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Attestato ISEE, come fare per averlo dall’INPS

Attestato ISEE, come fare per averlo dall’INPS
Per presentare la DSU tramite l’INPS, occorre essere in dotazione del Pin (codice personale riservato) e collegarsi al sito www.inps.it entrando nel portale Isee, sezione “servizi on line – servizi per il cittadino”

Per avere l’attestato ISEE, con il quale si possono ottenere prestazioni sociali agevolate (iscrizione all’Università, assistenza domiciliare, ricoveri, prestazioni comunali gratuite, ecc.), il cittadino deve presentare la Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU). Con il nuovo sistema che inizia dal 2015 devono essere autodichiarate: la composizione del nucleo familiare, le eventuali condizioni di disabilità o non autosufficienza, la casa di abitazione, i redditi esenti da Irpef, i trattamenti non pagati dall’INPS, il canone di affitto, conti correnti postali e bancari, azioni, bot, obbligazioni, ecc. E anche il possesso di auto, motoveicoli e persino navi (!).

A quanto dichiarato, l’Agenzia delle Entrate e l’INPS aggiungono i dati in loro possesso (reddito soggetto a Irpef, pensioni, ecc.), di modo che si completi il quadro e si stabilisca se l’interessato abbia diritto o meno alla prestazione richiesta.

Ci sono quattro vie per presentare la DSU:

  • all’Ente che fornisce la prestazione (esempio: università, ospedale, ecc,);
  • al Comune;
  • al Caf;
  • all’INPS.

Dovunque si presenti, la dichiarazione va comunque a finire all’INPS, l’unico Ente deputato a classificare le informazioni e a stabilire la misura del reddito da “intestare” al richiedente. Se si chiede direttamente all’INPS è bene sapere che va usato solo il sistema telematico, usando il Pin (codice personale riservato) e collegandosi al sito www.inps.it entrando nel portale Isee, sezione “servizi on line – servizi per il cittadino”.

Alla presentazione della DSU (dovunque sia fatta) viene rilasciata una ricevuta che non è ancora l’attestato. In ogni caso il sistema corre veloce: nel giro di 10 giorni l’Ente interessato trasmette i dati al sistema centrale informativo, vengono acquisiti i dati dell’anagrafe tributaria e dell’Agenzia delle Entrate e l’Inps può determinare l’ISEE e comunicarlo a tutti gli interessati. La DSU ha valore dal momento in cui viene presentata fino al 15 gennaio dell’anno successivo. Scaduto il termine l’attestato ISEE già rilasciato conserva la sua validità ma se si devono chiedere altre prestazioni è necessario iniziare una nuova trafila.

Il nuovo ISEE in vigore dal 2015 ha diverse novità rispetto al passato. Tiene conto ad esempio dei redditi fiscalmente esenti (quindi è più difficile avere l’ok dall’INPS) e del patrimonio, e introduce calcoli differenziati a seconda della prestazione chiesta. Per cui ora non c’è più un solo ISEE valido per tutte le prestazioni, ma una pluralità di indicatori flessibili. Ma i principi di base restano sempre gli stessi: l’ISEE resta sempre il rapporto tra l’indicatore della situazione economica del richiedente (ISE) e la scala di equivalenza (la seconda e ultima “e” che rappresenta la situazione degli altri componenti della famiglia). E invariata è la nozione ISE che è il valore dato dalla somma di redditi e da una quota (il 20%) dei patrimoni mobiliari e immobiliari di tutto il nucleo familiare.

Portale ISEE

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