Lavoro

Assunzioni ripetute nel tempo: spettano le agevolazioni contributive previste dalla L. 407/90?

Se il lavoratore perde lo stato di disoccupazione e poi lo riacquista, iniziando a maturare da zero un nuovo periodo di 24 mesi di disoccupazione, non può ostare al riconoscimento del beneficio il solo fatto che il lavoratore fosse già stato alle dipendenze dello stesso datore di lavoro in un precedente rapporto agevolato
Se il lavoratore perde lo stato di disoccupazione e poi lo riacquista, iniziando a maturare da zero un nuovo periodo di 24 mesi di disoccupazione, non può ostare al riconoscimento del beneficio il solo fatto che il lavoratore fosse già stato alle dipendenze dello stesso datore di lavoro in un precedente rapporto agevolato

Il Ministero del lavoro afferma che l’agevolazione connessa alla legge n. 407/90 spetta anche se il lavoratore ha già intrattenuto in passato con la medesima azienda un rapporto di lavoro, qualora siano trascorsi 24 mesi in stato di disoccupazione. Inoltre, l’agevolazione connessa ad una assunzione a tempo parziale non risulta nei fatti più configurabile.
Il Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro ha avanzato istanza di interpello per conoscere il parere del Ministero del lavoro in merito alla corretta interpretazione dell’art. 8, comma 9, della L. n. 407/1990, recante la disciplina delle agevolazioni contributive concesse, in presenza di determinati requisiti, al datore di lavoro che effettui nuove assunzioni.

Il quesito è il seguente: la predetta disposizione normativa può trovare applicazione nel caso in cui la nuova assunzione riguardi ex dipendenti della medesima impresa, in possesso del requisito dello stato di disoccupazione, licenziati per diminuzione di personale ovvero che abbiano esercitato il diritto di recesso da un rapporto di lavoro part-time ?

Risponde il Ministero che in relazione all’ipotesi di assunzione di ex dipendente licenziato per riduzione di personale, se in capo al medesimo lavoratore si sono nuovamente configurati i requisiti di legge, nessuna preclusione può applicarsi al riconoscimento per intero del beneficio.

Se quindi il lavoratore perde lo stato di disoccupazione e poi lo riacquista, iniziando a maturare da zero un nuovo periodo di 24 mesi di disoccupazione, nel rispetto di ogni altra condizione prevista dalla legge, non può ostare al riconoscimento del beneficio il solo fatto che il lavoratore assunto ai sensi dell’art. 8, comma 9, L. n. 407/1990 fosse già stato alle dipendenze dello stesso datore di lavoro in un precedente rapporto agevolato.

In tal caso l’agevolazione contributiva deve essere quindi riconosciuta per intero e non va, invece, contratta cumulando i periodi agevolati precedenti.

In ordine, poi, alla possibilità per il datore di lavoro di usufruire delle agevolazioni in esame nel caso in cui assuma “nuovamente, dopo alcuni mesi, un lavoratore part-time a 20 ore settimanali, precedentemente dimessosi e per il quale aveva già beneficiato delle agevolazioni medesime”, nelle fattispecie realizzatesi, è necessario fare una distinzione:

  • prima all’entrata in vigore della L. n. 92/2012, il beneficio deve essere riconosciuto solo per il periodo residuo rispetto al limite massimo di fruizione dei 36 mesi, ciò in quanto non vi è stata interruzione dello stato di disoccupazione;
  • dopo il 18 luglio 2012, la fattispecie da ultimo prospettata non risulta più configurabile alla luce dell’intervenuta abrogazione – ad opera dell’art. 4, comma 33, lett. c), L. n. 92 – dell’art. 4, comma 1, lett. a), D. Lgs. n. 181/2000 nella parte in cui prevedeva la “conservazione dello stato di disoccupazione a seguito di svolgimento di attività lavorativa tale da assicurare un reddito annuale non superiore al reddito minimo personale escluso da imposizione”.

Per completezza il Ministero rappresenta che la perdita dello stato di disoccupazione attualmente si verifica “in caso di mancata presentazione senza giustificato motivo alla convocazione del servizio competente nell’ambito delle misure di prevenzione di cui all’articolo 3 del medesimo D. Lgs.”, ovvero “in caso di rifiuto senza giustificato motivo di una congrua offerta di lavoro a tempo pieno ed indeterminato o determinato o di lavoro temporaneo, ex L. n.196/1997”. La disposizione normativa citata, così come modificata, prevede inoltre “la sospensione dello stato di disoccupazione in caso di lavoro subordinato di durata inferiore a sei mesi”.

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