Lavoro

Assenteismo del dipendente: conseguenze e rimedi

Avere alle proprie dipendenze dei lavoratori impone una necessità di attenta e costante supervisione rispetto alle attività dei dipendenti, per verificare che le mansioni a loro assegnate siano svolte in modo corretto e che vengano rispettati gli obblighi previsti dal contratto

Essere un imprenditore e dover gestire una azienda comporta una serie molto vasta di impegni e soprattutto di responsabilità, sia dal punto di vista economico che da quello riguardante strettamente l’attività lavorativa. Avere alle proprie dipendenze dei lavoratori impone una necessità di attenta e costante supervisione rispetto alle attività dei dipendenti, per verificare che le mansioni a loro assegnate siano svolte in modo corretto e che vengano rispettati gli obblighi previsti dal contratto. Più sono grandi le dimensioni dell’azienda, e di conseguenza il numero dei dipendenti, più cresce il livello di difficoltà nel monitorare ed avere perennemente sotto controllo l’intero personale. Non è affatto facile saper gestire il rapporto lavorativo soprattutto nei casi in cui il dipendente non si comporti con il necessario livello di responsabilità nei confronti degli impegni presi in sede di firma del contratto. Scopri come agire in questi casi.

L’assenteismo del dipendente

Una delle difficoltà più complesse da gestire e, purtroppo, statisticamente più frequenti, riguarda i casi di assenteismo del dipendente. Quest’ultimo può essere assente dal lavoro per svariate motivazioni: personali, familiari e sociali, tutte disciplinate dal legislatore all’interno del nostro ordinamento. Essere assenti dal lavoro, infatti, non comporta in automatico una violazione degli accordi contrattuali ma rientra nel pieno diritto del lavoratore qualora le motivazioni della propria assenza siano ricomprese fra i casi che la giustificano o la motivano. Tuttavia non è infrequente che dietro all’assenza del lavoratore si possano nascondere delle dichiarazioni non veritiere circa le cause della mancata presenza.

I casi più frequenti di assenteismo

Le situazioni più frequenti di assenteismo sul lavoro riguardano i casi in cui il dipendente, assente per malattia, sia in realtà assente con l’obiettivo di andare a svolgere altri lavori o per il prolungamento di ponti, ferie e festività.

Una volta dimostrato l’assenteismo del dipendente, questo comportamento può essere motivo di licenziamento per giusta causa, rientrando fra i casi che fanno venir meno il rapporto di fiducia fra il datore di lavoro e il dipendente, presupposto fondamentale per il proseguimento del rapporto stesso e senza il quale non risulterebbe possibile continuare in una collaborazione proficua.

Il licenziamento per giusta causa e quello per giustificato motivo

Il licenziamento per giusta causa rientra fra i casi di licenziamento disciplinare: questi ultimi ricomprendono oltre al licenziamento per giusta causa anche quello per giustificato motivo.

Il licenziamento per giusta causa è sicuramente un provvedimento di natura più grave e rilevante, infatti può essere disposto senza preavviso da parte del datore di lavoro. Per quanto riguarda il licenziamento per giustificato motivo, invece, avviene nel momento in cui il lavoratore commette delle infrazioni meno gravi e, in questo caso, il datore di lavoro è tenuto a rispettare il termine di preavviso previsto dal contratto.

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