Lavoro

Avvisi di irregolarità di fine maggio: concessa la proroga a 45 giorni

Avvisi di irregolarità di fine maggio: concessa la proroga a 45 giorni
La richiesta di rateizzazione salva sgravi e benefici. L’INPS da istruzioni alle Sedi nel caso di debiti rateizzati ma già trasferiti per la riscossione, autorizzandole a “forzare” il semaforo rosso

La segnalazione delle anomalie procedurali per la sistemazione degli avvisi d’irregolarità, inviati dall’Inps alla fine di maggio, effettuata dal Consiglio Nazionale dei Consulenti del Lavoro all’INPS è stata accolta e l’Istituto ha trovato il modo per evitare disguidi e danni alle aziende. Con una circolare del 5 agosto 2015, il Consiglio informa che è stata concessa una proroga che ha fissato definitivamente il termine a 45 giorni.

In particolare, lo scorso 15 luglio, è scaduto il termine per procedere alla sistemazione degli avvisi d’irregolarità, inviati dall’Inps alla fine di maggio.
L’Istituto ha trasmesso, presso gli indirizzi PEC dei Consulenti del Lavoro, l’elenco delle presunte irregolarità contributive che, se non sanate entro 15 giorni dalla notifica avrebbero fatto decadere, con effetto retroattivo, il godimento degli eventuali benefici contributivi conguagliati dalle aziende.

Grazie all’intervento del Consiglio Nazionale dei Consulenti del Lavoro, è stata concessa una proroga che ha fissato definitivamente il termine a 45 giorni.

Tra l’11 e il 15 luglio, si sono verificati alcuni spiacevoli casi nei quali non è stato possibile regolarizzare la posizione. Ciò perché (per mero errore tecnico) l’Istituto ha infasato il ruolo al concessionario, rendendo improcedibile la richiesta di rateizzazione in fase amministrativa. L’azienda, pertanto, si è trovata incolpevolmente con il termine dei 45 giorni scaduto, non essendoci più i tempi per una richiesta di rateizzazione presso il concessionario della riscossione.

Segnalata immediatamente la questione alla Direzione Centrale dell’Inps, questa, nell’ambito dell’ampia collaborazione intercorsa, ha preso atto dell’anomalia, trasmettendo nei giorni scorsi alle Sedi un apposito messaggio.

In estrema sintesi, le aziende che hanno comunque presentato nel termine dei 45 giorni, la richiesta di rateizzazione amministrativa, non concessa per intempestivo infasamento del ruolo, non perderanno i benefici contributi e, ai fini del DURC interno, dovranno essere riconosciute come aziende regolari (semaforo verde).

Un’ultima considerazione sul DURC interno:

  1. questa esperienza volge al termine con risultati secondo l’INPS, molto positivi. Dalle statistiche, infatti, delle Sedi risulta che il fenomeno delle pratiche inevase sia stato effettivamente aggredito. Si spera, pertanto, che sia finito il tempo che voleva il Consulente del Lavoro, occuparsi inutilmente della stessa pratica per svariate volte;
  2. a settembre ci sarà la sistemazione definitiva dei semafori e il DURC interno mensile andrà in pensione, sostituito dal DURC on line. L’Istituto interrogherà il sistema e dalla risposta scaturirà o l’invio del preavviso d’irregolarità da sanare nei 15 giorni, o il DURC positivo che sarà valido per 120 giorni.
Consulenti del Lavoro – Circolare

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