Lavoro

Assunzioni di soggetti appartenenti alle categorie protette: chiarimenti della Funzione Pubblica

Assunzioni di soggetti appartenenti alle categorie protette: chiarimenti della Funzione Pubblica
Il Dipartimento della Funzione Pubblica affronta il quesito volto a chiarire come opera l’istituto della compensazione regionale nel computo delle assunzioni di soggetti appartenenti alle categorie protette che l’amministrazione è chiamata ad effettuare ai fini della copertura delle quote obbligatorie

Il Dipartimento della Funzione Pubblica affronta il quesito volto a chiarire come opera l’istituto della compensazione regionale nel computo delle assunzioni di soggetti appartenenti alle categorie protette che l’amministrazione è chiamata ad effettuare ai fini della copertura delle quote obbligatorie: il computo del numero di unità di personale disabile da assumere ai fini della copertura delle quote d’obbligo di cui alla legge 68/1999 deve avvenire su base nazionale tenendo conto della compensazione regionale eventualmente operata, in via automatica, dall’amministrazione.

Il Dipartimento della Funzione Pubblica riepiloga quanto segue con riferimento alla applicazione della legge n. 68 del 1999 (legge sul collocamento mirato dei disabili) nel settore della Pubblica amministrazione.

1) in base all’articolo 6, co. 6, del D.lgs. n. 165/01 non e’ consentito effettuare assunzioni di personale in soprannumero con la conseguenza che l’assunzione dei soggetti appartenenti alle categorie protette a copertura della quota d’obbligo, non può che avvenire nei limiti dei posti vacanti nella dotazione organica.

Qualora sia stata prevista nella programmazione del fabbisogno l’assunzione di categorie protette in profili professionali appartenenti ad aree in cui vi siano disponibilità di posti, mentre in altre aree sono presenti posizioni soprannumerarie, la possibilità di assunzione va verificata in base alla coerenza e attendibilità del piano di assorbimento, entro il 31 dicembre 2014, dei medesimi soprannumeri.

Resta fermo l’impedimento ad effettuare assunzioni in assenza di posti disponibili nell’area per la quale sono state avviate e/o previste procedure di collocamento dei soggetti appartenenti alle categorie protette. Si sottolinea, tuttavia, che l’obbligo di copertura della relativa quota dovrà essere considerato assolutamente prioritario nella programmazione delle assunzioni al fine di poter assolvere ad esso nel più breve tempo possibile con soluzioni che garantiscano l’assenza di forme elusive del prescritto obbligo.

2) Relativamente alle quote d’obbligo, va richiamato l’articolo 5, commi 8, 8-bis, 8-ter e 8- quater, della legge 68/99 che prevedono il meccanismo della compensazione. Relativamente al settore pubblico, il comma 8-ter della previsione normativa dispone che “i datori di lavoro pubblici possono essere autorizzati, su loro motivata richiesta, ad assumere in una unità produttiva un numero di lavoratori aventi diritto al collocamento obbligatorio superiore a quello prescritto, portando le eccedenze a compenso del minor numero di lavoratori assunti in altre unità produttive della medesima regione“. Dunque, a differenza dal settore privato, i datori di lavoro pubblici possono effettuare la compensazione limitatamente al territorio regionale.

Ciò premesso, il computo del numero di unità di personale disabile da assumere ai fini della copertura delle quote d’obbligo deve avvenire su base nazionale tenendo conto della compensazione regionale eventualmente operata, in via automatica, dall’amministrazione. Tuttavia, al fine di garantire un corretto utilizzo delle forme di compensazione, si ritiene che la compensazione regionale automatica debba, per il futuro, fondarsi su una preventiva e coordinata programmazione delle assunzioni operata dalla Direzione generale del personale competente per ciascuna amministrazione, configurando tale programmazione come “autorizzazione” motivata ad “assumere in una unità produttiva un numero di lavoratori aventi diritto al collocamento obbligatorio superiore a quello prescritto, portando le eccedenze a compenso del minor numero di lavoratori assunti in altre unità produttive della medesima regione“.

Resta ferma la possibilità di compensazione regionale per le assunzioni di personale appartenente alle categorie protette già effettuate dalle amministrazioni per gli anni precedenti a quello in corso.

3) Le considerazioni svolte appaiono rilevanti anche rispetto alle procedure di reclutamento avviate nell’anno 2011 che non risultino concluse con l’assunzione del personale appartenente alle categorie protette.

4) Infine, si ritiene che il criterio dell’ordine cronologico nel dare corso alle assunzioni possa rappresentare un criterio oggettivo a garanzia del principio di trasparenza e imparzialità dell’azione amministrativa.

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