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Assegno sociale 2013: requisiti, importo e come ottenerlo

La guida completa per sapere cos'è l'assegno sociale, a chi spetta, quali sono i requisiti da rispettare e come si calcola il suo ammontare
La guida completa per sapere cos’è l’assegno sociale, a chi spetta, quali sono i requisiti da rispettare e come si calcola il suo ammontare

L’assegno sociale è una prestazione economica di carattere assistenziale erogata dall’Inps nei confronti dei cittadini che si trovano in condizioni economiche disagiate (reddito basso o pari a zero). La prestazione viene garantita a prescindere dai contributi previdenziali effettivamente versati dal soggetto avente diritto. L’assegno sociale è stato introdotto dalla riforma Dini del 1995 (legge n. 335/1995), e dal 1 gennaio 1996 ha sostituito la pensione sociale e le relative maggiorazioni. Viene chiamata anche “pensione delle casalinghe” proprio perché è una prestazione erogata indipendentemente dai contributi versati all’Inps.

L’assegno sociale viene corrisposto ai cittadini italiani, residenti in Italia, che abbiano compiuto 65 anni e tre mesi (vedremo in seguito che il requisito anagrafico cambia in base alla speranza di vita) e che abbiano i seguenti requisiti:

  • Cittadinanza italiana;
  • Residenza effettiva e abituale in Italia;
  • 65 anni e 3 mesi di età (adeguato alla speranza di vita);
  • Particolari condizioni reddituali personali e del coniuge.

La verifica dei requisiti appena elencati va effettuata ogni anno. E’ infatti necessario che l’ente previdenziale verifichi la permanenza delle condizioni che danno diritto all’erogazione dell’assegno sociale, attesa la natura assistenziale della prestazione, che prescinde dalla capacità contributiva (di versamento) del soggetto beneficiario.

La domanda può essere presentata alla sede Inps, direttamente o tramite uno degli Enti di Patronato riconosciuti dalla legge che assistono gratuitamente i lavoratori; ovvero inviata per posta a mezzo di raccomandata con avviso di ricevimento. Il modulo di domanda è a disposizione presso le sedi Inps o gli Enti di patronato o scaricabile dal sito www.Inps.it e deve essere corredato della prevista dichiarazione reddituale. Vediamo nel dettaglio i requisiti precedentemente elencati.

L’età per l’assegno sociale dopo la riforma Monti

La riforma delle pensioni voluta dal Governo Monti ha coinvolto anche l’assegno sociale e, più precisamente, il determinante requisito di età anagrafica di 65 anni per ottenere il diritto all’erogazione della prestazione da parte dell’Inps.

Per effetto dell’adeguamento delle pensioni alla speranza di vita, il meccanismo triennale (poi sarà biennale) di aumento dell’età anagrafica legato alla statistica pubblicata dall’Istat sull’aspettativa di vita, avremo una variazione in aumento dell’età anagrafica necessaria per ottenere la pensione e con essa anche l’assegno sociale.

Dal 2018 l’età passa a 66 anni. L’adeguamento alla speranza di vita scattato al 1° gennaio 2013 (65 anni e tre mesi), scatterà nuovamente nel 2016, poi nel 2019 e da quell’anno in poi non ci sarà più un adeguamento triennale, ma biennale. Quindi nuovo requisito anagrafico nel 2021, nel 2023, ecc. Dal 2018, il Governo Monti ha introdotto, oltre agli aumenti legati alla speranza di vita, anche un aumento di un anno, quindi ci vorranno 66 anni e non più 65. Anzi 66 anni e 7 mesi, tenendo conto anche dell’aspettativa di vita.

La residenza e la dimora come requisiti per italiani e stranieri

A chi spetta. Stabilito che è necessario prima di tutto il requisito anagrafico di età, va specificato quali sono i soggetti aventi diritto all’assegno sociale. Non sono solo i cittadini italiani hanno diritto all’assegno sociale, ma anche gli stranieri. L’Inps in numerose circolari ha chiarito le condizioni necessarie per l’accesso alla prestazione economica da parte dei cittadini non italiani. Alcune leggi hanno poi modificato le condizioni, introducendo alcune condizioni relative agli anni di residenza per l’accesso alla pensione sociale dei cittadini comunitari. Vediamo tutti questi aspetti.

