Diritto

Attivazione del contraddittorio: legittimo l’accertamento emesso prima dello spirare del termine dilatorio di 60 giorni

Attivazione del contraddittorio: legittimo l'accertamento emesso prima dello spirare del termine dilatorio di 60 giorni
È legittimo l’accertamento da studi di settore emesso prima del termine di 60 giorni previsto dalla Statuto del contribuente. È sufficiente infatti che sia stato attivato il contraddittorio per la validità dell’atto emesso

In tema di accertamento standardizzato mediante parametri e studi di settore, non è applicabile il termine dilatorio di sessanta giorni per l’emanazione dell’avviso di accertamento, decorrente dal rilascio al contribuente della copia del processo verbale di chiusura delle operazioni, essendo già prevista, a pena di nullità, una fase necessaria di contraddittorio procedimentale, che garantisce pienamente la partecipazione e l’interlocuzione del contribuente prima dell’emissione dell’avviso. Lo ha ribadito la Corte di Cassazione con l’ordinanza n. 6054 depositata il 26 marzo 2015.

IL FATTO
In esito ad un controllo dell’Agenzia delle Entrate della dichiarazione fiscale di una società, da cui era emerso che l’ammontare dei ricavi dichiarati era sensibilmente diverso da quello derivante dall’applicazione degli studi di settore in relazione all’attività svolta dalla contribuente, e fallito l’accordo volto alla definizione con adesione in seno al contraddittorio appositamente instaurato, l’ufficio ha accertato, ai fini IRES, IVA ed IRAP maggiori ricavi, irrogando altresì le relative sanzioni.

La CTP ha respinto il ricorso proposto avverso l’avviso di accertamento e quella regionale ha rigettato l’appello della contribuente, rimarcando, per quanto d’interesse, il regolare svolgimento del contraddittorio e l’inapplicabilità del termine dilatorio di sessanta giorni previsto dall’articolo 12 dello statuto dei diritti del contribuente.

Avverso questa sentenza la società propone ricorso per cassazione.

LA DECISIONE DELLA CORTE DI CASSAZIONE
La Corte di Cassazione respinge il ricorso presentato dalla società. Sul punto, gli Ermellini richiamano il principio di diritto affermato dalla Suprema Corte in fattispecie similare (Cass. 4 aprile 2014, n. 7960), secondo cui «in tema di accertamento standardizzato mediante parametri e studi di settore, non è applicabile il termine dilatorio di sessanta giorni per l’emanazione dell’avviso di accertamento, decorrente dal rilascio al contribuente della copia del processo verbale di chiusura delle operazioni, essendo già prevista, a pena di nullità, una fase necessaria di contraddittorio procedimentale, che garantisce pienamente la partecipazione e l’interlocuzione del contribuente prima dell’emissione dell’avviso».

La sussistenza delle fase necessaria di contraddittorio procedimentale, nella fattispecie regolarmente espletata, ha comportato il rigetto del ricorso presentato dalla società.

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