. 15957 del 28 luglio 2015.

IL FATTO
Il caso trae origine dal ricorso presentato da una contribuente avverso la sentenza con cui la Commissione Tributaria Regionale della Sicilia, confermando la decisione di primo grado, ha dichiarato inammissibile l’impugnativa di un avviso bonario emesso a sensi dell’art. 36-ter del D.P.R. n. 600/73 a seguito del controllo formale del modello UNICO 2008 presentato dalla contribuente per il periodo d’imposta 2007.

Avverso tale sentenza ha proposto ricorso per cassazione la contribuente, censurando la decisione dei giudici per avere ritenuto l’avviso bonario atto non autonomamente impugnabile dinanzi al giudice tributario.

LA DECISIONE DELLA CORTE DI CASSAZIONE
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso presentato dalla contribuente. Come più volte affermato dalla Suprema Corte, a partire dalla sentenza delle Sezioni Unite n. 16293/07, in tema di contenzioso tributario, sono qualificabili come avvisi di accertamento o di liquidazione, impugnabili ai sensi dell’art. 19 del D.Lgs. 31 dicembre 1992, n. 546, tutti quegli atti con cui l’Amministrazione comunica al contribuente una pretesa tributaria ormai definita, ancorché tale comunicazione non si concluda con una formale intimazione di pagamento, sorretta dalla prospettazione in temimi brevi dell’attività esecutiva, bensì con un invito bonario a versare quanto dovuto, non assumendo alcun rilievo la mancanza della formale dizione “avviso di liquidazione” o “avviso di pagamento” o la mancata indicazione del termine o delle forme da osservare per l’impugnazione o della commissione tributaria competente.

Sotto altro aspetto, si è chiarito (sentt. nn. 17010/12, 10987/11 e 25297/14) che l’elencazione degli atti impugnabili contenuta nell’art. 19 del D.Lgs. 31 dicembre 1992, n. 546 ha natura tassativa, ma non preclude la facoltà di impugnare anche altri atti, ove con gli stessi l’Amministrazione porti a conoscenza del contribuente una ben individuata pretesa tributaria, esplicitandone le ragioni fattuali e giuridiche, siccome è possibile un’interpretazione estensiva delle disposizioni in materia in ossequio alle norme costituzionali di tutela del contribuente (artt. 24 e 53 Cost.) e di buon andamento dell’amministrazione (art. 97 Cost), ed in considerazione dell’allargamento della giurisdizione tributaria operato con la legge 28 dicembre 2001, n 448.

Sulla scorta di detti principi, infine, con la sentenza n. 25297/14 si è affermata l’impugnabilità dell’avviso bonario di cui al terzo comma dell’art. 36-bis del D.P.R. n. 600/73, che assolve ad una funzione analoga all’avviso impugnato nel giudizio in commento, di cui al quarto comma dell’art. 36-ter dello stesso D.P.R. n. 600/73.

Corte di Cassazione – Ordinanza N. 15957/2015

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