Fermo restando l’esistenza delle condizioni di età e di reddito, hanno diritto all’assegno sociale anche i seguenti soggetti:

  • i cittadini della Repubblica di San Marino residenti in Italia;
  • i cittadini degli Stati membri dell’Unione Europea, residenti in Italia, che abbiano svolto un lavoro dipendente o autonomo in uno degli Stati membri dell’Unione;
  • gli stranieri o apolidi ai quali è stata riconosciuta la qualifica di rifugiati e lo status di protezione sussidiaria. Sono destinatari della prestazione anche i rispettivi coniugi ricongiunti;
  • gli stranieri o apolidi titolari di carta di soggiorno o di permesso di soggiorno di durata non inferiore ad un anno;
  • I detenuti, indipendentemente dalla durata della pena alla quale siano stati condannati.

I cittadini della Comunità Europea possono ottenere l’assegno sociale indipendentemente dal possesso della qualifica di lavoratori.

Residenza effettiva ed abituale in Italia. Uno dei requisiti più importanti del diritto alla percezione dell’assegno sociale, oltre il compimento dell’età di 65 anni e 3 mesi (per il 2013), è la residenza effettiva ed abituale in Italia. Ciò significa che tale requisito si perfeziona con la dimora stabile in Italia, una dimora abituale per dimostrare la quale ha rilevanza il rapporto tra il richiedente, la provvidenza e il luogo, come descrive la legge.

La guida completa per sapere cos'è l'assegno sociale, a chi spetta, quali sono i requisiti da rispettare e come si calcola il suo ammontare10 anni di residenza per gli stranieri. Dall’aprile del 2007 i cittadini comunitari e i loro familiari a carico possono fare richiesta dell’assegno sociale, sempre in presenza degli altri requisiti (65 anni e 3 mesi di età per il 2013, condizioni reddituali, ecc.), se risiedono regolarmente in Italia per un periodo superiore a tre mesi, lo stabilisce il Decreto Legislativo n. 30 del 2007.

Con decorrenza dal 1 gennaio 2009, è in vigore poi un ulteriore requisito che si aggiunge al generale requisito di residenza sul territorio nazionale per il diritto al conseguimento e al mantenimento della prestazione. Nel caso di cittadini non italiani, la residenza in Italia ai fini del diritto alla percezione dell’assegno sociale deve essere di almeno dieci anni continuativi temporalmente individuabili in qualsiasi momento della vita prima della richiesta della prestazione. Lo ha stabilito la legge n. 133 del 2008. Quindi sono necessari 10 anni in Italia ad un cittadino straniero per ottenere l’assegno sociale.

Massimo un mese all’estero. A dimostrazione dello stretto legame tra la prestazione dell’ente previdenziale e la residenza effettiva del cittadino percettore, l’Inps limita anche la libertà dei cittadini italiani di vivere all’estero, anche qualche mese. L’ente previdenziale infatti procede alla sospensione dell’assegno sociale erogato in caso di permanenza all’estero per un periodo superiore ad un mese, salvo che non ci siano gravi motivi sanitari, che devono essere documentati. Decorso un anno dalla sospensione, l’assegno sociale viene definitivamente revocato, se permane tale situazione.

L’importo dell’assegno sociale legato al reddito

Oltre al possesso dell’età anagrafica di 65 anni e 3 mesi per il 2013 (che passa a 65 anni e 7 mesi dal 2016, a 66 anni e 7 mesi dal 2018 per effetto dell’aumento di un anno voluto dal governo Monti), e al requisito legato alla residenza e alla dimora abituale in Italia, il requisito più importante per il diritto all’assegno sociale è la condizione reddituale definita particolare. Il richiedente dovrà avere un reddito basso o nessun reddito. E nel caso il richiedente è coniugato, ciò interessa soprattutto le casalinghe, si considerano anche i redditi del coniuge. Vediamo tutti i limiti.

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