Fisco

Assolvimento dell’imposta di bollo virtuale: pubblicati i codici tributo

Assolvimento dell’imposta di bollo virtuale: pubblicati i codici tributo
A partire dal 20 febbraio 2015 i versamenti per l’assolvimento dell’imposta di bollo in modo virtuale, nonché dei relativi accessori, interessi e sanzioni, sono effettuati mediante il modello F24. L’Agenzia delle Entrate ha istituito i codici tributo 2505, 2506, 2507 e 2508, da utilizzare per i versamenti

Con la risoluzione n. 12/E del 3 febbraio 2015, l’Agenzia delle Entrate ha istituito i codici tributo da utilizzare per i versamenti delle somme dovute in relazione all’assolvimento dell’imposta di bollo virtuale.

In particolare, con provvedimento del 3 febbraio 2015, l’Agenzia delle Entrate ha disposto – a decorrere dal 20 febbraio 2015 – l’estensione delle modalità di versamento con modello F24 alle somme dovute in relazione all’assolvimento dell’imposta di bollo virtuale.

Per consentire il versamento di tali somme tramite modello F24, l’Agenzia delle Entrate ha istituito i seguenti codici tributo:

  • 2505” denominato “BOLLO VIRTUALE – RATA”;
  • 2506” denominato “BOLLO VIRTUALE – ACCONTO”;
  • 2507” denominato “BOLLO VIRTUALE – Sanzioni”;
  • 2508” denominato “BOLLO VIRTUALE – Interessi”.

In sede di compilazione del modello F24, i suddetti codici tributo sono esposti nella sezione “Erario”, esclusivamente in corrispondenza delle somme indicate nella colonna “importi a debito versati”, riportando anche, nei campi specificamente denominati, il codice atto, il codice ufficio e l’anno di riferimento, nel formato “AAAA”, reperibili all’interno dell’atto emesso dall’Agenzia delle Entrate.

Esclusivamente per il codice “2505”, in caso di versamento in forma rateale, il campo “rateazione/regione/prov./mese di rif.to” è valorizzato con il numero della rata bimestrale nel formato “NNRR”, dove “NN” rappresenta il numero della rata in pagamento e “RR” indica il numero complessivo delle rate bimestrali (ad esempio: 0106, nel caso di prima rata di 6 rate bimestrali).

I suddetti codici tributo 2505250625072508 sono utilizzati anche per il versamento del bollo virtuale, tramite il modello “F24 Enti pubblici”.

In sede di compilazione del modello “F24 Enti pubblici”:

  • nella sezione “CONTRIBUENTE”, sono indicati il codice fiscale e la denominazione/ragione sociale dell’ente pubblico che effettua il versamento;
  • nella sezione “DETTAGLIO VERSAMENTO” sono indicati:
    – nel campo “sezione”, il valore “F” (Erario);
    – nel campo “codice tributo/causale”, il codice tributo;
    – nei campi “codice ufficio”, “codice atto” e “riferimento B” il codice atto, il codice ufficio e l’anno di riferimento, nel formato “AAAA”, reperibili all’interno dell’atto emesso dall’Agenzia delle entrate;
    – nel campo “riferimento A”, nessun valore.

Esclusivamente per il codice “2505”, in caso di versamento in forma rateale, il campo “riferimento A” è valorizzato con il numero della rata bimestrale nel formato “NNRR”, dove “NN” rappresenta il numero della rata in pagamento e “RR” indica il numero complessivo delle rate bimestrali (ad esempio: 0106, nel caso di prima rata di 6 rate bimestrali). Il campo “riferimento B” è valorizzato con l’anno di riferimento, nel formato “AAAA” reperibile all’interno dell’atto emesso dall’Agenzia delle Entrate.

Infine, l’Agenzia delle Entrate precisa che l’utilizzo del codice tributo “9400”, denominato “Spese di notifica per atti impositivi”, già in uso con la modalità di versamento F24, è esteso alla modalità di versamento “F24 Enti pubblici”, con le medesime istruzioni di compilazione del modello previste per i codici tributo 2506 – 2507 – 2508.

Agenzia delle Entrate – Risoluzione N. 12/E/2015 Agenzia delle Entrate – Prot. N. 14261/2015

Potrebbe anche interessarti: Imposta di bollo assolta in modo virtuale: versamenti con F24

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *